Duna di Pilat, il gigante di sabbia sull’Oceano Atlantico

Arrivati con fatica sulla cima della duna, il paesaggio si apre improvvisamente. Una distesa di sabbia immensa, difficile immaginare di non essere in deserti come il Sahara o il Namib. E davanti c’è il mare, insolitamente vasto: non solo perché ci troviamo di fronte all’Oceano Atlantico, ma anche per l’altezza da cui lo osserviamo. Siamo sulla sommità della Duna di Pilat, in Francia, che nel punto più alto sfiora i 110 metri ed è la duna più alta d’Europa[1].

La vista che si gode dalla cima ripaga la fatica fatta per salire. Dietro di noi c’è il bosco e l’entroterra della Nuova Aquitania, ma è davanti che il panorama è davvero mozzafiato. Non solo oceano, di fronte alla duna c’è un tratto di mare interrotto da un banco di sabbia che è il Banc d’Arguin, poi di nuovo il mare e un’altra piccola lingua di sabbia; è come se la duna continuasse un po’ anche nel mare. E sulla destra le forme sinuose del Bacino di Arcachon.

Mappa della duna di Pilat e del bacino di Arcachon
Mappa della duna di Pilat (cerchiata in rosso) e del bacino di Arcachon; di fronte alla duna, i banchi di sabbia del Banc d’Arguin – Larrousiney [CC BY-SA]

La duna di Pilat (o di Pyla, o del Pyla) richiama ogni anni molti turisti, ma solo in alta stagione può essere veramente affollata. Non è propriamente una terra incognita, ma rischia di essere trascurata se pianificate un viaggio nel sud ovest della Francia. La duna si trova a poco più di 60 kilometri da Bordeaux (come arrivare alla duna di Pilat), città patrimonio Unesco circondata dai vigneti – belli da vedere − che producono vini tra i più pregiati al mondo e da piccoli e grandi borghi da visitare. Nel vostro itinerario non tralasciate la duna più alta d’Europa, lo stupore e le emozioni che si provano una volta arrivati sulla vetta sono difficilmente descrivibili. E la tentazione di correre a perdifiato fino al mare fa tornare bambini.

Che cos’è la Duna di Pilat: fatti e numeri

La duna di Pilat è la più alta d’Europa, questo già lo sapete, ma non è l’unico aspetto che rende unica questa formazione sabbiosa. Ecco altri fatti e numeri:

  • ha un’altezza di 107 metri circa, ma qualche anno fa ha superato i 110 metri (più del doppio del Colosseo, quasi due volte la Torre di Pisa);
  • la larghezza supera i 600 metri, circa 616 per la precisione (da ovest a est);
  • la lunghezza sfiora i 3 kilometri (da nord a sud);
  • contiene circa 60 milioni di metri cubi di sabbia;
  • è abbastanza grande da essere visibile dallo spazio, dall’alto è un rettangolo giallo allungato;
  • fa parte della rete Grands sites de France[2];
  • ha raggiunto le attuali dimensioni in tempi recenti.
Dune du Pilat
Dune du Pilat – Photo by François Xavier TESTU CC BY-NC-SA 2.0

Breve storia della Duna di Pilat

Spesso trovandoci di fronte a monumenti naturali ci aspettiamo origini antiche, di millenni o milioni di anni, ma nel caso della duna di Pilat le origini sono piuttosto recenti, almeno nelle attuali dimensioni. Fino al XVII secolo la sua altezza poteva infatti misurare al massimo 40 metri, contro i 107 attuali. Ma andiamo con ordine.

Se visitate la duna in autunno, in inverno, o nelle giornate meno affollate, nella parte bassa della duna (lato mare) è più facile notare strati neri, molto scuri. Si trovano più o meno al livello della spiaggia e sono la parte più antica della duna. Risalgono a più di 4000 anni fa e all’epoca il suolo era occupato da una foresta di pini, querce, betulle, noccioli e ontani; probabilmente la foresta si trovava al livello del mare, o poco più. Da allora la situazione si è evoluta e ha iniziato a formarsi una duna di crescenti dimensioni:

  • da 4000 a 2500 anni fa: altezza 3-4 metri;
  • dal quinto al 17mo secolo: 20-40 metri;
  • tra il 18mo e il 19mo secolo: 70-80 metri;
  • oggi: 105-110 metri.

Origini recenti

La duna di Pilat negli ultimi 300 anni ha iniziato a crescere sempre più velocemente. Che cosa è successo?

Osservando la duna ci potremmo aspettare che i 60 milioni di metri cubi di sabbia siano stati portati fin lì dal mare. La sabbia di quarzo che si trova in questo tratto di costa ha in realtà un’origine fluviale; è la parte più fine, sabbiosa, trasportata dai fiumi fino al mare e poi riportata sulla duna dal vento.

A quanto pare la crescita recente è legata all’erosione, nel diciottesimo secolo, di un grande banco di sabbia che si estendeva di fronte alla costa, che ha consentito un rapido sviluppo della duna. Adesso la crescita è molto lenta ed è blandamente alimentata dalla sabbia del banco d’Arguin, portata dal vento fin sulla duna di Pilat.

L’altezza della duna si sta insomma assestando, ma non la sua forma. La duna continua a spostarsi, subendo fenomeni di erosione lato mare, mentre si sta espandendo verso l’interno, inglobando ogni anno nuove porzioni di foresta.

La casa sepolta dalla sabbia

La duna di Pilat è un gigante che si muove lentamente, ma inesorabilmente. Un fenomeno che deve essere sfuggito a un’incauta famiglia di Bordeaux, che nel 1928 costruì una villa a sud est della duna. Una posizione idilliaca per trascorrere lunghe settimane di villeggiatura al mare, ma due anni dopo la sabbia iniziava a entrare nella casa; nel 1936 l’edificio era completamente sommerso dalla sabbia. Non sappiamo se la famiglia decise di costruire altrove una nuova villa.
La duna si espande verso l’interno a un ritmo variabile, a volte velocemente fino a dieci metri all’anno, altre meno di un metro; negli ultimi decenni l’avanzamento medio è stato inferiore ai cinque metri. Un’espansione continua che ha permesso alla duna di inglobare crescenti porzioni di foresta, ma anche costruzioni umane. Oltre alla villa della sfortunata famiglia di Bordeaux, sotto la duna di Pilat si trovano strade, edifici, un piccolo campo di aviazione e persino porzioni del Vallo Atlantico[3].

Duna di Pilat o di Pyla?

In alcuni siti web e persino in qualche pagina Wikipedia (al momento della pubblicazione di questo articolo) si trova la denominazione Duna di Pyla, del Pyla o de Pyla. E persino nei dintorni della duna e di Arcachon è possibile trovare indicazioni stradali con entrambe le denominazioni (Pilat e Pyla). Ne è testimone anche Google Street View: guardate queste due immagini riprese lungo la A660, a distanza di pochi kilometri la stessa duna è chiamata con due nomi diversi:

Dune du Pilat

Dune de Pyla

Qual è il nome giusto? Sono entrambi corretti?

Il nome ufficiale è Dune du Pilat (in italiano Duna di Pilat) e già nelle mappe settecentesche inizia ad apparire il nome Pilat, associato a un bacino d’acqua (bassin) che si trovava nei pressi dell’attuale duna, chiamata allora Sabloney. È dal 1930 che il nome Sabloney viene rimpiazzato da Dune du Pilat.

bassin du Pilat
Mappa antica in cui si intravede la dicitura “bassin du Pilat” (cerchiata in rosso scuro – Mappa di pubblico dominio

La confusione nasce dalla vicina stazione balneare Pyla sur Mer, fondata nel 1920 tra la duna e Arcachon. Pilat e Pyla, due nomi simili ma con origini totalmente diverse: il primo deriva dal guascone pilhar, che significa mucchio, tumulo; il secondo invece è stato scelto per dare alla stazione balneare una connotazione greca, all’epoca dal sapore esotico: la scrittura pyla evocherebbe quella di Termopili (Thermopyles in francese).

E adesso che abbiamo scoperto qual è l’ortografia corretta (Pilat), ma anche che lungo la strada potreste trovare la denominazione Pyla, vediamo come arrivarci.

Incroci di orme sulla duna di Pilat
Incroci di orme sulla duna di Pilat – Foto di Mosè Galli

Come arrivare alla Duna di Pilat

La duna di Pilat è facilmente raggiungibile da Bordeaux e da Arcachon. È ben segnalata lungo le strade e su Google Maps e potete arrivarci con diversi mezzi.

In treno

Vi potete avvicinare alla duna di Pilat con il treno che collega Bordeaux e altre città ad Arcachon. Una volta arrivati alla stazione di Arcachon, potete prendere il bus o noleggiare una bicicletta.

In bus

Dalla stazione dei treni di Arcachon parte il bus per la dune du Pilat (linea 1 – ligne 1, clicca qui per gli orari). In primavera e in estate le corse sono più frequenti, ma a causa del traffico impiegano più tempo dei consueti 30 minuti.

In alta stagione viene attivata anche una linea Express che fa solo tre fermate: Gare Arcachon, Boulevard du Pyla, Dune du Pilat.

In bicicletta

Se arrivate alla stazione di Arcachon in treno, avete una valida alternativa al bus: la bicicletta. Intorno alla stazione – ma non solo – ci sono diverse agenzie di noleggio bici (potete fare una ricerca su Google). Intorno al bacino di Arcachon si sviluppa un’ottima rete di piste ciclabili, potete calcolare facilmente il vostro percorso da questa pagina del sito ufficiale del Bacino d’Arcachon, vi restituirà diverse opzioni. Arcachon fa parte anche del circuito della Vélodyssée (Odissea in bicicletta!), potete calcolare il vostro itinerario in bicicletta anche da qui.

Prendete nota del tempo di percorrenza e se non siete allenati, ricordate che una volta arrivati avrete una montagna di sabbia da scalare!

Duna di Pilat, un gigante di sabbia da scalare
Duna di Pilat, un gigante di sabbia da scalare – Foto di Mosè Galli

In barca

La gita in barca offre un punto di vista privilegiato della duna. Ci sono diverse compagnie che offrono gite in barca di un giorno o anche il semplice servizio shuttle da Cap Ferret alla duna di Pilat. Ci sono tour che prevedono una sosta al Banc d’Arguin, il banco di sabbia circondato dall’oceano di fronte alla duna, che cambia continuamente forma a seconda dell’intensità dei venti e delle correnti marine.

In auto

Se partite da Bordeaux, prendete la A63 e poi la A660; l’uscita D259 (direzione Dune du Pilat / Biscarrosse) vi condurrà fino alla duna. In tutto sono meno di 70 kilometri, percorribili in circa un’ora.

Partendo da Arcachon, la distanza è di soli 10 kilometri. Dal centro del paese, prendete la D650, poi la D1251 e infine la D259 che porta fino alla duna.

Nei pressi del centro visitatori c’è un parcheggio a pagamento, che ha tariffe diverse in alta e bassa stagione. I posti non sono illimitati, per i periodi di alta stagione c’è un servizio di live info sulla disponibilità dei parcheggi[4]. L’accesso alla duna è gratuito. Qui sotto una mappa con info sul parcheggio auto, caravan e su come proseguire fino alla duna:

Come salire sulla duna

Dal parcheggio occorrono circa dieci minuti a piedi per arrivare alla duna. Una volta giunti, potete scegliere se salire freestyle e arrampicarvi sulla sabbia, o se utilizzare una scala attrezzata (vi aspettano oltre 150 gradini!).

Arrampicare sulla duna di Pilat: le pendenze possono diventare ardue!
Arrampicare sulla duna di Pilat: le pendenze possono diventare ardue! – Foto di Mosè Galli

Quando andare

La dune du Pilat è accessibile tutto l’anno, 24 ore su 24. Se potete, evitate la piena estate: è il momento di maggiore affollamento e la sabbia è scottante. Ma anche questo periodo dell’anno ha i suoi vantaggi. Potete scegliere ad esempio di arrivare sulla duna nel tardo pomeriggio, gustarvi il tramonto, le prime ore della sera e il cielo stellato. Con una precauzione: il parcheggio di notte chiude tra le 2 e le 5 e alle auto in sosta in quelle ore viene applicata una multa.

Il tramonto si avvicina sulla duna di Arcachon
Il tramonto si avvicina sulla duna di Pilat – Foto di Mosè Galli

L’autunno è un buon momento. Scomparse le folle, la duna può essere visitata con la giusta calma da tutti, anche da chi preferisce salire con la scala, presente di norma da aprile a novembre (negli altri mesi viene rimossa). In autunno la sommità diventa un punto di osservazione privilegiato per gli stormi di uccelli migratori, che in questa stagione volano verso la Riserva ornitologica del Teich[5], nei pressi di Arcachon.

Note

1 L’altezza della duna di Pilat supera di poco le dune di Piscinas, in Sardegna, alte fino a 100 metri.

2 Circuito che comprende luoghi e paesaggi simbolici della Francia, cui viene data particolare attenzione per sviluppare un turismo sostenibile. Della rete Grandes sites de France fanno parte 47 siti, sia già certificati sia in fase di certificazione (come la duna di Pilat). Sito ufficiale: https://www.grandsitedefrance.com/en/

3 Il Vallo Atlantico era un sistema di fortificazione costiere del Terzo Reich https://it.wikipedia.org/wiki/Vallo_Atlantico

4 Aggiornamenti live sulla disponibilità di posti auto, attivo nei picchi stagionali https://www.bassin-arcachon.com/en/highlights/the-dune-of-pilat/ Nella stessa pagina trovate anche le tariffe dei parcheggi.

5 Sito ufficiale https://www.reserve-ornithologique-du-teich.com/en/homepage/

Foto di copertina: Photo by François Pouzet CC BY-NC-ND 2.0

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