Trekking in Giappone: 8 percorsi tra montagne e antiche vie

La prima cosa che ho notato, facendo trekking in Giappone, sono le pendenze. Nel giro di pochi passi, un sentiero pianeggiante si può trasformare in una salita che toglie il fiato, magari fatta a scalini che sono più sicuri, ma mettono a dura prova le gambe. E allora capisci perché rilievi dell’altezza di una collina, qui li chiamano montagne.

Non è sempre così, per fortuna. In Giappone ci sono trekking leggeri come quello che porta alle scenografiche cascate di Minoh, o anche percorsi lunghi, come il Nakasendo nella valle del Kiso, che raramente presenta pendenze proibitive. E anche quando troviamo scalini ripidi e salite che fanno schiantare il petto, spesso siamo ricompensati da panorami fantastici o da luoghi sacri immersi nella natura, come il tempio Enryaku-ji sul monte Hiei.

Ho avuto l’occasione di fare diverse escursioni e cammini in Giappone e in questo articolo, che spero di aggiornare spesso, ho condiviso alcuni percorsi ed esperienze. Se amate camminare, non solo in montagna ma anche in sentieri che passano attraverso templi, santuari e antichi villaggi, il trekking in Giappone vi regalerà profonde emozioni.

Odaigahara

I paesaggi post-apocalittici del trekking di Odaigahara e, sullo sfondo, il mare di Kumano
I paesaggi post-apocalittici di Odaigahara e il mare di Kumano – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Quando sono stato a Odaigahara era novembre, il foliage era già terminato e il paesaggio più spoglio del solito. Forse è per questo che ho avuto la sensazione di assistere a uno scenario post apocalittico. Distese di bassi cespugli giallastri punteggiati qua e là da tronchi spogli e cadenti: il plateau di Odaigahara racconta una storia tormentata di disastri naturali, estinzioni e sovrappopolazioni, con tentativi di ritorno a un equilibrio. Il risultato è un paesaggio dal fascino incredibile, con viste che spaziano dalle montagne dell’interno, fino alla costa e alle isole del mare di Kumano.

La strada per arrivare a Odaigahara è chiusa da fine novembre a fine aprile e arrivarci richiede tempo, ma ne vale assolutamente la pena.

Luogo: Odaigahara (大台ヶ原), prefettura di Nara
Difficoltà: Facile/Medio
Lunghezza percorso: 8,8 km
Durata: circa 3 ore
Consigliato per: amanti di paesaggi inconsueti

Monte Hiei

Il tempio Enryakuji, sulla ventta del monte Hiei, da raggiungere tramite un percorso di trekking
Il tempio Enryaku-ji, sulla vetta del monte Hiei – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Una terra non proprio incognita nei dintorni di Kyoto, ideale per allontanarsi dalla folla di una delle città più belle al mondo. Il trekking in Giappone che vi propongo collega la stazione Shugakuin (修学院) di Kyoto alla stazione Hieizanguchi (比叡山口) di Sakamoto (坂本), una graziosa cittadina che si affaccia sul lago Biwa.

Il percorso è di 11 km e il tempo è di poco più di 4 ore, ma tenete presente che, una volta arrivati sulla vetta del monte Hiei, c’è ancora da camminare: ci sono i vari padiglioni del tempio Enryakuji, che richiedono qualche ora di attenzione.

Ho fatto questo percorso in autunno, quando le vie di Sakamoto sono animate dal foliage e il santuario Hiyoshi Taisha è illuminato in notturna. Potreste fare il percorso di trekking partendo da Sakamoto, dedicare qualche ora all’Enryakuji e poi valutare per il ritorno se prendere la cable car. Sakamoto è un buon punto di partenza per esplorare il lago Biwa.

Luogo: Monte Hiei (比叡山, Hieizan), tra Sakamoto e Kyoto
Difficoltà: Medio
Lunghezza percorso: almeno 11 km (vedi testo sopra)
Durata: almeno 4/5 ore (vedi testo sopra)
Consigliato per: un trekking paesaggistico e culturale nei pressi di Kyoto

Nakasendo: la valle del Kiso

Il villaggio di Magome, lungo l'antica via del Nakasendo
Il villaggio di Magome, lungo il Nakasendo – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

La via del Nakasendo (中山道) collegava Edo (Tokyo) a Kyoto passando attraverso le montagne centrali del Giappone. Lungo la valle del fiume Kiso, impervia e isolata, sono rimaste pressoché intatte alcune delle antiche città postali (juku), luoghi di sosta per i viaggiatori. I villaggi di Tsumago e Magome sono due gemme ben preservate, un vero tuffo nell’era dello shogunato Tokugawa.

Ho percorso più tappe del Nakasendo in primavera e la parte che va da Nagiso fino a Magome passando attraverso Tsumago, mi ha regalato le emozioni più intense e i paesaggi più belli. La natura è costellata di fioriture, la campagna e i paesaggi sono magnifici, i villaggi graziosi e accoglienti. Il percorso comprende due tappe:

  • da Nagiso a Tsumago: circa 4 km;
  • da Tsumago a Magome: circa 8 km.

Il cammino parte dalla stazione di Nagiso e finisce a Magome, dove potete sostare per la notte o prendere il bus che porta a Nakatsugawa. Da qui potete prendere il treno per altre destinazioni, oppure sostare e visitare i dintorni, tra cui l’affascinante castello di Naegi.

Luogo: Nagiso – Tsumago – Magome
Difficoltà: Facile/Medio
Lunghezza percorso: circa 12 km
Durata: almeno 4/5 ore: la visita ai villaggi richiede tempo
Consigliato per: un tuffo nella natura e nei villaggi del periodo Edo

Kumano Kodo – Nakahechi: la via imperiale

Escursionista che percorre un tratto del pellegrinaggio del Kumano Kodo
Un tratto del pellegrinaggio del Kumano Kodo

Le antiche vie di pellegrinaggio del Kumano Kodo attraversano in lungo e il largo la penisola di Kii, uno dei luoghi più carichi di mistero del Giappone, dove si trovano anche il monte Koya – luogo sacro del buddhismo – e il plateau di Odaigahara. Il Kumano Kodo è stato percorso dai pellegrini da almeno mille anni e un suo ramo, il Nakahechi, conduce verso il cuore della penisola di Kii: passando attraverso boschi ombrosi e aspre montagne, si arriva fino allo scenografico santuario Hongu Taisha. Il Nakahechi è detto anche via imperiale perché di qui, oltre ai comuni pellegrini, passavano anche nobili e imperatori.

Il percorso di per sé non è eccessivamente impegnativo, ma è la lunghezza a renderlo difficile. A seconda del punto di partenza (di solito Takijiri-Oji) e a quale ramo si prende dopo l’Hongu Taisha, la lunghezza del Nakahechi può variare, così come la sua durata.

Luogo: Nakahechi (中辺路), la via imperiale del Kumano Kodo (熊野古道)
Difficoltà: Medio/Impegnativo
Lunghezza percorso: circa 70 km (a seconda del percorso)
Durata: 4/5 giorni
Consigliato per: un pellegrinaggio nel cuore storico e misterioso del Giappone

Monte Takao

Il monte Fuji visto dalla vetta del Takao, raggiungibile con una escursione in salita abbastanza breve, ma con tratti ripidi
Il monte Fuji visto dalla vetta del Takao – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Il monte Takao è una delle gite fuori porta più gettonate dai tokyoiti, per cui è da evitare nei fine settimana, soprattutto in quelli autunnali. Fatta questa doverosa premessa, è un percorso che consiglio sia per la vista magnifica sul monte Fuji, sia per la facilità, che lo rende adatto quasi a tutti: quando ci sono stato, non erano rare le famiglie giapponesi con bambini, così come gli energici anziani del luogo. In più, lungo il percorso si trova il tempio Yakuoin, un buon intermezzo culturale per rifiatare e riprendere la salita.

Il percorso parte dalla stazione Takaosanguchi, a soli 50 minuti di treno da Shinjuku. Ci sono vari sentieri, che trovate qui. Quelli che ho percorso – il 2 per salire, il 6 per scendere – è poco più di sette chilometri in totale. In più, si può raggiungere l’osservatorio con la seggiovia o la cable car.

Luogo: Monte Takao (高尾山, Takaosan)
Difficoltà: da Facile a Medio
Lunghezza percorso: circa 7 km
Durata: circa 3 ore
Consigliato per: un trekking facile a due passi da Tokyo

Parco di Minoh

Le cascate di Minoh, al termine del percorso di trekking che parte dalla stazione
Le cascate di Minoh, al termine del percorso di trekking del parco di Minoh

Il parco di Minoh è un’ottima gita fuoriporta da Osaka – un po’ come il monte Takao per Tokyo –, un’immersione nella natura per sfuggire dalle atmosfere allegre e chiassose della metropoli del Kansai. A circa 25 minuti di treno da Umeda, all’uscita della stazione di Minoh si individua facilmente l’inizio del sentiero, ben segnalato. Fatti pochi passi e superato qualche negozio di souvenir, ci si trova immersi nella natura, sotto l’ombra che protegge dalla calura estiva, o travolti dal rosso degli aceri in autunno. Alla fine del percorso – poco più di tre chilometri – si arriva alle cascate di Minoh, un salto di 33 metri in una cornice naturale spettacolare.

Ho visitato le cascate di Minoh in tutte le stagioni: la migliore è l’autunno per il foliage, ma per evitare le folle è meglio non andarci nei fine settimana. Lungo il sentiero si diramano altri percorsi di trekking, tra cui uno che conduce fino alla vicina città di Ikeda, che vi regalerà qualche bella vista panoramica su Osaka e la costa. Da Ikeda, potete rientrare a Minoh o Osaka in treno.

Luogo: Parco di Minoh (箕面公園)
Difficoltà: Facile
Lunghezza percorso: circa 7 km
Durata: circa 3 ore
Consigliato per: chi cerca un trekking facile e cascate scenografiche

Il cammino degli 88 templi

Un cartello nei pressi del Ryozen-ji, il primo degli 88 templi
Nei pressi del Ryozen-ji, il primo degli 88 templi

I percorsi di trekking in Giappone visti finora vi sembrano troppo facili e brevi? Eccovi accontentati: il cammino degli 88 templi è lungo circa 1200 chilometri. È uno dei pochi pellegrinaggi circolari al mondo e si ritiene che il monaco buddhista Kukai (774-835) abbia visitato tutti gli oltre ottanta templi del cammino. Kukai – più spesso ricordato con il nome postumo onorifico Kobo Daishi – è stato il fondatore della scuola Shingon e del famoso complesso di templi buddhisti del monte Koya.

Il pellegrinaggio degli 88 templi si snoda interamente nell’isola di Shikoku, la minore delle quattro grandi isole del Giappone. Per completarlo servono circa due mesi, per questo chi ha pochi giorni a disposizione si concentra solo su piccole porzioni, come i primi nove da fare in un paio di giorni, gli ultimi dieci/undici, oppure i templi 71 al 77, etc.

Luogo: gli 88 templi dello Shikoku (四国)
Difficoltà: Difficile
Lunghezza percorso: circa 1200 km
Durata: 50/60 giorni
Consigliato per: un lungo pellegrinaggio sulle tracce di Kobo Daishi

Monte Misen – Miyajima

La vetta del monte Misen, sull’isola di Miyajima
Sulla vetta del monte Misen – Trekking sull’isola di Miyajima

Se siete arrivati fino a Hiroshima, dovete dedicare assolutamente una giornata all’isola di Miyajima. Qui si trova il santuario di Itsukushima, il cui torii che fluttua sull’acqua è uno dei più famosi monumenti giapponesi. Questo basta e avanza per giustificare un viaggio fino a qui, ma visto che siete qui a leggere un articolo sui migliori trekking in Giappone, vi consiglio di non accontentarvi e di incamminarvi verso la vetta del monte Misen.

Ci sono tre sentieri che portano verso la vetta, chiamati rispettivamente Omoto, Momijidani e Daisho-in. Quest’ultimo inizia nei pressi del tempio Daisho-in – si notano facilmente le indicazioni – ed è il più breve dei tre (2,3 km). Viene considerato anche il più bello, ma non è il più facile: vi accorgerete presto che ci sono molti scalini da fare, ma la vetta vale assolutamente la fatica. Da lassù, la veduta sul mare di Seto è vi lascerà a bocca aperta.

Luogo: Monte Misen (弥山), isola di Miyajima (Hiroshima)
Difficoltà: Facile/Medio
Lunghezza percorso: da 2,3 a 2,9 km (a seconda del percorso)
Durata: da un’ora e mezzo a 2 ore e mezzo
Consigliato per: ammirare il mare di Seto e le sue isole dall’alto

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