Angkor Wat: mappa dei templi e itinerario per organizzare la visita

Il complesso archeologico di Angkor, in Cambogia, si estende su una superficie di otre 40 km2 con 17 templi principali e centinaia di templi minori; per non parlare delle varie porte monumentali di accesso alla città antica di Angkor Thom, ai ponti impreziositi da statue di nāga e divinità, a rovine inghiottite dalla giungla.

Il sito archeologico di Angkor, per la sua vastità, può rivelarsi un labirinto impenetrabile, senza l’ausilio di una mappa utile per organizzare al meglio la visita. La scelta stessa degli itinerari (tra circuito piccolo e circuito grande) si rivela fondamentale per seguire un percorso utile al visitatore per non perdere la bussola durante la visita al parco archeologico.

L’intenzione di questo articolo è quella di fornire al lettore e, ci auguriamo, al viaggiatore, una guida ai templi di Angkor, per pianificare l’itinerario in base al tempo a vostra disposizione. All’interno della mappa sono inoltre presenti i due itinerari principali per la visita al sito archeologico:

Consiglio di seguire i singoli itinerari in senso antiorario. La ragione è semplice. I gruppi di turisti che dall’alba accedono al sito archeologico, si fiondano direttamente ad Angkor Wat, rendendo la visita, per il viaggiatore autonomo, particolarmente stressante. Per evitare inutili frustrazioni, meglio dunque seguire il percorso antiorario: andando controcorrente eviterete le folle di turisti e la vostra visita ad Angkor sarà molto più piacevole e meno affollata.

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Templi di Angkor: Piccolo Circuito

1 Prasat Kravan

Il tempio indù di Prasat Kravan è stato edificato nel X secolo. Considerato uno dei templi minori è il punto di partenza del nostro itinerario lungo il Piccolo Circuito. Nella mappa dei templi di Angkor lo trovate segnalato al numero1 (in rosso). Il suo nome significa Tempio del Cardamomo, è orientato in direzione est-ovest e all’interno della torre principale avrete l’opportunità di ammirare splendidi bassorilievi raffiguranti la divinità indù Visnù a cui il tempio è dedicato.

Prasat Kravan
Prasat Kravan (piccolo circuito dei templi di Angkor) – Photo by Ashley CC BY-NC-ND 2.0

2 Bat Chum

Proseguendo la visita ai templi di Angkor, in direzione est, incontriamo il complesso architettonico di Bat Chum. Per raggiungerlo dovrete fare una deviazione a destra della strada principale. Niente paura, il tempio è ben segnalato. Costruito nella seconda metà del X secolo è costituto da tre torri in mattoni, oggi in condizioni piuttosto misere. Vale la pena visitarlo per due ragioni: un po’ perché siamo appena all’inizio della nostra visita ad Angkor, un po’ per respirare la magica atmosfera del luogo. Pochi turisti e la vegetazione tropicale tutto intorno.

Bat Chum
Bat Chum – CC0 1.0 Public domain

3 Banteay Kdei

Ecco che iniziamo a fare sul serio. Nel tempio buddista di Banteay Kdei (XII-XIII secolo) avete l’opportunità di soddisfare appieno il vostro desiderio di esplorazione e la vostra curiosità, perdendovi negli infiniti corridoi di questa imponente struttura. Conosciuto anche come La Cittadella delle (tante) Stanze la sua architettura è simile a quella del più conosciuto Bayon, mentre rispetto alla planimetria, ricorda molto sia il Ta Phrom che il tempio di Preah Khan. Io ci ho passato almeno un’ora, ma sono un tipo che si annoia facilmente.

4 Ta Phrom

La strada principale è affollata di bancarelle, tuk-tuk e turisti. Un’imponente porta in pietra segna l’accesso al sentiero nella foresta che conduce a uno dei templi di Angkor più spettacolari e conosciuti. Non lasciatevi intimorire dalla quantità di gente, godetevi la passeggiata, attraversate la moderna passerella in legno pronti a entrare nel magico tempio di Ta Phrom. L’atmosfera generale è di rovina: pietre crollate e la natura che poco a poco ha divorato pezzi di mura, inglobato pietre e intere pareti della struttura. I ficus strangolatori hanno mantenuto fede al loro nome. Costruito tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo Ta Phrom è l’unico tra i templi di Angkor a essere stato mantenuto nelle condizioni originarie in cui è stato trovato[1].

5 Ta Keo

Un chilometro a nord-ovest di Ta Phrom e cinque litri di acqua dopo (l’umidità può essere micidiale) incontriamo lungo il Piccolo Circuito il tempio di Ta Keo. È uno dei templi di Angkor più antichi, risale al X secolo e la prima cosa che colpisce sono le sue cinque imponenti torri-santuario. Viene voglia di salire subito le sue cinque terrazze per arrivare in cima. Se riuscite a resistere, consiglio di esplorare il perimetro e avvicinarvi con pazienza alla sua sommità. La scalinata orientale, ripidissima, è solo un  assaggio di quella che incontrerete ad Angkor Wat.

Ta Keo
Ta Keo – Michael Gunther / CC BY-SA

6 Thommanon

Contemporaneo di Angkor Wat, il modesto complesso religioso di Thommanon risale al XII secolo e qui potete prendervi una pausa all’ombra degli alberi, sorseggiando latte di cocco e mangiando un boccone alle bancarelle presenti. Lungo le pareti troverete alcune interessanti rappresentazioni di Visnù che cavalca Garuda, mentre nella torre di sud-ovest sono raffigurate alcune scene del Rāmāyaṇa; molto simili a quelle che si trovano anche ad Angkor Wat.

Thommanon
Thommanon – CC0 1.0 Public domain

7 Phimeanakas

Qui siamo a metà percorso. Abbiamo appena attraversato l’imponente Victory Gate, una porta monumentale che conduce all’interno della cittadella di Angkor Thom. La strada è leggermente in discesa, una benedizione per le vostre gambe, se siete in bici. Il ponte che conduce alla porta di accesso è impressionante, ornato sui due lati da un corrimano in pietra con nāga e file di guerrieri litici. La mappa di Angkor che stiamo seguendo, difficilmente può preparare alle emozioni che questo sito archeologico riserva. Il tempio di Phimeanakas è una piramide a gradoni su tre livelli, costruita alla fine del X secolo. A questo tempio è legata una leggenda.

Il re trascorreva sulla sommità della piramide la prima parte di ogni notte, in compagnia di una donna Naga. La seconda parte (della notte) era dedicata alle faccende matrimoniali. Se il sovrano non si fosse presentato all’appuntamento, con la Naga, sarebbe accaduta una calamità. Se la Naga avesse snobbato il re, questi avrebbe avuto i giorni contati. In entrambi i casi appare evidente il grosso impegno per il sovrano.

8 Baphuon

A poca distanza dal tempio precedente incontriamo uno dei templi più suggestivi di Angkor. L’imponenza del Baphuon è tale da aver impressionato perfino un viaggiatore cinese del XII secolo, colpito dalla mole del tempio. Oggi a impressionare il viaggiatore è la salita fino alla sua sommità, le enormi pietre del recinto disseminate attorno, la grandiosità dei corridoi perimetrali ancora in parte intatti. Ma il tempio di Baphuon non è mai stato un edificio fortunato. Fu costruito su un terreno sabbioso che ne ha compromesso la stabilità. Un errore non da poco, visto che, a quanto sembra, fin dall’inizio, uno dei templi di Angkor più imponenti ha presentato problemi statici non da poco. Probabile che gli architetti non se la siano passata tanto bene.

Baphuon - Angkor Thom
Baphuon – Diego Delso / CC BY-SA

9 Bayon

Con le folle di turisti che seguono il percorso opposto al nostro, possiamo visitare in tutta comodità il Bayon.  Casomai aveste calcolato male i tempi, suggerisco una pausa all’ombra degli alberi, un piccolo spuntino e una generosa dose di latte di cocco. Il Bayon è il tempio dei mille volti, che poi non sono mille, ma 216 facce serene e sorridenti che forse rappresentano Buddha o, più probabilmente, il sovrano Jayavarman VII. La costruzione risale al XII-XIII secolo ed è tra i templi di Angkor, il più importante del periodo. Accediamo all’interno del tempio percorrendo gallerie in pietra, attraverso corridoi labirintici al di sopra dei quali vegliano le onnipresenti facce. Le torri in pietra che svettano dalla struttura sono 37. Impossibile non restare impressionati dalla raffinatezza del tempio, dalla sua architettura e dalla sensazione di mistero che lo avvolge. Imperdibile.

10 Baksei Chamkrong

Ci lasciamo alle spalle la cittadella di Angkor Thom, uscendo dall’imponente South Gate, per raggiungere il modesto tempio di Baksei Chamkrong. Rispetto al precedente è ben poca cosa, e la visita richiede poco tempo. Il tempio di Baksei Chamkrong è comunque un intermezzo piacevole prima di giungere al ben più impegnativo Phnom Bakheng.

Baksei Chamkrong
Baksei Chamkrong – Photo by Gary Todd CC0 1.0 Universal

11 Phnom Bakheng

Di solito la salita al tempio di Phom Bakheng è per molti viaggiatori e turisti, una corsa contro il tempo. Ci si sorpassa e ci si supera come se si fosse impegnati in una maratona. Il premio? Uno dei tramonti più belli e spettacolari della vostra visita ad Angkor. L’accesso al tempio è limitato poco prima del tramonto, per evitare un sovraffollamento sulla terrazza superiore della struttura. Terrazza che può diventare un posto piuttosto affollato di turisti muniti di: telecamere, macchine fotografiche, smartphone, cavalletti e tutto ciò che può catturare l’attimo fatale del sole che scompare all’orizzonte. La cosa può risultare piuttosto irritante se siete arrivati fin qui solo per ammirare il panorama e le splendide architetture del Phom Bakheng. Consiglio di programmare il vostro itinerario ad Angkor in modo da avere tempo sufficiente per raggiungere il tempio ben prima del tramonto.

12 Angkor Wat

E finalmente arriviamo alla fine della nostra visita ad Angkor, alla ragione stessa che ci ha portato fino a qui: il tempio di Angkor Wat. Considerate almeno un paio d’ore per visitare, con una certa approssimazione, l’intero edificio. Al suo interno fregi e bassorilievi raffiguranti scene del Rāmāyaṇa e del Mahābhārata. Uno storytelling mitologico che è anche la più lunga disposizione lineare di scultura su pietra conosciuta[2]. Nella nostra mappa Angkor Wat è il punto di arrivo ideale di un viaggio emozionante e stupefacente. Nonostante la folla di turisti che abbonda all’interno del sito archeologico, la visita è piacevole, emozionante e stupefacente.


Un percorso che può essere apprezzato al meglio con l’ausilio di una buona guida cartacea o digitale; oppure prenotando un tour di Angkor con le tante agenzie turistiche presenti a Siem Reap. In quest’ultimo caso, per esperienza personale e perché è un amico italiano, suggerisco di rivolgervi a InAsiaTravel.com di Gabriele Stoia. Persona preparata, affidabile e che da anni vive in Cambogia: un’inestimabile fonte di informazioni sul sito archeologico di Angkor e su tante altre località del sud-est asiatico. Nessuna piaggeria: è veramente bravo e preparato. Nel frattempo potete seguire la nostra mappa di Angkor in versione digitale, con l’itinerario virtuale di Street View e muovervi tra le stanze e i corridoi di Angkor Wat.

Templi di Angkor: Grande Circuito

1 Pre Rup

La mappa di Angkor segue da questo punto in poi il Grande Circuito (in verde) con un itinerario in senso antiorario che inizia con il tempio di Pre Rup. Edificato tra il 961 e il 962 è situato 2,5 Km a ovest di Banteay Kdei: il terzo tempio che abbiamo incontrato lungo il Piccolo Circuito. Dedicato al dio Shiva si trova in posizione piuttosto isolata e dalla sua sommità lo sguardo spazia su tutta la piana circostante. Se iniziate la vostra visita ad Angkor all’alba, il Pre Rup è un ottimo tempio da dove ammirare il sorgere del sole; e proseguire poi il vostro itinerario verso ovest in direzione di Banteay Samré.

Pre Rup
Pre Rup – Diego Delso / CC BY-SA

2 Banteay Samré

Un chilometro circa a nord di Pre Rup dovrete svoltare a destra e, lungo la strada principale, proseguire per altri quattro chilometri verso est fino a raggiungere il tempio di Banteay Samré. La costruzione risale all’inizio del XII secolo durante i regni di Suryavarman II e Yasovarman II. Il tempio è in stile Angkor Wat. Certo che, dopo la scorpacciata di grandiosità e imponenza dei templi precedenti, la visita a Banteay Samré può risultare un po’ deludente, ma vale comunque la pena allungare l’itinerario per raggiungerlo. Ogni tempio nella nostra mappa di Angkor è un passo a ritroso nel tempo che richiede pazienza e qualche piccolo sacrificio. Ma ne vale di certo la pena.

3 Mebon orientale

Un po’ difficile immaginare oggi il Mebon orientale come un isolotto artificiale al centro del baray orientale. Quest’ultimo era un bacino idrico artificiale, oggi asciutto, parte di quel complesso sistema di canali e invasi realizzati all’interno di quella che è oggi l’area archeologica di Angkor. Ne rimangono evidenti tracce attorno alla cittadella di Angkor Thom, nei fossati di Angkor Wat e nel bacino del baray occidentale. Il tempio del Mebon orientale risulta, proprio per questa ragione, sopraelevato di circa cinque metri rispetto al terreno circostante. Se salite sulla sommità della terrazza principale, fate uno sforzo e provate a immaginare tutta l’area circostante coperta dall’acqua.

4 Neak Pean

Se la vostra immaginazione ha fatto cilecca, per il caldo o per la noia, conviene proseguire nella mappa di Angkor e raggiungere il bellissimo tempio di Neak Pean. Qui il baray (bacino idrico artificiale) conserva ancora tutta la sua acqua e per arrivare al Neak Pean bisogna percorrere un sentiero sopraelevato che attraversa il lago. Il tempio sorge su un isolotto artificiale di forma quadrata di 350 metri per lato. Neak Pean significa serpente intrecciato e senza essere esperti di architettura khmer è facile capire la ragione di questo nome. Due imponenti nāgain pietra, divinità a forma di serpente, svettano al centro del tempio, attorno alla struttura gigantesche vasche in pietra piene d’acqua conferiscono al Neak Pean un’atmosfera magica e misteriosa. Tutta attorno la fitta vegetazione rende il tempio un luogo intimo e raccolto. Perfetto per fare una pausa.

5 Preah Khan

La visita al Preah Khan richiede un po’ di tempo, visto che il complesso archeologico costituisce uno dei templi di Angkor più vasti e grandiosi. L’edifico fu costruito alla fine del XII secolo dal sovrano Jayavarman VII  per celebrare la sua vittoria sui riottosi vicini chăm. A differenza di molti altri templi incontrati lungo il percorso, Preah Khan non fu soltanto un centro religioso, ma anche la sontuosa residenza del sovrano e un luogo in cui, all’epoca del suo massimo splendore, erano occupati artisti e intellettuali, funzionari e insegnati, per un totale di 97.840 persone. La precisione del numero è data da un’iscrizione[3] ritrovata all’interno del sito archeologico. Come nel caso del Ta Phrom, il Preah Khan deve essere ancora in gran parte restaurato e gli stupefacenti ficus strangolatori continuano indisturbati il proprio lavoro; avvolgendo le pietre e le mura perimetrali della struttura.

Informazioni pratiche per la visita ad Angkor

  • Sito ufficiale: http://angkor.com.kh/
  • Costo: 1 day (37$), 3 days (62$), 7 days (72$)
  • bambini sotto i 12 anni gratis
  • Orario: dalle 5 alle 17,30

Consiglio un abbigliamento pratico e comodo. Cappellino e occhiali da sole. Buone scarpe, meglio se da trekking. Per raggiungere alcuni templi dovrete percorrere sentieri con sabbia e radici sporgenti. I templi stessi presentano pietre sconnesse e pavimentazioni irregolari, non proprio il massimo per chi indossa le infradito.

Portate con voi una borraccia per l’acqua e qualche spuntino. All’interno dell’area archeologica avrete comunque la possibilità di acquistare cibo, acqua e qualunque cosa di cui avrete bisogno durante la visita.

Note

1 Ta Phrom. Wikipedia, L’enciclopedia libera. 7 marzo 2020 da https://en.wikipedia.org/wiki/Ta_Prohm

2 Angkor Wat Decorazioni. Wikipedia, L’enciclopedia libera. 7 marzo 2020 da https://it.wikipedia.org/wiki/Angkor_Wat#Decorazioni.

3 Preah Khan History. Wikipedia, L’enciclopedia libera. 7 marzo 2020 da https://en.wikipedia.org/wiki/Preah_Khan#History

Immagine di copertina: Photo by Clay Gilliland CC BY-SA 2.0

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