Le Vie Cave etrusche di Sovana, Sorano e Pitigliano: origine, mappe e percorsi

Le Vie Cave etrusche si sviluppano in buona parte tra i paesi di Sorano, Sovana e Pitigliano. Scavate nel tufo dall’uomo, dalla natura e dal tempo, sono opere antiche, ciclopiche eppure poco visibili, nascoste tra valli, boschi e torrenti. Non hanno la bellezza da cartolina dei borghi che le circondano, ma raccontano una storia ben più lunga e affascinante.

Visitare le Vie Cave di Pitigliano, Sovana e Sorano significa concedersi un emozionante viaggio nel tempo. Ci si trova immersi in vie profonde scavate nel tufo, la roccia che domina quest’area della Toscana meridionale; una roccia testimone di intensi e temibili fenomeni vulcanici di cui oggi godiamo i benefici, come il tufo, i paesaggi e le sorgenti termali. Una roccia facilmente lavorabile, che ha determinato la storia di quest’area e il destino delle Vie Cave, scavate in origine dagli Etruschi e poi modificate, approfondite e utilizzate nel Medioevo e in tempi più recenti, fino al ventesimo secolo.

La via cava etrusca di San Rocco, Sorano
La via cava di San Rocco, Sorano – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Le Vie Cave etrusche furono attraversate nei secoli da persone di popoli diversi, sono state probabilmente il luogo di antichi culti religiosi, il collegamento tra le aree montane interne e il mare, hanno visto il passaggio di contadini e mercanti e, nel Medioevo, hanno ospitato scacciadiavoli ed eremiti.

Oggi sono tra i luoghi più misteriosi e ricchi di storia dell’area del tufo[1] e della Tuscia − territori che comprendono anche piccole terre incognite come l’Eremo di Poggio Conte, la città perduta di Vitozza e la Piramide etrusca di Bomarzo. Sono luoghi dove l’attività umana ha creato un ambiente ideale per piante antiche come le felci e i muschi, che danno un tocco di colore e naturalezza a queste opere ciclopiche scavate nella roccia. Le Vie Cave di Pitigliano, Sovana e Sorano sono un museo a cielo aperto, un giardino botanico, una rete di percorsi di trekking, uno dei motivi principali per visitare l’area del tufo.

Che cosa sono le Vie Cave etrusche e significato

Le Vie Cave sono percorsi viari che si sviluppano nel tufo, lunghi da poche centinaia di metri fino a oltre il chilometro, con una profondità massima di circa venticinque metri. Trovano la loro massima espressione nei comuni toscani di Sorano, Sovana e Pitigliano, ma sono presenti anche nella Tuscia viterbese. In origine sono state scavate nel tufo dagli Etruschi e di norma hanno un andamento, seppur tortuoso, che va dalla sommità di un poggio tufaceo verso la valle di un torrente.

Questo è quanto possiamo dire sul loro aspetto, ma la funzione originaria rimane ancora un mistero. O meglio, ci sono due ipotesi principali, sulle quali ancora pare non esserci accordo tra gli studiosi.

Prima ipotesi: la rete stradale

Secondo una prima ipotesi, le Vie Cave sono state scavate dagli Etruschi per lo stesso motivo per cui oggi scaviamo gallerie nelle montagne: anziché costruire una strada più lunga e aggirare l’ostacolo, ci passiamo in mezzo e il percorso si accorcia. Così avrebbero fatto gli Etruschi: il tufo è una roccia estremamente friabile e avrebbero utilizzato la tecnica già adoperata dagli Egizi per spaccare le rocce ben più dure con cui costruirono le piramidi. Venivano praticati fori nel tufo, riempiti poi con cunei di legno secco e infine colmati d’acqua; il legno una volta assorbita l’acqua si dilatava fino a schiantare le rocce[2].

In origine le Vie Cave erano assai meno profonde. Ma il fondo stradale fatto di una roccia tenera come il tufo, andava periodicamente rifatto e livellato a causa dell’erosione naturale e soprattutto del continuo passaggio di uomini e animali. Ogni rifacimento del fondo stradale ne comportava un abbassamento e questo, nel corso dei secoli, ha portato alla profondità attuale.

Via cava etrusca San Sebastiano, la più profonda
Nel tempo, il livello delle Vie Cave si è abbassato. Via Cava San Sebastiano – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Le Vie Cave in epoca etrusca avrebbero avuto un’importanza strategica dal punto di vista commerciale. Favorivano il collegamento tra il Monte Amiata e la costa, da cui il cinabro e il legname amiatini prendevano la via del Mediterraneo.

Seconda ipotesi: la funzione rituale

L’altra ipotesi si basa sulla profonda religiosità etrusca e le Vie Cave avrebbero avuto pertanto una funzione rituale. In origine sarebbero nate in un contesto di culto della terra, fonte di vita, e sarebbero state veri e propri percorsi per avvicinarsi, in profondità, alla madre terra. Lungo queste vie si sarebbero svolti rituali e processioni religiose e questa funzione originaria sarebbe confermata dal fatto che in molti casi sono state realizzate in corrispondenza di necropoli etrusche. Le Vie Cave sarebbero state quindi strade di accesso alle città dei morti.

Mappa delle Vie Cave

Tra Pitigliano, Sorano e Sovana si possono contare almeno quindici Vie Cave, cui si aggiungono quelle situate nella Tuscia. Qui sotto trovate una mappa delle Vie Cave, vi ho inserito quelle principali, segnalate anche dalla sentieristica. Qualora nella mappa ci fossero errori o sentieri temporaneamente inagibili, vi prego di segnalarcelo (info at terraincognita.earth).

Mappa delle Vie Cave di Pitigliano, Sorano e Sovana

Come si può intuire dalla mappa, è impossibile visitarle tutte in un giorno e forse anche in un fine settimana. Se è la prima volta che visitate Sorano, Sovana o Pitigliano potete abbinare la visita di un borgo a una o più Vie Cave. Oppure dedicare una giornata al trekking tra le Vie Cave, scegliendo ad esempio tra i percorsi che partono da Pitigliano e portano alla sua rete di Vie Cave e conducono fino al Museo Archeologico all’aperto Alberto Manzi. Oppure partendo da Sorano, scendere fino al fiume Lente e raggiungere la Via Cava San Rocco, per poi avventurarsi in un più impegnativo percorso lungo la Via di Vitozza e raggiungere la città perduta.

Le Vie Cave sono insomma una meta consigliabile non solo per gli appassionati di archeologia, ma anche per gli amanti del trekking. La rete di sentieri, almeno nella parte da me visitata, è ben tenuta e segnalata, ci si orienta bene ed è difficile perdersi.

Consigli per la visita
Pur essendo lunghe di solito poche centinaia di metri, è bene approcciarsi alle Vie Cave ben preparati. Il loro fondo è spesso umido e scivoloso anche in estate, ed è consigliato dotarsi di scarpe (e bastoncini) da trekking, soprattutto per quelle che presentano un percorso in maggiore pendenza. Abbigliamento comodo, traspirante e a strati, visto che si può passare dalle eventuali condizioni ventose e secche dell’esterno, all’aria umida e stagnante all’interno delle Vie Cave. E non dimenticate scorte abbondanti di acqua!

Le Vie Cave di Sovana

A Sovana si trovano due delle Vie Cave etrusche più importanti e suggestive. La più imponente è quella conosciuta come “il Cavone”, larga fino a circa quattro metri e, se le Vie Cave erano parte di una rete stradale, il Cavone era a tutti gli effetti un’autostrada. È probabilmente la via cava più facilmente percorribile a piedi, sia per la larghezza sia per la qualità del fondo stradale ed è tutt’oggi utilizzata dalle persone del luogo per raggiungere campi e vigneti.

La via cava etrusca del Cavone, Sovana
La via cava del Cavone, Sovana – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Come in altre Vie Cave, anche qui è possibile riconoscere più in alto gli strati etruschi, verso la metà i livelli medievali con alcune nicchie note come scacciadiavoli, e in basso i livelli più recenti, di solito scavati in maniera più approssimativa.

Come si vede dalla mappa qui sotto, la Via Cava del Cavone (la più a nord) si trova nei pressi del sito archeologico che include la Necropoli di Sovana e la Tomba Ildebranda, tutti accessibili tramite un comodo parcheggio. Poco distante da qui, raggiungibile in auto o in pochi minuti a piedi dallo stesso parcheggio del sito archeologico della Necropoli di Sovana, si trova la Via Cava di San Sebastiano.

Mappa delle Vie Cave di Sovana

Se quella del Cavone è la più larga tra le Vie Cave, quella di San Sebastiano è la più profonda (fino a venticinque metri) e questo la rende particolarmente suggestiva. Si entra all’improvviso in un ambiente buio tra due pareti strette e verticali di roccia, da cui si intravede solo una striscia di cielo parzialmente coperto dagli alberi.

Continuando lungo questa via, dopo una salita si raggiunge un oratorio rupestre di epoca medievale, realizzato riutilizzando antiche tombe etrusche. Sulle sue pareti sono presenti numerose croci latine e altri simboli religiosi.

Altre Vie Cave etrusche presenti nel territorio di Sovana:

  • via Cava Folonia;
  • via cava di Monte Rosello;
  • via Cava di Poggio Prisca.

Gli scacciadiavoli
Lungo le Vie Cave si possono trovare i cosiddetti Scacciadiavoli. La loro origine è medievale ed è legata alle storie e leggende di persone che, trovandosi da sole e di notte lungo le Vie Cave, avrebbero fatto incontri con esseri demoniaci, spiriti o streghe. Per allontanare la presenza del demonio, lungo queste vie furono scavate nicchie con dipinte all’interno immagini sacre, con lo scopo di proteggere (e tranquillizzare) i viandanti solitari. Nella maggior parte dei casi, gli agenti atmosferici hanno ormai eroso le immagini e sono rimaste soltanto le nicchie scavate, che portano ancora il nome di scacciadiavoli.
Uno scacciadiavoli medievale lungo una Via Cava etrusca
Uno scacciadiavoli medievale lungo una Via Cava etrusca – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Le Vie Cave di Sorano

Se Sovana può vantare le due Vie Cave più imponenti per profondità e larghezza, nei pressi di Sorano si trova una delle più affascinanti, la Via Cava di San Rocco. Il percorso inizia nei pressi della Chiesa di San Rocco (vedi mappa sotto) e da qui il sentiero scende verso il fiume Lente, attraversando una Via Cava tortuosa, umida, ricca muschio e felci.

Mappa delle Vie Cave di Sorano

Quando la via cava termina si arriva nei pressi del fiume Lente e, guardando in alto, si scopre che il paesaggio  è dominato dal borgo di Sorano, con i suoi antichi edifici e le pareti di tufo a picco sulla vallata. Si ha la sensazione di camminare nella storia e il paesaggio è scenograficamente suggestivo.

Il borgo di Sorano visto alla fine della Via Cava di San Rocco
Al termine della Via Cava di San Rocco, il paesaggio è dominato dal borgo di Sorano – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Lungo la Via Cava di San Rocco si trovano scacciadiavoli, un oratorio rupestre e si possono notare canali di scolo dell’acqua. Questa via cava, fino agli anni ’30 del ventesimo secolo, era ancora l’unica strada che collegava Sorano a Sovana; è solo in quegli anni che vennero realizzati il ponte sul Lente e l’attuale strada.

La Via Cava di San Rocco; sulla destra, un canale per il deflusso delle acque – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Terminato il percorso della Via Cava di San Rocco, si giunge a un bivio e dalle indicazioni si legge che si può proseguire fino a Sorano (ed eventualmente fino a alle sorgenti del Lente e a Vitozza) oppure visitare altre due Vie Cave: la Via Cava San Carlo e la Via Cava Laterini.

Se invece scegliete di tornare indietro, nei pressi della chiesa di San Rocco troverete un sentiero in salita che porta a un parco da cui si gode una bellissima vista di Sorano.

Il tufo, le Vie Cave e le terme
Il tufo è il protagonista delle Vie Cave e dei paesaggi circostanti. È una roccia leggera e facilmente lavorabile di origine vulcanica. Circa 800.000 anni fa nell’area intorno all’attuale lago di Bolsena ebbe inizio un’intensa attività vulcanica, che si protrasse fino a circa 150.000 anni fa e diede origine ai paesaggi della Tuscia e dell’area del tufo. Il tufo delle Vie Cave si sarebbe formato grazie all’attività eruttiva del vulcano Latera, di cui oggi rimane una caldera situata tra il lago di Bolsena e la provincia di Grosseto. Se l’attività vulcanica è cessata ormai da tempo, in profondità ci sono ancora sacche magmatiche che riscaldano l’acqua e danno vita alle sorgenti termali del territorio.

Le Vie Cave di Pitigliano

Pitigliano può vantare un’ampia rete di Vie Cave etrusche facilmente raggiungibili dal paese e la più lunga tra le antiche vie scavate nel tufo, la Via cava di Fratenuti, che si estende per quasi un chilometro e mezzo.

Mappa delle Vie Cave di Pitigliano

Come potete vedere dalla mappa qui sopra, molte delle Vie Cave di Pitigliano si possono facilmente raggiungere a piedi dal paese, l’ideale per una gita di un giorno o un fine settimana che include sia la visita al borgo e ai musei, sia l’esplorazione delle vie cave; il tutto senza dover utilizzare l’auto per spostarsi dal borgo alle Vie Cave.

Gli amanti del trekking e delle passeggiate possono seguire le indicazioni della mappa qui sotto, di proprietà del Comune di Pitigliano che ci ha gentilmente concesso la pubblicazione. Come potete vedere dalla mappa, è possibile realizzare un vero e proprio tour delle Vie Cave di Pitigliano, lungo circa dieci chilometri, che inizia e si conclude in Piazza Garibaldi, nel centro del borgo. Tra le Vie Cave incluse nella mappa c’è anche quella di San Giuseppe, il santo cui ogni anno è dedicata la torciata, un antico rito che affonda le radici nella tradizione precristiana.

Mappa con tour delle Vie Cave di Pitigliano
Mappa con tour delle Vie Cave di Pitigliano – Fonte: comune.pitigliano.gr.it

Altre Vie Cave presenti nel territorio di Pitigliano, oltre a quelle già citate nel testo:

  • via cava del Gradone;
  • via cava dell’Annunziata;
  • via cava Madonna delle Grazie;
  • via cava di Poggio Cani;
  • via cava di San Lorenzo.

Un libro sulle Vie Cave

Nella stesura di questo articolo e nella visita delle Vie Cave, mi è stato di fondamentale aiuto il libro Gli Etruschi e le Vie Cave. Storia, simbologia e leggenda, di Carlo Rosati e Cesare Moroni. Il testo è una guida, ma anche (e soprattutto) un chiaro e agevole approfondimento sulle Vie Cave e sulla civiltà etrusca dell’area del tufo. Una finestra sui misteri che ancora avvolgono gli Etruschi e un racconto fotografico su quest’area ricca di fascino della Toscana meridionale.

Gli Etruschi e le Vie Cave. Storia, simbologia e leggenda
Carlo Rosati e Cesare Moroni

Gli Etruschi e le Vie Cave. Storia, simbologia e leggenda, di Carlo Rosati e Cesare Moroni

Immagini delle Vie Cave

La Via Cava etrusca San Carlo, Sorano
Via Cava San Carlo, Sorano – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0
Abitato rupestre nei pressi della via cava di
L’interno di un abitato rupestre nei pressi della Via Cava di San Rocco, Sorano – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0
Simboli lungo le Vie Cave. Via Cava Fratenuti, Pitigliano – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0
L'oratorio rupestre della Via Cava San Sebastiano
L’oratorio rupestre della Via Cava San Sebastiano, Sovana – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0
La via Cava di San Sebastiano, la più profonda tra le Vie Cave estrusche
La Via Cava di San Sebastiano, profonda fino a 25 metri – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Note

1 Per approfondire: Area del tufo, Wikipedia L’enciclopedia libera, 8 novembre 2020, da https://it.wikipedia.org/wiki/Area_del_tufo

2 Rosati C., Moroni C., Gli Etruschi e le Vie Cave. Storia, simbologia e leggenda, Moroni editore, 2013.

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