Alberi particolari: foto e storie di 12 alberi strani

L’incontro con un albero particolare, con una specie arborea mai vista prima può essere uno dei momenti più memorabili di un viaggio. Durante una vacanza in aree tropicali, ci si può emozionare anche vedendo per la prima volta piante comuni come la palma da cocco, o un albero di mango con i frutti attaccati. Però, di fronte a piante antiche come i pini di Cook, che colpirono persino un esploratore navigato come James Cook, lo stupore aumenta.

Pini di Cook, alberi così particolari che stupirono il capitano James Cook
Pini di Cook, alberi così particolari che stupirono il capitano James Cook

Forse sono le aree semidesertiche a regalarci gli alberi più buffi e speciali, come i boojum della Bassa California, che possono formare colonne diritte, senza nessun ramo, alte fino a venti metri. Per non parlare degli alberi del drago di Socotra o i quiver tree, che sembrano usciti da un quadro surrealista. È in questi ambienti dall’aspetto marziano, ostili all’uomo e a molti animali, che si trovano gli alberi a mio avviso più sorprendenti.

Singoli alberi strani si trovano un po’ ovunque: basta fare una passeggiata nei nostri boschi, meglio se in foreste antiche come il bosco monumentale del Sasseto. Per questo ho deciso di raccogliere qui le specie di alberi più particolari del pianeta, che spesso vivono in ambienti ostili, o isolati, che le hanno spinte ad assumere forme e adattamenti davvero unici.

Albero bottiglia (Australia)

La parola fusto, se riferita agli esseri umani, fa venire in mente una persona alta e dritta, ma dare del fusto a qualcuno in Australia potrebbe non essere un complimento. Non se si pensa al tronco bulboso dell’albero della bottiglia del Queensland, caratteristico dei territori aridi interni dello stato australiano.

I buffi alberi bottiglia del Queensland, Australia
I buffi tronchi degli alberi bottiglia del Queensland – Foto di Timothy M Roberts CC BY-NC-SA 2.0

L’albero della bottiglia del Queensland (Brachychiton rupestris) è una pianta succulenta che si è ben adattata a vivere in terreni aridi e siccitosi, grazie anche all’accumulo nel suo tronco di liquidi in eccesso. Può raggiungere i 25 metri di altezza e il suo fusto può arrivare a tre metri e mezzo di diametro.

Albero faretra

L’albero faretra (Aloidendron dichotomum) deve il suo nome all’usanza del popolo San (boscimani) di svuotarne i rami per usarli come faretra per le loro frecce. Quello che rende davvero strano questo albero non è solo la sua forma, ma anche i luoghi in cui vive: zone aride e rocciose, su cui spuntano qualche cespuglio e alberi faretra dall’aspetto quasi innaturale.

Gli strani alberi faretra immersi nel loro ambiente naturale
Il paesaggio marziano in cui vivono gli strani alberi faretra – Olga Ernst & Hp.Baumeler, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

L’albero faretra è chiamato choje in lingua San, kokerboom in afrikaans e quiver tree in inglese. Vive in un’area a cavallo tra il Sudafrica e la Namibia e una delle poche foreste spontanee è la Quiver Tree Forest (Kokerboom Woud in Afrikaans), dichiarata monumento nazionale in Namibia e accessibile ai turisti. L’albero faretra è un’aloe arborea strettamente imparentata con Aloidendrum pillansii, uno degli alberi più rari del pianeta.

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L’albero del drago di Socotra

L’isola di Socotra si è separata dalla penisola arabica 34 milioni di anni fa e ha dato così origine a una flora unica: il 37% delle sue specie vegetali non si trova da nessun’altra parte. La pianta più rappresentativa dell’isola è l’albero del drago di Socotra (Dracaena cinnabari).

Le forme particolari dell'albero del drago di Socotra
Alberi del drago di Socotra – Rod WaddingtonCC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

È un albero davvero particolare, con tronco e rami in buona parte nudi tranne che all’estremità, dove le foglie formano una sorta di corona a forma di ombrello. La forma speciale di questo albero è un adattamento ai climi aridi di Socotra e ai suoli sottili. La scarsa quantità di foglie limita la perdita di umidità da parte della pianta, mentre la grande corona compatta forma una fitta ombra che a sua volta riduce l’evaporazione.

Dalla corteccia e dalle foglie, se recise, sgorga il sangue di drago, una resina rossa usata come tintura, vernice e nella medicina tradizionale.

Eucalipto arcobaleno

L’eucalipto arcobaleno (Eucalyptus deglupta) è un albero speciale. Le piante di solito si colorano con i fiori, o con le foglie in autunno. Questo eucalipto ci stupisce con i colori unici del suo fusto.

I colori straordinari dell'Eucalipto arcobaleno, un albero speciale
Il tronco colorato dell’Eucalipto arcobaleno – Paxson Woelber, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il segreto di questi colori è nella sua corteccia sottilissima che tende a squamarsi facilmente, rivelando così uno strato sottostante verde brillante. Il verde, col passare del tempo, cambia colore trasformandosi in arancio, viola, blu e marrone, in diverse tonalità. Le striature sono legate al fatto che la corteccia non viene persa tutta insieme; le varie porzioni cadono in diversi periodi e così il fusto diventa un trionfo di forme e colori.

L’incontro con alberi così speciali può diventare uno dei momenti più memorabili di un viaggio. In natura, l’eucalipto arcobaleno si trova in Papua Nuova Guinea, Indonesia e Filippine. Cresce nelle foreste pluviali ed è l’unica specie di eucalipto nativa di aree dell’emisfero nord.

Fouquieria columnaris

Vista da lontano Fouquieria columnaris sembra un cactus.

In realtà è una specie arborea. Questo strano albero sviluppa un fusto colonnare affusolato verso l’alto, che può avere o meno qualche ramificazione secondaria. Certi esemplari raggiungono i venti metri di altezza.

In lontananza, gli individui di Fouquieria columnaris sembrano pure ricoperti di spine, ma guardandoli da vicino si vede che dal tronco e dalle sue ramificazioni sporgono tanti piccoli rametti ricoperti di foglioline.

Questo strano albero si trova nella Bassa California, nell’Isla Ángel de la Guarda (Golfo della California) e in una piccola area del Messico continentale. In inglese è noto come Boojum tree, nome preso da La caccia allo Snark di Lewis Carroll.

Ginkgo

Di per sé il ginkgo non è un albero strano, o almeno non lo è in maniera evidente. Le sue foglie sono piuttosto piccole e poco appariscenti, ma colpiscono per la loro forma elegante: spesso a ventaglio, in qualche caso bilobata.

La forma particolare delle foglie del Ginkgo
Foglie di un albero di ginkgo

Ad assumere un aspetto strano e a volte grottesco sono gli alberi di ginkgo più antichi.  Dal tronco e dai rami iniziano ad allungarsi protuberanze legnose, simili a inquietanti stalattiti, che in giapponese vengono chiamate chi-chi. Allungandosi verso il basso penetrano nel terreno, dove danno origine a nuovi germogli e radici.

I vecchi ginkgo assumono un aspetto strano a causa dei ricacci verso il basso (detti chi-chi)
Il Ginkgo di Kitakanegasawa (prefettura di Aomori) con numerosi chi-chi – あおもりくま(Aomorikuma), CC BY-SA 3.0, via Wikipedia

Albero bottiglia (Africa)

Nelle regioni desertiche comprese tra la Namibia e l’Angola ci si può imbattere in panciuti esemplari di Pachypodium lealii, che deve il suo nome scientifico all’esploratore portoghese che lo descrisse per la prima volta due secoli fa.

Lo strano albero bottiglia dell'Africa
Due buffi esemplari di albero bottiglia (Africa) – Hans Stieglitz, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il tronco dà alla pianta il caratteristico aspetto a bottiglia, o a fiasco negli esemplari più strani, ed è un adattamento al clima semidesertico. Alcuni individui di questa specie hanno un aspetto più allungato e possono raggiungere un’altezza di 6-8 metri.

Arancio degli Osagi

Per buona parte dell’anno l’arancio degli Osagi (Maclura pomifera) è una pianta dall’aspetto comune, ma quando i suoi frutti maturano si capisce come mai è un albero davvero particolare.

Lo strano frutto dell'arancio degli Osagi
Lo strano frutto dell’arancio degli Osagi

Questa specie arborea è originaria del Nordamerica e prende il nome da un gruppo di nativi americani (Osagi). A quanto pare, in passato uno o più mammiferi appartenenti alla megafauna americana erano ghiotti dei frutti di questa pianta. Dopo che questi animali si sono estinti, gli alberi di Maclura pomifera sono rimasti senza vettori di dispersione e la loro area di diffusione si è ristretta sempre di più, fino a che l’uomo non li ha usati per realizzare siepi, salvandoli inconsapevolmente da una probabile estinzione.

L’infruttescenza è chiamata arancio, ma i generi Citrus (cui appartengono arancio, limone, pompelmo, ecc.) e Maclura appartengono a due famiglie diverse. L’arancio degli Osagi non è commestibile per l’uomo e visto che gli animali che se ne cibavano sono scomparsi, viene considerato un anacronismo evolutivo.

Wollemia

La wollemia è un albero speciale. Si credeva estinto da almeno due milioni di anni, finché nel 1994 è stato ritrovato in un canyon inaccessibile del Wollemi National Park, in Australia.

Gli strani e antichi alberi di Wollemia
Alberi di Wollemia visti dall’alto – Foto di Royal Botanic Garden Sydney CC BY-NC-ND 2.0

Viste da lontano, le piante di wollemia (Wollemia nobilis) hanno un aspetto antico ed esotico, ma la parte più stravagante di questo albero è la corteccia. Il tronco sembra pieno di bollicine che assomigliano, secondo lo scopritore della pianta David Noble, ai Coco Pops.

I tronchi di Wollemia sono davvero particolari
Tronchi di alberi di Wollemia – Foto di Royal Botanic Garden Sydney CC BY-NC-ND 2.0

La wollemia, oltre a essere un albero dall’aspetto particolare, è una pianta fossile vivente molto rara, di cui rimane in natura una cinquantina di individui maturi, scampati per un soffio all’incendio catastrofico del 2019/2020.

Hura crepitans

Visto da lontano, il tronco di Hura crepitans può sembrare liscio e grigio. Più da vicino, ci si accorge che la sua superficie è ricoperta di spine.

Il tronco spinoso di Hura crepitans
Il tronco spinoso di Hura crepitans – Paul Bolstad, University of Minnesota, United States, CC BY 3.0 US, via Wikimedia Commons

Be’, direte, non è l’unico albero a essere ricoperto di spine. Epperò c’è almeno un’altra ragione per stare alla larga da questa pianta. I suoi frutti hanno la forma rassicurante di una piccola zucca, ma quando sono secchi esplodono e lanciano i semi con velocità di partenza superiori ai 200 chilometri orari: meglio non trovarsi nei paraggi, possono fare molto male.

I frutti, esplosivi e pericolosi, di Hura crepitans
I frutti, esplosivi e pericolosi, di Hura crepitans – Foto di Cerlin Ng CC BY-NC-ND 2.0

Il frutto è da evitare anche prima che esploda, visto che contiene veleno, così come è velenosa la linfa della pianta. Hura crepitans è originaria delle regioni tropicali di Nord e Sud America, Amazzonia inclusa.

Omphalocarpum elatum

Sono numerose le piante che hanno stretto alleanze con il mondo animale: quelle a fiore usano gli insetti per l’impollinazione e, quando producono frutti, si avvalgono di uccelli e altri animali per la dispersione del semi. Omphalocarpum elatum ha stretto un’alleanza esclusiva con gli elefanti.

Lo strano albero Omphalocarpum elatum cresce nell’Africa equatoriale occidentale
Questo strano albero cresce nell’Africa equatoriale occidentaleBernard DUPONT from FRANCE, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Sul tronco di questa strana pianta crescono decine di frutti dalla forma a ombelico, dotati di un guscio durissimo impossibile da sfondare per qualsiasi animale. Non per gli elefanti, che li infilzano con le loro zanne e poi li spaccano spingendoli tra il terreno e la base dell’albero. A questo punto il frutto, che può pesare un paio di chilogrammi, è pronto per essere ingerito dall’elefante. Dopo un viaggio attraverso il tratto digestivo dei pachidermi, i semi germinano più facilmente e possono crescere in nuove terre.

Le araucarie della Nuova Caledonia

James Cook, nel corso del suo secondo viaggio verso la Nuova Zelanda (1774), si imbatté in una piccola isola dell’arcipelago della Nuova Caledonia. Non vi sbarcò, ma fu colpito dalla presenza di strani alberi dall’aspetto colonnare. Fu lui a chiamare questa terra Isola dei Pini, nome usato tutt’ora anche se i pini di Cook sono in realtà una particolare specie di araucaria (Araucaria columnaris).

I pini di Cook sono piante antichissime. Il genere Araucaria esiste sin dal Triassico (252 – 201 milioni di anni fa circa) e quello che rende speciali questi alberi è vederli non solo singolarmente, ma anche in gruppo di fronte a un mare tropicale cristallino: dove ti aspetti una spiaggia piena di palme da cocco, ci sono alberi che sembrano pini di montagna.

L'isola dei pini, in Nuova Caledonia, colpisce per i suoi strani alberi che stupirono anche James Cook
Isola dei pini, Nuova Caledonia

Quasi la metà delle specie della famiglia delle Aracauriacee (19 su 45) si trova esclusivamente in Nuova Caledonia. Questi alberi hanno un aspetto pazzesco, non c’è nulla di simile in altre parti del pianeta. In Nuova Caledonia si è conservato un mondo antico, una sorta di Jurassic Park delle specie arboree ma anche un esperimento dell’evoluzione, che in luoghi isolati spesso inventa soluzioni originali per affrontare le sfide della vita.

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