Letteratura di montagna: 10 libri, romanzi e racconti

Che cosa sono davvero le montagne? Sono solo un pezzo di crosta terrestre corrugata da potenti movimenti tettonici, o qualcosa di più? E perché esercitano su di noi così tanto fascino? Mi sono approcciato alla lettura di libri sulla montagna senza troppe domande, ma queste sono aumentate strada facendo e alla fine la voglia di saperne di più è cresciuta. Quando i libri sono buoni, pur con le risposte che danno, fanno venire ancora più fame e spesso, voglia di viaggiare.

I libri che trovate qui di seguito sono stati tutti letti da noi – i libri recensiti nella sezione guide di Terra Incognita  li leggiamo prima di proporveli – e includono romanzi sulla montagna, racconti, saggi e resoconti di spedizioni. Ci sono le Alpi, l’Himalaya, l’Everest, i monti del Kirghizistan e presto ci saranno anche le Ande. Questa lista, che comprende al momento dieci libri, è in divenire e la aggiorneremo con nuovi titoli.

E oltre alle montagne, ci sono coloro che le hanno narrate e vissute in prima persona: grandi scalatori dell’Everest come Reinhold Messner, giovani scrittori come Paolo Cognetti, autori internazionali come Jon Krakauer, narratori di talento come Erri De Luca e i suoi libri sulla montagna. E molti altri.

Il peso della farfalla, di Erri De Luca

Il peso della farfalla è una raccolta di due racconti di Erri De Luca. Il primo è un racconto lungo che dà il titolo al libro, il secondo, Visita a un albero, è un racconto breve. È un libro che racconta la montagna dando voce a personaggi insoliti nella letteratura, ma ben presenti nelle montagne: un camoscio e un bracconiere nel primo racconto, un cirmolo (pino cembro) e uno scrittore nel secondo.

Il peso della farfalla, in entrambi i racconti, è la montagna vista dagli occhi dei solitari, spesso invisibili, ma così importanti in natura:

In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove. Sono una quota sperimentale che va alla deriva.

Il camoscio e il bracconiere protagonisti del primo racconto sono due solitari che si conoscono, si sentono e si sfidano a distanza; sono due animali di specie diverse e che, ciascuno a suo modo, vivono la montagna in maniera profonda e diversa dagli altri camosci ed esseri umani; sono entrambi re del proprio territorio, anche se tra i due c’è un re minore. Erri De Luca, con grande sensibilità, dà voce a un camoscio che ha un conto in sospeso con gli esseri umani e a un bracconiere che, nonostante il suo mestiere poco nobile, possiede alcuni valori che lo legano alla natura: “era buono da vendere anche l’orso e la sua pelliccia, ma non si ammazza un esemplare unico”; e, riferito a un’aquila, “non sparava a quella meraviglia di creatura”.

Il peso della farfalla
Erri De Luca

Il peso della farfalla, di Erri De Luca, un libro di vita in montagna

Un piccolo libro per scoprire la montagna da punti di vista alternativi.

Aria sottile, di Jon Krakauer

Che cosa significa davvero scalare l’Everest? Forse Aria sottile è il libro che più di ogni altro ci può dare una risposta. Un po’ perché è stato scritto da un “umano”, un giornalista appassionato di montagna che ha partecipato a una spedizione commerciale sull’Everest, forse più vicino alla realtà dei lettori rispetto alle leggende dell’alpinismo; un po’ perché ha vissuto in prima persona uno di quei momenti in cui qualcosa può andare storto. E quando qualcosa va storto sulla vetta più alta del mondo, le cose si mettono molto male.

Aria sottile è il racconto di una delle più grandi tragedie avvenute sull’Everest, nel corso di una spedizione commerciale del 1996. L’autore, Jon Krakauer, vi partecipò come giornalista inviato dalla rivista Outside. Un libro estremamente appassionante, che non si concentra sui soli eventi drammatici, ma anche sulle persone che parteciparono alla spedizione del 1996. Nel corso della narrazione ci ritrae i protagonisti, le loro vite, le loro storie, ma anche le loro scelte, azioni ed emozioni nel corso della spedizione; e attraverso di loro si scopre il mondo delle spedizioni commerciali in alta quota, come funzionano, come ci si prepara, che cosa succede.

Forse quello che emerge più di tutto è la forza dell’Everest. Una montagna che in pochi secondi può decidere della tua vita con frane, slavine, tormente e altri imprevisti; e soprattutto è una montagna subdola, una sirena che con il suo richiamo di conquista mette alla prova le menti annebbiate dalla fatica e dalla scarsità di ossigeno, dall’aria sottile. Al punto che si capisce che la cosa più difficile non è arrivare in cima, ma fare le scelte giuste, rinunciare e salvare la pelle.

Aria sottile
Jon Krakauer

Aria sottile, di Jon Krakauer, libro sul monte Everest

Aria sottile è il resoconto di una tragedia e un viaggio nell’anima profonda dell’Everest, un libro sulla montagna assolutamente da leggere.

La montagna a modo mio, di Reinhold Messner

Difficile pensare alla montagna, all’alpinismo, alle scalate dell’Himalaya senza che la mente vada a Reinhold Messner. L’alpinista, esploratore, scrittore – e persino politico – altoatesino nella sua carriera ha raggiunto incredibili traguardi, è stato ad esempio il primo a raggiungere la vetta l’Everest senza ossigeno, e il primo ad aver scalato tutti i quattordici “ottomila”.

Messner non si è limitato a scalare montagne. Ha difeso un certo tipo di alpinismo e ne ha diffuso i valori. Un alpinismo “giusto”, che limita al massimo l’uso della tecnologia, mettendo l’uomo di fronte alla montagna, ai propri limiti e alle proprie responsabilità; un alpinismo ecologico, con l’impatto umano ridotto al minimo. Valori, quelli legati all’ecologia, che ha portato avanti in tutti i suoi progetti.

La montagna a modo mio è una raccolta di interviste e testi di Reinhold Messner, dagli anni ‘70 fino agli anni 2000. Attraverso le sue parole ci fa immergere in storie di montagne (Alpi, Himalaya, ma non solo), di spedizioni, esploratori contemporanei e del passato, inclusi Mallory, Irvine, Hillary e Norgay. Storie che a volte includono tragedie, come quelle che hanno colpito lo stesso Messner che, ad appena 25 anni, perse suo fratello minore Günther sul Nanga Parbat.

La montagna a modo mio
Reinhold Messner

La montagna a modo mio, libro di Reinhold Messner

Ne La montagna a modo mio c’è il Messner alpinista, esploratore di deserti e distese di ghiaccio; ma c’è anche il Messner scrittore, provocatore, ecologista, agricoltore, consulente di manager e politico. E persino sognatore, che si dedica alla realizzazione del suo grande progetto di un museo diffuso della montagna.

Le otto montagne, di Paolo Cognetti

Le otto montagne è un romanzo ambientato sulle Alpi piemontesi, vincitore del Premio Strega 2017. La montagna fa da sfondo alle vicende, è sempre presente e vi si muovono i personaggi con le loro storie. Al centro di tutto c’è un’amicizia tra due bambini, Pietro che dalla città va in vacanza in montagna in estate, e Bruno, il montanaro. I bambini crescono, diventano ragazzini e poi adulti e l’amicizia si evolve.

Se l’amicizia e la montagna sono al centro del romanzo, Paolo Cognetti è bravo a intrecciare altre storie e altri temi. Come le relazioni umane, il rapporto con le donne, il rapporto tra padri e figli e la necessità da parte dei figli di separarsi dai genitori per poterli così ritrovare; ma ci sono anche l’economia e la società della montagna, con i loro limiti e i loro cambiamenti. E soprattutto c’è la difficoltà di crescere, sia che si scelga di scalare il monte Sumeru, sia che si scelga di fare il giro delle otto montagne.

Le otto montagne
Paolo Cognetti

Le otto montagne, di Paolo Cognetti

Le otto montagne è un romanzo intenso, impegnato, nostalgico, che si legge letteralmente d’un fiato.

Montagne della mente, di Robert Macfarlane

Per certi versi Montagne della mente è “il libro” sulla montagna. Robert Macfarlane con la sua prosa scorrevole ed elegante ci accompagna all’origine della nostra visione delle montagne. Quelle che oggi sono splendide vette amate da escursionisti, scienziati, scalatori, geologi, sciatori, viaggiatori, turisti e semplici curiosi, un tempo lasciavano gli esseri umani indifferenti, erano rughe o difetti del territorio, non di rado incutevano timore. Ma la curiosità di esplorare le montagne, capirle e addirittura scalarle fino alla vetta è un fenomeno relativamente recente. Come si è arrivati a tutto questo?

Montagne della mente è un libro di indagine storica, filosofica, privo dell’epica che ci si potrebbe aspettare da un libro sulla montagna. Eppure c’è spazio per raccontare le vicende degli esploratori del passato, soprattutto britannici, compreso un capitolo finale in cui MacFarlane tenta di narrare, dal suo punto di vista, gli ultimi anni e momenti della vita di George Mallory, autore di uno dei più noti tentativi di conquista dell’Everest (1924). E c’è spazio anche per parlare degli scienziati che grazie alle montagne hanno scoperto l’età della terra, ma anche per scoprire qualcosa in più sulla vita dell’autore, che non ci risparmia racconti delle sue scalate in montagna, molte delle quali avvenute nella sua Scozia e sull’Isola di Skye.

Montagne della mente
Robert Macfarlane

Montagne della mente, di Robert Macfarlane

Un bel libro per scoprire il significato delle montagne.

Le vite dell’Altipiano, di Mario Rigoni Stern

Le vite dell’Altipiano è un’antologia di racconti di Mario Rigoni Stern in cui i protagonisti assoluti sono la natura e l’altopiano dei Sette Comuni (l’altipiano di Asiago). I racconti sono una sorta di bollettino di quanto succede sull’altopiano e in montagna, sia che si tratti di animali, piante, eventi naturali e vicende umane. L’altopiano dei Sette Comuni diventa così un microcosmo sempre più familiare, si prende confidenza con i cambiamenti stagionali (ma anche climatici), con l’abete rosso, l’abete bianco, il cirmolo, il lepre, l’urogallo, i boscaioli, i cacciatori e più in generale con la montagna e i boschi, che ancora conservano il ricordo della Grande Guerra.

Le vite dell’Altipiano
Mario Rigoni Stern

Le vite dell'Altipiano, un libro sulla montagna di Mario Rigoni Stern

I racconti sono piccoli e profondi ritratti, monografie di piante, animali, stagioni, popolazioni (come la minoranza linguistica dei Cimbri[1]) ma anche racconti di vicende umane che in rare occasioni passano i confini dell’altipiano per arrivare perfino in America. Un libro per scoprire l’altopiano dei Sette Comuni e le sue montagne, raccontati da chi li ha vissuti in profondità.

Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya, di Paolo Cognetti

C’è chi vuole scalare a tutti i costi le vette delle montagne, e c’è chi invece preferisce esplorarne le vallate. Paolo Cognetti è uno di questi ultimi. Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya è il racconto di un viaggio dell’autore in Nepal, nella regione del Dolpo. Una regione ancora fuori dalle rotte turistiche, esplorabile solo con lunghi trekking accompagnati da piccole carovane. Lungo il percorso si trovano poche strade, per lo più sentieri, qualche villaggio, pochi esseri umani. Tanti pernottamenti in tenda, poche comodità, il camminare da soli anche quando si è in compagnia – questo avviene in montagna – e la sensazione di attraversare un mondo perduto, dove il tempo e le distanze sono ancora dettati dalla natura.

È un viaggio che Cognetti ha fatto in compagnia di due amici, di un simpatico cane nepalese che a un certo punto si è unito alla carovana, e di un libro: Il leopardo delle nevi, di Peter Matthiessen, che oltre quarant’anni prima si era recato nel Dolpo.

Senza mai arrivare in cima
Paolo Cognetti

Senza mai arrivare in cima, libro sulla montagna scritto da Paolo Cognetti

Senza mai arrivare in cima è un libro sulla montagna per conoscere l’Himalaya dal punto di vista delle vallate, e scoprire un piccolo angolo di Tibet racchiuso nel Nepal.

Il leopardo delle nevi, di Peter Matthiessen

Il leopardo delle nevi è un libro sulla montagna, un libro sulla natura, un libro di viaggio, e non solo. Pubblicato nel 1978, è il racconto del viaggio che l’autore intraprese nel 1973 insieme al biologo George Schaller. Questi, dopo aver studiato a fondo i leoni del Serengeti, aveva avviato una indagine sulle pecore, le capre e i loro antenati selvatici. Il bharal, la pecora blu dell’Himalaya, divenne così un soggetto estremamente interessante per Schaller e invitò Peter Matthiessen − che aveva partecipato a spedizioni in aree remote del pianeta, dal Sud America alla Nuova Guinea – a unirsi in un viaggio nel Dolpo (Nepal nordoccidentale) che li avrebbe portati fino a Shey Gompa, il Monastero di Cristallo; qui i bharal vivevano indisturbati dall’uomo ed era più probabile incontrarne il predatore naturale, l’inafferrabile leopardo delle nevi.

Ancora oggi il Dolpo è un’area remota e difficilmente accessibile, ma i locali sono ormai abituati al passaggio di spedizioni di trekking. Nel 1973 era una terra incognita e il turismo, anche di relativamente pochi trekker, era del tutto sconosciuto e quello che poté osservare Matthiessen era un vero mondo perduto. Lui era un allievo del buddhismo zen e il libro è arricchito da riflessioni personali che ci fanno conoscere meglio l’autore e cogliere elementi nascosti del Dolpo, come l’antica religione Bon[2] e i suoi monasteri.

Il leopardo delle nevi
Peter Matthiessen

Il leopardo delle nevi, libro sulla montagna di Peter Matthiessen

Il leopardo delle nevi è forse il felino più affascinante e senz’altro il più sfuggente; lascia poche tracce, quasi sempre si nega alla vista. La ricerca del leopardo delle nevi è stato per Matthiessen un buon motivo per guardarsi dentro, scalare le montagne della mente e focalizzarsi sul percorso e sul cammino intrapreso, piuttosto che sul risultato.

Sette anni in Tibet, di Heinrich Harrer

Probabilmente state già pensando all’omonimo film, Sette anni in Tibet con Brad Pitt e diretto da Jean-Jacques Annaud. Ci sono alcune differenze significative tra libro e film, che peraltro per motivi politici è stato girato per la maggior parte sulle Ande; e anche avendo visto il film, vale assolutamente la pena leggere il libro. È il racconto dell’avventura vissuta in prima persona dall’autore stesso, partito nel 1939 per una spedizione alpinistica sull’Himalaya e ritrovatosi imprigionato in India perché nel frattempo era scoppiata la Seconda Guerra Mondiale; Harrer era austriaco mentre l’India era ancora sotto il dominio inglese. Nel libro sono raccontati i tentativi di fuggire dalla prigione, il sogno di raggiungere il Tibet, le difficoltà incontrate da Harrer da solo e con i compagni di evasione in regioni bellissime da vedere ma difficilissime da vivere, soprattutto da chi è in fuga.

Lo stile è spesso descrittivo, non ci sono dialoghi, eppure il libro funziona e scorre bene. Seguendo il percorso di Heinrich Harrer si scoprono il Tibet, le montagne himalayane, villaggi, cittadine e persone, a volte amichevoli, a volte pericolose. E soprattutto si viaggia in un mondo perduto, ancora misterioso, con gli occhi di uno dei pochi europei in grado di viaggiare in un paese che aveva scelto di chiudere i suoi confini agli stranieri.

Sette anni in Tibet
Heinrich Harrer

Sette anni in Tibet, il libro di Heinrich Harrer

Definire Sette anni nel Tibet un libro solo sulla montagna è riduttivo, ma Harrer era un alpinista e il suo punto di vista e il suo modo di raccontare saranno apprezzati da chi ama la montagna.

Il battello bianco, di Čyngyz Ajtmatov

Ho scelto di chiudere questa rassegna di libri sulla montagna con una novella ambientata in Kirghizistan. Il battello bianco è stato scritto dal kirghiso Čyngyz Ajtmatov nel 1970, quando il suo paese era ancora una Repubblica federata dell’Unione Sovietica. Più che un libro sulla montagna, è un romanzo breve ambientato in montagna, tra le foreste e i monti dell’attuale Kirghizistan. Leggendolo diverrete familiari con luoghi come il grande lago Issyk-Kul’, i monti Kungej (Kungej-Alatau), la vallata di San-Tash, ma anche con animali come il leggendario maraly[3]. Le montagne, i boschi e i laghi del Kirghizistan fanno da sfondo a una storia universale, quella del rapporto tra l’uomo e la natura, la perdita di valore delle leggende e dei tabù quando il denaro diventa un valore assoluto che corrompe anche le anime più pure. Tranne quella di un bambino.

Il battello bianco
Cingiz Ajtmatov

Il battello bianco, libro di Cingiz Ajtmatov

Una novella densa di vita e significati, che vi farà volare sulle montagne kirghise.

Note

1 Per approfondire https://it.wikipedia.org/wiki/Cimbri_(minoranza_linguistica)

2 Per approfondire https://it.wikipedia.org/wiki/B%C3%B6n

3 Ne Il battello bianco si parla di maraly, probabilmente si tratta del Tian Shan maral, il più grande alce asiatico.

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