Qingdao, la città cinese della birra e dal passato coloniale

La città di Qingdao, in Cina, è adagiata su una baia orientata a sud, sul Mar Giallo. A est si sviluppa la penisola dello Shandong, con i suoi massi granitici, le coste a tratti frastagliate, le città che si affacciano sul mare con i loro porti e le lunghe spiagge. Sul lato opposto del Mar Giallo si trova la penisola coreana e, ancora oltre, il Giappone.

La posizione geografica di Qingdao potrebbe far pensare a un centro portuale con un lungo passato di scambi, battaglie e commerci con i vicini paesi asiatici. Ha invece una storia assai breve e un’impronta chiaramente tedesca, in parte nascosta dai grattacieli e dalle strutture urbane più recenti, ma ben visibile visitando i quartieri storici della città.

Se pensiamo all’Asia e al colonialismo europeo vengono subito in mente il Regno Unito, il Portogallo, i Paesi Bassi, la Francia, la Spagna. Probabilmente in pochi conoscono, o ricordano, che anche la Germania ha avuto una sua colonia in oriente e questa era proprio la città di Qingdao, in Cina.

Qingdao in una cartolina del periodo 1930-40
Qingdao in una cartolina del periodo 1930-40, edifici con architettura europea

La presenza tedesca durò sedici anni (1898 – 1914) e diede una chiara linea di sviluppo alla futura metropoli. In meno di due decenni i coloni tedeschi crearono dal nulla una città, le conferirono una forma precisa, infrastrutture, servizi – elettricità, gas, fognature – e persino un birrificio. E ancora oggi, percorrendo la via commerciale Zhongshan Road, dominata dalla cattedrale di San Michele, si ha la sensazione di trovarsi in una cittadina della Germania.

Breve storia di Qingdao

Prima dell’arrivo dei tedeschi, Qingdao era poco più di un villaggio di pescatori del Celeste Impero governato dalla dinastia Qing. Si affacciava sulla baia di Jiaozhou, nello Shandong e nel 1891 l’Impero Qing decise di crearvi una base difensiva contro gli attacchi navali. L’Impero germanico, desideroso di recuperare il divario accumulato con le altre potenze coloniali, seguiva con interesse gli sviluppi della futura Qingdao, fino a che non si presentò il momento giusto per sferrare un attacco. Il 1 novembre 1897 furono assassinati due sacerdoti tedeschi nel sud-est dello Shandong e questo fu per la Germania il pretesto perfetto per attaccare e occupare la baia di Jiaozhou. Nel marzo del 1898 fu firmato il trattato con cui la Cina dava la baia in concessione alla Germania per novantanove anni.

Qingdao in una cartolina postale del periodo 1900 - 1910 (periodo coloniale tedesco)
Qingdao in una cartolina postale del periodo 1900 – 1910

I colonizzatori si diedero subito da fare e crearono un piano regolatore con l’ambizione di far diventare Qingdao la rivale tedesca di Hong Kong[1]. In poco tempo la città crebbe in ricchezza e fama, ma arrivò la Grande Guerra a infrangere i sogni coloniali tedeschi. In accordo con l’alleanza anglo-giapponese, nel 1914 il Giappone dichiarò guerra alla Germania, assediò la baia con l’aiuto della flotta britannica e il 7 novembre dello stesso anno occupò la città di Qingdao, che non tornò mai più in mano ai tedeschi.

Dopo la sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale, la Cina si aspettava di riprendere il controllo di Qingdao, ma il Trattato di Versailles assegnò lo Shandong al Giappone; il malcontento innescò nel 1919 le proteste studentesche note come il Movimento del 4 maggio, cui la città di Qingdao ha dedicato una piazza. Nel 1922 la Cina riuscì a riprendersi la città, poi di nuovo ceduta nel 1938 al Giappone che, sconfitto nel secondo conflitto mondiale, si ritirò definitivamente dallo Shandong nel 1945.


Nonostante le due guerre mondiali e le diverse occupazioni, Qingdao ha mantenuto le sue vie e i suoi edifici coloniali che oggi la rendono una meta del turismo interno e internazionale. Attorno al nucleo cittadino con edifici dallo stile architettonico europeo si è sviluppata una delle metropoli più estese e popolose della Cina, grazie anche allo statuto di Zona Economica Speciale concessole dal governo nel 1984 che consentiva a Qingdao e altre tredici città costiere di aprirsi agli investimenti di capitali stranieri[2].

La torcia olimpica di Qingdao (Giochi Olimpici 2008)
La torcia olimpica di Qingdao (Giochi Olimpici 2008)

Qingdao: mappa e cosa vedere

Mappa di Qingdao

Badaguan

Badaguan (八大关, gli otto grandi passi) è un quartiere storico di Qingdao, che si affaccia sulla baia di Taiping (Taiping Wan). In origine era un’area residenziale costruita dai tedeschi nel periodo della loro occupazione e in seguito, prima della fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, Badaguan ha ospitato molti consolati stranieri. È per questo che qui si possono trovare ville con stili architettonici dioltre venti paesi, tra cui Germania, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Paesi Bassi e Danimarca.

Uno degli edifici in stile europeo del quartiere storico di Badaguan (Qingdao)
Uno degli edifici in stile europeo di Badaguan (Qingdao) – Foto di Megan Wong CC BY-NC-ND 2.0

Badaguan è noto anche come “World Architecture Museum”, una sorta di museo naturale di architetture dal mondo, ma non è solo questo. Ci sono spiagge, parchi e viali alberati con numerose specie botaniche; attrae ogni anno turisti, registi, ma anche novelli sposi per scattare romantiche foto di matrimonio.

Zhongshan Road

Zhongshan Road è una delle vie commerciali di Qingdao ed è da visitare non tanto per lo shopping, quanto per gli edifici che rivelano il passato coloniale della città. Un po’ tutto il distretto è da esplorare, visto che anche le vie traverse di Zhongshan Road hanno edifici costruiti durante l’occupazione tedesca; come la cattedrale di San Michele (St. Michael’s Cathedral[3]), che svetta su una collina in Qufu Road.


La cattedrale di San Michele vista da Zhongshan Road

Chiesa protestante di Qingdao (Qingdao Protestant Church)

A poco più di un chilometro a est della cattedrale di San Michele – da fare a piedi, si attraversa un parco e si scorgono ville coloniali − sorge la chiesa protestante di Qingdao. Costruita nel 1910, è situata su una piccola collina e, nonostante un recente restauro, conserva gran parte dello stile e del fascino originali.

La chiesa protestante di Qingdao
La chiesa protestante di Qingdao – Foto di soberch CC BY-NC-SA 2.0

Zhanqiao Pier

Alla sua estremità meridionale, Zhongshan Road trova il suo prolungamento naturale nel molo di Zhanqiao (Zhanqiao Pier). La sua costruzione fu iniziata nel 1891 dall’Impero Qing, in seguito fu ampliato più volte, anche sotto l’occupazione tedesca, fino ad arrivare agli attuali 440 metri di lunghezza. All’estremità del molo si trova il padiglione Huilan, che i più attenti birrofili avranno già notato sull’etichetta della birra Tsingtao.

Zhanqiao Pier
Zhanqiao Pier – Foto di Andrew and Annemarie CC BY-SA 2.0

Monte Lao (Laoshan)

Il monte Lao (Laoshan, 1133 metri) è probabilmente il luogo di maggior richiamo di Qingdao, insieme ai quartieri con edifici e architetture europei. Affacciato sul Mar Giallo, è uno dei principali luoghi panoramici della Cina ed è noto per le belle rocce granitiche che a volte assumono forme strane[4], gli scenografici alberi secolari e le sorgenti di acqua minerale cristallina.

Monte Laoshan (Qingdao, Cina)
Uno tra i tanti punti scenografici del Laoshan – Foto di 摩西 CC BY-ND 2.0

Il Laoshan è considerato la più bella montagna cinese che si affaccia sul mare e tre percorsi conducono i visitatori a ben 220 punti di interesse, sia storici sia naturalistici. È una montagna sacra per il taoismo e nel periodo di maggior splendore vi si trovavano nove palazzi, otto templi taoisti e settantadue monasteri. Attualmente il Palazzo Taiqing è il più grande e il più antico tempio taoista di Qingdao e conserva una storia di oltre duemila anni.

Piazza 4 maggio (May 4th Square)

Vero e proprio simbolo di Qingdao, la piazza ha preso il nome dallo storico movimento studentesco del 4 maggio 1919. Era una protesta contro le umiliazioni subite dal paese dopo il Trattato di Versailles, che rimuoveva Qingdao e lo Shandong dalle mappe della Cina.

La scultura rossa a spirale "Vento di maggio" di May 4th Square (Qingdao)
La scultura rossa a spirale “Vento di maggio” di May 4th Square – Foto di xiquinhosilva CC BY 2.0

Affacciata sulla baia di Fushan (Fushansuo Wan), la piazza copre un’area di circa dieci ettari. La struttura più notevole, al centro della piazza, è la scultura rossa a spirale intitolata “Vento di maggio”. Di notte, con i giochi di luce e le fontane, con l’aria umida e la leggera brezza marina, la piazza dà il meglio di sé ed è suggestiva per una passeggiata dopo cena.

Olympic Sailing Center

I Giochi Olimpici del 2008 sono noti anche come Pechino 2008, ma le gare olimpiche e paralimpiche di vela si sono svolte a Qingdao presso l’Olympic Sailing Center. Noto anche come Qingdao International Sailing Center, è oggi un porto turistico che, come la Piazza 4 maggio, si affaccia sulla baia di Fushan (Fushansuo Wan). Assolutamente da visitare di giorno per gli appassionati di nautica, di sera è uno spettacolo per tutti grazie alle affascinanti luci notturne.

Tunnel e bunker tedeschi

La piccola colonia tedesca di Qingdao era circondata dal gigantesco Impero Qing, ma quello che i tedeschi temevano di più era un attacco via mare da parte delle flotte britanniche stanziate a Hong Kong. Il timore si trasformò in paranoia e decisero di scavare tunnel e bunker per rispondere ad eventuali attacchi e difendersi dalle temute forze navali del Regno Unito. Furono realizzate almeno tre diverse reti di tunnel, con dimensioni, complessità e strutture diverse. Gli appassionati di esplorazione urbana potrebbero trovare interessanti i vari ingressi che si trovano sul monte Fushan (浮山)[5], mentre nel Qingdaoshan Park si trova il Qingdaoshan Fort Site, dove si può entrare in un museo e visitare i bunker sotterranei.


Qingdaoshan Park

La birra Tsingtao

I sedici anni di presenza tedesca in Cina hanno lasciato una città con un bel po’ di edifici dall’aspetto europeo, ma anche un’industria che gode di ottima salute, quella della birra. I coloni tedeschi pensarono a progettare e creare una città perfettamente funzionante, senza rinunciare alla bevanda che più di ogni altra era in grado ridurre le distanze con la madrepatria. Nostalgici delle loro ottime birre e con la disponibilità delle acque cristalline del monte Laoshan, nel 1903 fondarono il birrificio Germania-Brauerei, che sfornò le prime birre il 22 dicembre del 1904, giusto in tempo per festeggiare il Natale.

Con un birrificio e una concessione di 99 anni, i tedeschi di Qingdao potevano davvero pensare di rivaleggiare con Hong Kong, ma dieci anni dopo la colonia passò in mano ai giapponesi e il birrificio alla Dai-Nippon Brewery[6]. Da allora la produzione della birra a Qingdao ha seguito le sorti del paese e dopo il ritiro definitivo dei giapponesi dalla Cina, lo stabilimento è passato prima nella mani di una famiglia cinese e poi, nel 1949, sotto il controllo statale della Repubblica Popolare Cinese.

Il vecchio edificio del birrificio Tsingtao, oggi adibito a museo
Il vecchio edificio del birrificio Tsingtao, oggi adibito a museo – Foto di Dan Nevil CC BY 2.0

All’inizio degli anni ’90 la compagnia è stata privatizzata e si è fusa con altri tre birrifici di Qingdao, dando vita alla Tsingtao Brewery Company Limited. La birra assunse così definitivamente il nome di Tsingtao, una sorta di omaggio all’ortografia coloniale di Qingdao: all’epoca i toponimi cinesi venivano resi in Occidente usando la romanizzazione del sistema postale cinese e la colonia tedesca era nota come Tsingtao, proprio come l’attuale birra.

In origine la birra Tsingtao era prodotta seguendo i dettami del Reinheitsgebot del 1516, che obbligava i birrifici tedeschi a usare solo acqua, malto d’orzo, lievito e luppolo, mentre oggi tra gli ingredienti si trova anche il riso. E quella che nel 1904 era una fabbrica coloniale, oggi è uno dei più grandi produttori di birra al mondo: il secondo in Cina (primo per esportazioni), il sesto a livello globale[7].

Qingdao Beer Museum

Interno del Museo della Birra di Qingdao
Interno del Museo della Birra di Qingdao – Foto di Dan Nevil CC BY 2.0

Il museo della birra di Qingdao è stato inaugurato il 15 agosto 2003, nel giorno del centenario della fondazione del birrificio Tsingtao ed è stato realizzato nel vecchio stabilimento del periodo coloniale. È un viaggio nel mondo della birra e nella storia del marchio Tsingtao, con strumenti utilizzati nel primo birrificio, foto, tecniche e riproduzioni dei laboratori di lavorazione. C’è naturalmente anche un piano dedicato alla degustazione della birra e allo shopping.

La birra in sacchetto
Nei pressi del museo della birra si trova la cosiddetta Beer Street, con numerosi locali e negozi in cui è possibile acquistare birra sfusa. È principalmente qui che vi potete imbattere in persone che trasportano la birra sfusa in un sacchetto di plastica, un’usanza di Qingdao probabilmente unica al mondo. A quanto pare questa tradizione risale agli anni ’80. In quel periodo la birra in bottiglia era un lusso per gli abitanti di Qingdao, ma potevano permettersi un po’ di birra sfusa. Per risparmiare la compravano dai rivenditori portando i propri recipienti, ma all’inizio nessuno usava sacchetti di plastica. Questi divennero comuni verso la fine degli anni’80 e in seguito divenne ufficialmente una moda, con la birra venduta in sacchetti con il marchio Tsingtao.
Contenitore in plastica di birra Tsingtao
Contenitore in plastica, ma la birra Tsingtao viene venduta sfusa anche in veri e propri sacchetti – Foto di Dan Nevil CC BY 2.0

Qingdao International Beer Festival

Una città con questa storia non poteva non ospitare un evento dedicato alla birra. Tutto è iniziato nel 1991, con il primo festival della birra organizzato in occasione del centenario della fondazione di Qingdao. Nel tempo l’evento ha cambiato location e soprattutto durata: dalle due settimane del primo festival, al mese delle ultime edizioni, una sorta di Oktoberfest asiatico. Recentemente la Golden Beach Beer City è divenuta la sede principale del Qingdao International Beer Festival, con eventi satellite che hanno luogo in altre aree della città.

Note

1 Tiziano Terzani, La porta proibita, Longanesi, 1998, pp. 136-141

2 Special economic zones of China, Wikipedia, the free encyclopedia, 9 gennaio 2021, da https://en.wikipedia.org/wiki/Special_economic_zones_of_China

3 Alcune fonti e guide la citano come St. Emil’s Church, ma pare che la cattedrale, sin dalle sue origini, sia stata dedicata a San Michele. Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/St._Michael%27s_Cathedral,_Qingdao

4 Non di rado le rocce granitiche assumono forma strane, ad esempio in Sardegna. Per approfondire: Rocce strane e curiose formazioni rocciose in Italia e nel mondo.

5 Fonte: https://www.atlasobscura.com/places/the-fushan-tunnels-qingdao-china

6 La Dai-Nippon Brewery nel 1949 fu suddivisa in due società oggi leader nel mercato giapponese della birra, la Asahi Breweries e quella che è oggi nota come Sapporo Brewery.

7 Fonte: Fonte: https://www.statista.com/statistics/257677/global-market-share-of-the-leading-beer-companies-based-on-sales/

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