Se cercate app per imparare il giapponese per viaggiare o per superare il test JLPT, ho suggerimenti molto concreti da darvi. In questo articolo vi consiglierò le app che ho personalmente testato e soprattutto utilizzato per superare il JLPT 3 e continuare nel mio percorso verso il JLPT 2.
Oltre a consigliarvi una serie di app, vi proporrò anche un percorso. All’inizio mi sono state utili alcune applicazioni e siti web; tuttavia, a mano a mano che il mio apprendimento avanzava, sono cambiate le mie esigenze e alcune app sono diventate superflue, altre invece hanno avuto bisogno di essere affiancate da nuove applicazioni.
Vi condividerò quindi applicazioni utili per imparare il giapponese e che ho usato per superare il JLPT 3, ma anche consigli personali su quando e perché utilizzarle. Seguitemi allora in questa guida, che parte dalle app con cui iniziare lo studio del giapponese, fino a quelle che vi porteranno fino ai livelli più avanzati.
App per imparare il giapponese: gratis o a pagamento?
Prima di iniziare questo viaggio, vale la pena soffermarsi su questo punto: app gratuite o a pagamento? Come vedrete dalle recensioni, per iniziare sono sufficienti app gratuite, o anche la versione free di app a pagamento. Però, per andare oltre il giapponese base e accelerare il vostro percorso di apprendimento, le app ad abbonamento sono imprescindibili. Non preoccupatevi: di solito hanno una buona quantità di risorse gratis, così che potete fare tutte le vostre valutazioni prima di decidere se abbonarvi.
1. Busuu – Corso base fondamentale
Busuu è l’app con cui iniziare il vostro percorso di apprendimento del giapponese. Le lezioni sono disponibili anche in italiano – non solo in inglese – e questo è perfetto per una prima familiarizzazione con una lingua così distante dalla nostra.
Si parte dalle basi: i saluti, come presentarsi, il vocabolario base e il primo incontro con la grammatica. E poi, pian piano, ci si avvicina a cose un po’ più complesse, come l’hiragana – il sistema di scrittura in sillabe alla base del giapponese – , il katakana e i kanji, gli ideogrammi di origine cinese.
L’app è multimediale (testo, audio, video, animazioni), simpatica, gli esercizi sono interattivi ed è presente una comunità di studenti: se vuoi, alcuni esercizi li puoi condividere e potranno essere corretti da madrelingua giapponesi.
Pro
- spiegazioni in italiano, aspetto fondamentale per gettare le prime basi
- presenza di audio e video in giapponese
- ti insegna a installare e usare la tastiera giapponese su mobile
- esercizi interattivi
- supporto della comunità
- disponibile una versione base gratuita
- animazioni che mostrano come scrivere hiragana, katakana e kanji.
Contro
- è un’app generalista: per quanto completa, non può insegnare tutto
- per il motivo sopra, a un certo punto lezioni ed esercizi diventano troppo difficili e occorre integrare con altre app
Verdetto finale ed esperienza personale
Busuu è ottima come corso base per imparare il giapponese. Vi consiglio di iniziare da qui.
Ai fini del JLPT, è un buon punto di partenza per raggiungere il livello 5 (il base). Ho iniziato a studiare il giapponese con quest’app e, anche dopo aver superato il JLPT 3, la trovo a volte ancora utile, anche se non fondamentale a questo livello. È un’app tuttofare e questo suo pregio è anche il suo limite: dopo un po’ occorre affiancarla con qualcos’altro per poter procedere nell’apprendimento del giapponese.
Busuu è inoltre eccellente per imparare il giapponese per viaggiare: ci sono lezioni specifiche, e anche un mini corso per gli appassionati di manga e anime.
2. Hiragana Pro – Memorizzare l’hiragana
Su Busuu ci sono lezioni per imparare l’hiragana, oltre che vari esercizi. Come detto però, Busuu è generalista e necessita di essere affiancata da altre app per imparare il giapponese. Per questo, per memorizzare meglio i caratteri hiragana, mi è stata utile Hiragana Pro.
Gli esercizi base sono molto semplici: occorre associare ciascuno dei caratteri hiragana (46, nella forma base) a un suono. Risposta esatta o sbagliata, da continuare finché non rimangono ben impressi nella memoria questi caratteri basilari.
Se già state usando Busuu, Hiragana Pro vi sarà probabilmente sufficiente nella versione gratuita.
Pro
- per memorizzare gli hiragana, è sufficiente la versione gratuita
- gli esercizi sono molto semplici e si basano sulla ripetizione: bastano pochi minuti al giorno.
Contro
- ha un’utilità limitata: solo hiragana.
Verdetto finale ed esperienza personale
Quest’app ha pregi e difetti che sono l’opposto di quelli di Busuu. Hiragana Pro è talmente specializzata nell’hiragana, che la si usa per pochi giorni o settimane. Finito quel breve periodo diventa superflua, specialmente se sul vostro smartphone inizierete a usare la tastiera giapponese.
Nel suo essere così specializzata, ho trovato quest’app molto utile, anche se l’ho usata per poco.
3. Ringotan – Scrivere i kanji e i kana
Nel presentarvi Ringontan, così come fatto per Hiragana Pro, ritorno alle basi, cioè a Busuu. Con Busuu si imparano i primi kanji: ti mostra come scriverli e, con video specifici, ti insegna anche il metodo – ossia l’ordine dei tratti – ma non ti consente di fare pratica. Ringotan serve proprio a questo: ti puoi esercitare sullo schermo a tratteggiare i kanji, seguendone non solo la forma, ma anche l’ordine dei tratti.
L’app consente anche di esercitarsi nella scrittura dei kana – hiragana e katakana – ed è inoltre completamente gratuita.
Perché esercitarsi a scrivere i kanji? Nel JLPT non ci sono infatti test di scrittura, né occorre saper scrivere per viaggiare in Giappone.
Fare pratica di scrittura kanji è utile, secondo me, per poterli poi leggere e soprattutto memorizzare più facilmente. Con la pratica si entra più a fondo nella logica degli ideogrammi e diventa pertanto più facile riconoscerli. Almeno, questa è stata la mia esperienza.
Pro
- l’app è facile, intuitiva e, nella sua nicchia, molto completa
- è completamente gratuita
- si può iniziare dal livello desiderato: se ad esempio conosci già qualche centinaio di kanji, non devi partire da zero.
Contro
- si imparano solo i singoli kanji, non le parole
Verdetto finale ed esperienza personale
Ringotan è un’app di nicchia e in quello che fa è eccellente, ancora di più se consideriamo che è gratuita. Difficile chiedere di più a quest’applicazione. In effetti, l’unico contro che le ho dato sopra è forse ingeneroso: si tratta pur sempre di un’app per imparare a scrivere i kanji (e i kana), e non per apprendere il vocabolario.
Mi sono divertito molto con Ringotan, ma l’ho usata poco: il mio obiettivo era ed è imparare a leggere il giapponese e riconoscere i kanji, non scriverli. Una volta che li riconosci e li sai leggere, li puoi anche scrivere facilmente con la tastiera del telefonino e del computer.
D’altra parte, familiarizzare con la scrittura dei kanji è utile per memorizzarli. Se avete come obiettivo il JLPT, probabilmente è sufficiente imparare a scrivere una cinquantina di kanji, o cento al massimo: giusto per fare un po’ di pratica, e concentrarsi poi sulla memorizzazione dei caratteri e sul vocabolario. Questo mi dà il là per presentarvi la prossima app: Wanikani.
4. Wanikani – Memorizzare kanji, vocabolario
Wanikani è stato un punto di svolta nel mio percorso di apprendimento del giapponese. Come vi dicevo prima, Busuu è ottimo per iniziare, ma superate le basi tende a fare dei “salti”: nella grammatica, nel vocabolario e nei kanji. Per ovviare a questo, Wanikani, insieme a Bunpro – di cui vi parlerò dopo – è stato fondamentale per me.
Wanikani non è un’app, bensì un sito web, che però da mobile ha esattamente l’aspetto e l’esperienza che ti aspetteresti da un’applicazione, ma senza dover scaricare nulla.
Ti accompagna passo dopo passo, con gradualità, intelligenza e tanta ironia, nel mondo dei kanji. Usa in maniera eccellente il metodo della ripetizione distanziata: con un po’ di pratica giornaliera, si possono apprendere centinaia o migliaia di kanji e vocaboli.
Pro
- utilizza un metodo estremamente efficace
- scompone i kanji nei suoi radicali per favorirne il riconoscimento
- ti insegna le varie pronunce dei singoli caratteri
- dai caratteri si passa poi ai vocaboli, composti da uno o più kanji
- propone storie per favorire la memorizzazione di caratteri, significato e pronuncia
- frasi di esempio per contestualizzare e comprendere i nuovi vocaboli
- i primi livelli sono gratuiti e più che sufficienti per valutare l’utilità dell’app.
Contro
- alcuni dei vocaboli che insegna, non sono di utilità comune
- per il motivo sopra, rispetto ad altre app è meno specializzato nel JLPT
Verdetto finale ed esperienza personale
Vi consiglio caldamente Wanikani. Come ho detto, per me è stato un punto di svolta, introducendomi con efficacia ed ironia nel mondo dei kanji. Wanikani non prepara direttamente per il JLPT, però mi è stato utilissimo: con gli esercizi che propone ti insegna a riconoscere i caratteri, a memorizzarli, e in questo senso ti avvantaggia a livello di abilità e familiarità con i kanji. E, come specificato in queste statistiche, un bel po’ degli ideogrammi che si imparano su Wanikani si trovano anche al test JLPT.
Provate Wanikani: non ve ne pentirete e vi divertirete!
5. Bunpro – Grammatica e vocabolario
Insieme a Wanikani, Bunpro è stato un altro catalizzatore del mio apprendimento del giapponese. Quando i limiti di un corso generalista, per quanto ben fatto e ricco come Busuu, vengono a galla, Bunpro diventa fondamentale per colmare tutte le lacune e diventare la tua app quotidiana per imparare il giapponese.
Bunpro è molto efficace per costruirti una base solida di grammatica e vocabolario giapponese. Puoi scegliere cosa e quanto imparare al giorno (per esempio, tre nuove regole di grammatica e dieci vocaboli) e scegliere il tuo livello. Potresti ad esempio scegliere di imparare ogni giorno nove vocaboli del livello JLPT 4 e due regole di grammatica del livello JLPT 3.
E dopo l’apprendimento, arrivano gli esercizi, l’aspetto di gran lunga più utile di quest’app. Si basano sul metodo della ripetizione distanziata e consistono principalmente nel completare frasi con la parola o l’espressione giusta. L’utilizzo per lungo tempo di quest’app migliorerà notevolmente il vostro giapponese.
Pro
- molto utile per grammatica e vocabolario
- esercizi estremamente efficaci
- app molto completa
- opzioni di personalizzazione (livello, esercizi, ecc.)
- disponibili anche letture come ulteriore esercizio
- possibilità di integrazione con Wanikani
- prezzo accessibile
- risorse sempre gratuite, versione premium gratis 1 mese
Contro
- per quanto completa, ha bisogno di essere affiancata da altre app, come Wanikani, per memorizzare i kanji.
Verdetto finale ed esperienza personale
Una volta incontrato Bunpro ho messo quasi del tutto da parte Busuu. Bunpro è un’app eccezionale, efficacissima e con Wanikani forma un’accoppiata vincente per far decollare il tuo apprendimento del giapponese – o almeno, così è stato per me.
L’unica cosa che manca a Bunpro sono risorse di lettura adeguate. Il sistema della ripetizione distanzia implementato da Bunpro, per quanto eccellente, non può prescindere dal fatto che il giapponese che apprendi devi comunque utilizzarlo, altrimenti tendi a dimenticarlo. Diventano indispensabili quindi risorse per la lettura del giapponese. Ce ne sono in Bunpro, ma per avere l’eccellenza entra in gioco il terzo elemento della mia “triade JLPT”: dopo Wanikani e Bunpro, vi presento il Satori Reader.
Bunpro è disponibile come sito web, app Android e iOS.
6. Satori Reader – Lettura, vocabolario
La parte più difficile del JLPT è la lettura. Soprattutto a partire dal livello 3, la parte del test dedicata alla lettura è una vera corsa contro il tempo: non c’è tempo per riflettere sul testo, e in più occorre capire bene anche il senso delle domande. Insomma, per superare JLPT 3, 2 e 1 occorre fare molta pratica di lettura.
JLPT o meno, la lettura di brani e racconti serve a mettere in pratica quanto appreso da Wanikani, Bunpro o altre fonti. Satori Reader è la migliore app per praticare la lettura del giapponese ed è stata per me l’elemento decisivo per superare il JLPT 3: senza pratica nella lettura, non ci sarei mai riuscito.
I racconti di Satori Reader sono creati da professionisti di alto livello: trama coinvolgente, serialità ben studiata, e, ti introducono a novità (espressioni particolari, elementi grammaticali) nel corso della lettura.
L’aspetto più interessante è che vocaboli ed espressioni sono cliccabili: cliccando esce un pop up con la spiegazione, e puoi anche salvare il vocabolo (o l’espressione) per studiarlo poi in seguito con le flashcards. I brani possono essere anche ascoltati, interamente o frase per frase, e di ogni parola è naturalmente disponibile lo yomikata (il modo in cui si legge) e il significato.
Pro
- vasta disponibilità di letture
- la lettura è interattiva: disponibile la traduzione di singole parole, espressioni e di intere frasi
- audio di interi brani e di singole frasi
- i racconti sono suddivisi per difficoltà
- la visualizzazione del testo è personalizzabile in base al tuo livello: ad esempio se conosci circa 500 kanji, il testo ti mostra solo i 500 kanji più comuni, il resto è hiragana
- puoi salvare i vocaboli ed esercitarti in un secondo momento con le flashcard
- i racconti sono scritti davvero bene
Contro
- nessuno
Verdetto finale ed esperienza personale
Se vuoi portare il tuo giapponese a un altro livello, non puoi fare a meno del Satori Reader, soprattutto se desideri superare i test JLPT 3 e successivi. I racconti sono coinvolgenti, grazie a una scrittura abile e a una serialità ben studiata. La difficoltà maggiore che ho incontrato è stata anche l’esercizio migliore: la presenza occasionale di frasi lunghe.
In una lingua così diversa dalla nostra, capire le frasi lunghe è un compito arduo. Nei test JLPT, le frasi complesse possono bloccarti o compromettere la comprensione di un intero brano. Con un bel po’ di esercizio con il Satori Reader, riesci a superare anche questo scoglio.
Extra: Claude, ChatGPT, DeepSeek
Oltre che con app specifiche per imparare il giapponese, mi sono aiutato con i principali tool di IA sul mercato. Sono tool generici e pertanto non raccomandabili come unico strumento per apprendere una lingua, ma sono utili come complemento. Ad esempio, dopo che hai studiato un po’ di grammatica su Bunpro ti rimane qualche dubbio, o ti sfugge qualche sfumatura di significato: a chi domandare? Wanikani, Bunpro e il Satori Reader hanno i loro forum (ho apprezzato particolarmente quello del Satori Reader), ma se ti serve una risposta immediata, l’intelligenza artificiale può essere di aiuto.
Sono generalmente affidabili, ma nutrite un sano scetticismo sulle risposte dell’IA. Detto questo, ho apprezzato particolarmente Claude: dà risposte molto puntuali e precise, vanno dritto al punto anziché perdersi in spiegazioni lunghe ed eccessive come tendono a fare invece ChatGPT e DeepSeek.
Altre risorse utili per imparare il giapponese
Libri
I libri che vi consiglio maggiormente sono quelli della serie Marugoto, sia nella versione Rikai che Katsudou. Sono libri di testo che si prestano benissimo ad essere studiati anche in autonomia, senza il supporto di insegnanti. Molto utile anche il sito dove sono presenti le varie tracce audio necessarie per completare gli esercizi di ascolto. L’ho utilizzato come supporto per il JLPT 4.
Vi sconsiglio invece Minna no Nihongo. È un classico ormai un datato, oggi ci sono testi più efficaci, come appunto Marugoto. E soprattutto, non è l’ideale per essere studiato in autonomia – può essere un buon testo da adottare in una classe.
Anime e film
Busuu, Bunpro, Satori Reader e altre app per imparare il giapponese hanno tracce audio, così come il sito dei libri della serie Marugoto. Ascoltare però i dialoghi di un film o di un anime è tutt’altra cosa.
Sia per migliorare il giapponese per un viaggio, sia per prepararsi all’ascolto in vista del JLPT, anime e film in giapponese con sottotitoli in italiano sono molto utili. Soprattutto gli anime secondo me: usano spesso un linguaggio più semplice rispetto a quello dei film e questo li rende più accessibili e allo stesso tempo più utili. È più facile riconoscervi parole ed espressioni apprese, consolidare quanto già imparato e imbattersi in parole ed espressioni nuove. Basta ricordarsi che il giapponese degli anime non sempre corrisponde a quello usato nella vita quotidiana: i personaggi usano di solito un linguaggio troppo diretto e informale.
Per fare pratica, potreste usare piattaforme come Crunchyroll, Prime Video (canale Anime Generation), Netflix, ecc.
Conclusione
Busuu, dato l’approccio generalista e la disponibilità in italiano, è l’app ideale per approcciarsi al giapponese e prepararsi a un viaggio. Ma per sviluppare competenze linguistiche più solide e approfondite, magari in vista di un JLPT, vi consiglio la triade:
- Wanikani, per imparare i kanji e farsi un buon vocabolario
- Bunpro, per studiare la grammatica ed espandere il proprio vocabolario
- Satori Reader, per sviluppare la capacità di lettura e usare le conoscenze apprese con le altre app.
E per rinsaldare il tutto, i libri della serie Marugoto e un bel po’ di film e anime in lingua originale!













