Rocca Sillana: un itinerario di visita dalla Rocca di Sillano a San Dalmazio

La Rocca Sillana di Pomarance, nota anche come Rocca di Sillano, è raggiungibile in auto e molti chilometri prima di arrivarci è ben visibile da lontano. Solitaria, maestosa, sulla vetta di un colle, con le mura possenti e una torre vigile che svetta verso l’alto, attrae per il suo fascino e allo stesso tempo incute rispetto.

Rocca Sillana, situata nei pressi del borgo di San Dalmazio, ancora oggi suscita forti emozioni e anche in passato doveva essere la sua funzione principale. Dopo che passò sotto il controllo di Firenze (verso la fine del XIV secolo) a quanto pare non è mai stata al centro di battaglie o vicende importanti, ma senz’altro ha svolto bene uno dei suoi ruoli, quello cioè di dare un serio avvertimento ai possibili nemici o invasori: qui c’è una fortezza dalle mura possenti, ben attrezzate per difendersi dagli attacchi con armi da fuoco. E da quella stessa fortezza era possibile controllare ogni movimento nell’arco di decine di chilometri in linea d’aria. Dalle mura di Rocca Sillana nelle giornate limpide si scorgono chiaramente il Monte Amiata, il Pratomagno, le Alpi Apuane, la vetta del Monte Capanne (Isola d’Elba) e l’Isola di Gorgona. E per restare nelle vicinanze, si vedono tra gli altri la Valle del Diavolo, le Colline Metallifere, Montecastelli Pisano e, naturalmente, Volterra.

Rocca Sillana: la torre (XI secolo) dopo i lavori di restauro
Rocca Sillana: la torre dell’XI secolo, all’interno delle mura

Dopo lunghi lavori di restauro, Rocca Sillana è stata riaperta al pubblico nel 2009 e oggi, con visite guidate e in tutta sicurezza, è possibile visitare gli interni del castello, alcune stanze e salire sin sulle mura per godere di un panorama vastissimo e pieno di storia. Come su una mappa, osservando il mondo da lassù si uniscono i vari punti di storie e antiche strade (come la via dell’argento) che collegavano Volterra a varie aree della Toscana. Da questa visuale, vi verrà probabilmente voglia di esplorare i dintorni, ricchi di piccole terre incognite come le rovine della Pieve di San Giovanni a Sillano e il grazioso borgo di San Dalmazio, entrambi nei pressi di Rocca Sillana.

Rocca Sillana: visite, come arrivare, consigli

Iniziamo subito con le buone notizie. All’interno di Rocca Sillana si accede solo con visite guidate, gratuite per tutto il 2020. Non che in passato i prezzi fossero proibitivi: 3€ il costo di un biglietto intero con visita guidata, 2€ il ridotto con visita guidata.

Le visite guidate durano un’ora e partono dall’ingresso del castello (solo quelle notturne partono dal parcheggio); nel momento in cui scrivo, per mantenere il distanziamento, è previsto un numero massimo di 15 persone a turno. Questi gli orari[1]:

Dal 01/06 al 30/09: Venerdì, Sabato, Domenica e Lunedì dalle 16:00 alle 20:00, partenza visite guidate 16 – 17 – 18 – 19.

Aperture straordinarie: 15 Agosto dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00, partenza visite guidate: 10 – 11 – 12 – 15 – 16 – 17 – 18.

Aperture Notturne: dal 01/07 al 31/08 solo il Martedì dalle 21:00 alle 24:00. Per le aperture notturne, la partenza è prevista dal parcheggio, alle 21:00 e alle 22:30.

Per maggiori informazioni, questi i contatti trovati in rete e che ho personalmente utilizzato (rispondono gentilmente e in tempi rapidi, anche via e-mail):

Consorzio Turistico Volterra Valdicecina
Tel. +39 0588 86099
[email protected]

Ufficio Turistico Pomarance
Tel. +39 0588 62089
[email protected]

Raggiungere il sito è molto semplice, basta digitare “Rocca Sillana” su Google Maps o altre app e arriverete al parcheggio della rocca.

Dalla mappa si intuisce il percorso a piedi dal parcheggio fino al castello

Dal parcheggio, come si vede dalla mappa sopra, occorre fare un tratto a piedi di circa 800 metri, non molti, ma tutti in salita. In estate munitevi di abbondanti scorte d’acqua, dato che dopo la visita guidata potete proseguire in autonomia per vedere i resti del piccolo centro abitato di Sillano, adiacente al castello.

Storia e visita della Rocca di Sillano

Già dal parcheggio si gode di un’ottima veduta della Val di Cecina ed è possibile farsi un’idea di come doveva essere il paesaggio nel passato. Nel Medioevo, con ogni probabilità non erano abitati solo il castello e il borgo adiacente, ma anche la strada che conduceva all’attuale parcheggio doveva essere circondata da campi coltivati, pascoli, edifici e piccoli insediamenti.

Veduta della Val di Cecina dal parcheggio di Rocca Sillana
Veduta della Val di Cecina dal parcheggio di Rocca Sillana

Dal parcheggio si prosegue lungo un sentiero in salita, 800 metri non facilissimi, ma oltre alla fatica potrete notare rocce di un colore verdastro. L’area di Rocca Sillana, così come la zona circostante, è caratterizzata dall’affioramento di queste rocce verdi, dette ofioliti, dell’età di circa 180 milioni di anni, quando il pianeta era popolato dai dinosauri. Queste rocce verdi sono l’antico fondale di un oceano scomparso (noto come oceano Tetide), ma su cui oggi possiamo camminare grazie a imponenti movimenti tettonici che lo hanno sollevato fin sulla superficie della crosta terrestre.

Sulla sinistra, le rocce verdi (ofioliti) che affiorano nei dintorni di Rocca Sillana
Sulla sinistra, le rocce verdi (ofioliti) che affiorano nei dintorni di Rocca Sillana

Il verde di delle rocce ofiolitiche contrasta con i colori di Rocca Sillana, che oscillano dal rossastro dei mattoni al colore chiaro dei blocchi di pietra calcarea. Purtroppo le ofioliti non si prestano bene come materiale da costruzione, è molto difficile ridurle a blocchi[2] per cui gli operai medievali, con i mezzi dell’epoca, hanno dovuto trasportare fino alla cima del colle (530 metri sul livello del mare) i vari materiali con cui poi costruire il castello.

L’ingresso nella Rocca Sillana

Le possenti mura di Rocca Sillana
Le possenti mura di Rocca Sillana

Prima di arrivare al castello si passa attraverso l’antica Porta san Rocco e, dopo gli ultimi faticosi tornanti, si arriva fino al castello, che qui si mostra in tutta la sua imponenza grazie alle mura spesse fino a cinque metri, frutto del potenziamento della rocca avvenuto nel XV secolo[3], secondo qualcuno attribuibile all’architetto fiorentino Giuliano Giamberti da Sangallo. Secondo quanto comunicato dalla guida durante la visita al castello, non ci sarebbero evidenze a sostegno dell’”ipotesi San Gallo”, così come non ce ne sono a sostegno della tradizione che vorrebbe far derivare il nome della rocca dal generale romano Lucio Cornelio Silla, che conquistò Volterra nell’80 a. C. e, nel periodo dell’assedio, avrebbe occupato il sito dove in seguito è stata edificata Rocca Sillana. Nella zona sono state ritrovate monete romane dell’epoca di Silla, ma confermano solamente che il territorio è stato abitato in epoche precedenti al Medioevo.

Feritoie nella mura di Rocca Sillana
Feritoie delle antiche mura, chiuse dai lavori di potenziamento del XV secolo

Le prime attestazioni del toponimo Sillano (che sarebbe una semplice trasformazione di silvanus, boscoso) risalgono a un documento datato al marzo del 945, mentre la prima menzione scritta della presenza di un castello fortificato è del 1067. All’epoca la rocca aveva una funzione abitativa, fu posseduta da diverse famiglie, l’ultima i feudatari Petroni di Siena. Dopo di loro, verso la fine del XIV secolo, la rocca fu acquistata dalla Signoria di Firenze, che in seguito decise di potenziarla per renderla difendibile dalle nuove armi da fuoco.

Interni di Rocca Sillana
Interni del castello. Sono distinguibili parti delle strutture originarie (blocchi di pietra) e degli interventi fiorentini (mattoni del XV secolo)

Prima di allora le mura avevano uno spessore di circa un metro (i cannoni non esistevano), con i rinforzi ad opera dei fiorentini si arrivò a circa cinque metri; e in più furono aggiunte le quattro torrette agli angoli della fortezza. Le strutture originarie, tra cui la torre centrale, sono facilmente distinguibili dagli interventi fiorentini: questi ultimi furono realizzati in mattoni (colore rossastro) mentre le strutture precedenti erano in pietra calcarea (colore biancastro). Una differenza che si nota bene entrando all’interno delle mura del castello, accompagnati dalla guida.

Un tunnel verticale in cui si gettavano rifiuti organici
Un tunnel verticale in cui si gettavano rifiuti organici

Le mura della fortezza e la Via dell’argento

La guida che mi ha accompagnato all’interno di Rocca Sillana è molto competente ed è bene che i dettagli delle vicende del castello siano i più esperti a raccontarli. Ma al di là dei dati tecnici e storici, la visita alla Rocca Sillana è un’esperienza emozionante. Sulle mura la vista spazia per decine e decine di chilometri in linea d’aria, il paesaggio è pieno di bellezza e di storia.

Da qui si può intuire ad esempio il percorso di quella che è stata chiamata la via dell’argento. Che partiva da Montieri − posto sulle Colline Metallifere, in provincia di Grosseto − dove si trovavano le miniere di argento, che le carovane del tempo trasportavano fino a Volterra, dove le officine monetarie l’avrebbero trasformata in monete volterrane[4].

Il paesaggio dalle mura di Rocca Sillana
Il paesaggio dalle mura di Rocca Sillana: il fiume pavone, le rocce verdi (ofioliti), Montecastelli e, sullo sfondo, il Monte Amiata

Dalle mura della rocca si osserva un paesaggio legato alle ricchezze del sottosuolo, che ci viene ricordato dai ruderi di una miniera di rame ancora visibili sul letto del fiume Pavone, ma anche da un toponimo suggestivo come Valle del Diavolo, che nel Medioevo doveva essere costellata da colonne di vapore e altre “infernali” manifestazioni della geotermia, che oggi trovano sfogo nelle centrali di Larderello.

Si potrebbero passare ore sulle mura di Rocca Sillana ed è quello che facevano i soldati installati qui dai fiorentini. La rocca era una vedetta perfetta, ma ben presto perse la sua importanza strategica e iniziò il suo declino. La Toscana divenne un granducato nel XVI secolo e acquisirono crescente importanza le fortezze periferiche, a scapito di quelle interne come Rocca Sillana. Il castello fu abbandonato, ma il borgo adiacente (Sillano) rimase abitato fino all’Ottocento, quando le ultime famiglie si trasferirono nel vicino borgo di San Dalmazio.

Intorno a Rocca Sillana

Intorno a Rocca Sillana si sviluppava un piccolo centro abitato (Sillano), che circondava la fortezza come un anello. Dopo aver visitato l’interno del castello potete proseguire visitando le fondamenta degli antichi edifici: abitazioni, magazzini e persino una chiesa.

Fondamenta degli edifici del centro abitato di Sillano
Fondamenta degli edifici del centro abitato di Sillano

Sul “retro” del castello è visibile la Porta Volterrana, da cui parte un sentiero di trekking segnalato che almeno in teoria dovrebbe portare fino al fiume Pavone, ma che al momento in cui scrivo, nella parte alta risulta poco agevole per i lavori di taglio del bosco e, più in basso, interrotto per una piccola frana.

Dopo la Rocca: la Pieve di San Giovanni Battista

Lungo la strada asfaltata che porta al parcheggio di Rocca Sillana si trova indicata la Pieve di San Giovanni Battista (o Pieve di San Giovanni a Sillano). Era la pieve di riferimento della rocca e la sua esistenza è già attestata in un documento del X secolo. In seguito ha subito ampliamenti (XII secolo), ma anche devastazioni (XIII secolo), abbandoni e riaperture, per essere chiusa definitivamente nel 1842.

La pieve di San Giovanni a Sillano
La Pieve di San Giovanni a Sillano

Oggi restano ruderi affascinanti e ancora si può intuire l’antica grandezza di questa pieve. All’inizio del sentiero che dalla strada asfaltata porta fino alla pieve, un pannello informativo ricorda che siamo in uno dei “luoghi di Garibaldi”, in cui l’eroe dei due mondi passò nell’agosto del 1849 durante la fuga che lo avrebbe portato fino a Cala Martina (sulla costa di Scarlino, in Maremma) dove lo aspettava la barca che lo avrebbe tratto in salvo conducendolo fino a Porto Venere.

Nei dintorni della Rocca di Sillano: San Dalmazio e la sua bestia

San Dalmazio è il paese più vicino a Rocca Sillana e merita esso stesso una visita. Forse non una terra incognita, ma sicuramente un piccolo borgo curato con tanti angoli da scoprire.

Qui il paesaggio è decisamente diverso da quello della rocca. Le rocce verdi ofiolitiche, scavate dal fiume Pavone a creare forre imponenti e verticali, lasciano spazio alle chiare calcareniti e a colline dalle forme più dolci. Qui è tutto più rassicurante, il mondo di Rocca Sillana ce lo siamo lasciati alle spalle e la Chiesa di San Dalmazio ha un aspetto decisamente più familiare rispetto alla Pieve di San Giovanni Battista.

La bestia di San Dalmazio, in pietra grigia serena nella piazza principale del borgo
La bestia di San Dalmazio, in pietra grigia serena nella piazza principale del borgo

Eppure anche qui non manca un piccolo mistero. Nella piazza del paese, sopra la porta di un edificio, si trova la cosiddetta bestia di San Dalmazio. La bestia è un bovino scolpito su una roccia che spicca sul resto della costruzione, perché più antica e di un altro colore. È stata realizzata su un blocco di pietra serena grigia, ma nella zona di San Dalmazio si trovano solo calcareniti. A quanto pare non si sa quanto sia antica quella pietra, né da dove provenga.

Note

1 Per verificare eventuali modifiche degli orari, potete consultare il sito Musei Val di Cecina http://www.museivaldicecina.it/it/rocca_sillana.php

2 Le ofioliti sono caratterizzate dalla cosiddetta “frattura concoide”, che segue superfici lisce ma curve, per cui non sono adatte per la realizzazione di blocchi da costruzione.

3 Archeologia Medievale, XIV, 1987. Scavi sull’insediamento medievale di Rocca Sillana (Pomarance, Pisa). Relazione preliminare (1985-1986).

4 Officine per produrre la moneta volterrana furono presenti anche in altre località, tra cui la stessa Montieri.

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