Sentierelsa, mappe e guida al percorso lungo il fiume Elsa

Quando si entra nel Sentierelsa, una carrareccia ci porta dall’alto di un ponte fino al livello del fiume. In poche decine di metri si abbandona lo spazio urbano e si entra nell’ecosistema fluviale. Il grigio dell’asfalto è sostituito dal turchese del fiume Elsa, i rumori delle macchine dai suoni della natura, gli edifici storici da monumenti naturali vecchi di milioni di anni.

Il Sentierelsa è un percorso nel Parco fluviale dell’Alta Valdelsa, un luogo il per trekking, il relax, per fare bagni nel fiume. Ed è anche un libro delle meraviglie naturalistiche. Vi si possono avvistare animali antichi come il tritone crestato italiano, uccelli colorati come il rigogolo, mammiferi schivi come la puzzola europea. Camminando lungo il sentiero si sente l’odore dello zolfo testimone di fenomeni idrotermali sotterranei, si passa attraverso massi calcarei bianchi, si osservano alte pareti di arenaria giallo-marrone, testimone di un passato in cui l’area era ricoperta dal mare.

Sentierelsa: il fiume e la sua vegetazione rigogliosa
Sentierelsa: il fiume e la vegetazione rigogliosa – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0

Il Sentierelsa non lo considero una terra incognita, eppure è una meta che consiglio ai nostri lettori. È da evitare nei fine settimana estivi per la probabile massiccia presenza umana, ma negli anonimi giorni feriali di autunno e primavera diventa un luogo da esplorare, da ascoltare con i vari sensi, ricco di storia naturale e umana.

Sentierelsa: come arrivare e dove parcheggiare

Il Sentierelsa si trova a Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena. Il percorso è lineare, non ad anello; i principali punti di accesso sono due, alle estremità del sentiero. Il punto di accesso nord si trova lungo la Strada Provinciale Colligiana, in corrispondenza di Via dei Cipressi, dove potete parcheggiare l’auto. Come si vede dalla mappa qui sotto, vi basterà attraversare la strada per entrare nel sentiero.


Ad accogliervi troverete alcuni pannelli informativi­ e, al termine di una piccola discesa, sarà lo spaventapasseri Gino a darvi il benvenuto.

Aggiornamento 29/06/2021. Una lettrice ci segnala che non è più possibile parcheggiare in Via dei Cipressi. Per evitare multe, meglio indirizzarsi verso l’ingresso sud, di cui parlo qui sotto.

In alternativa potete entrare dall’ingresso sud, presso il ponte di San Marziale in località Gracciano (Colle di Val d’Elsa). Come potete vedere dalla mappa qui sotto, il sentiero inizia da Via dei Mille, all’altezza di Via di Querciolaia.


Questo ingresso è probabilmente più comodo dal punto di vista dei parcheggi. Potete ad esempio posteggiare l’auto nel parcheggio del campo sportivo di San Marziale.

Mappa e percorso del Sentierelsa

Questa sotto è la mappa con tracciato il percorso del Sentierelsa.


Visualizza mappa ingrandita

Il sentiero costeggia il fiume Elsa e lo attraversa in tre punti. Non ci sono ponti di legno, si passa da una sponda all’altra del fiume attraverso guadi rocciosi, come questo qui sotto:

Uno dei guadi lungo il Sentierelsa
Uno dei guadi lungo il Sentierelsa – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0

I guadi sono piuttosto semplici da percorrere e ci sono corde che aiutano l’attraversata. A seconda della stagione e delle condizioni meteo, le rocce potrebbero essere umide e scivolose, per cui è sempre bene munirsi di scarpe da trekking e della massima attenzione.

In tutto il sentiero è lungo poco meno di tre chilometri. Tra andata e ritorno sono poco più di cinque chilometri e due ore di cammino sono più che sufficienti, vista anche la relativa facilità del sentiero. Le uniche difficoltà sono i guadi.

Lungo il Sentierelsa ci sono diversi punti di interesse, pannelli da leggere, angoli dove scattare foto, luoghi in cui sostare, osservare e ascoltare. Tante tappe di un percorso cui potete dedicare anche un’intera giornata.

Il Sentierelsa trail: le tappe del trekking sul fiume Elsa

Iniziando il percorso dall’ingresso nord, si risale il corso del fiume. Dopo una prima discesa e un saluto allo spaventapasseri Gino, incontriamo le acque turchesi dell’Elsa. Ancora un po’ di passi e sulla sinistra si intravedono le rovine del ponte di Spugna. Un pannello illustrativo racconta che in origine il ponte era di legno e sorgeva lungo l’unica strada che collegava Firenze al principale abitato della zona, Spugna. Nel 1318 un’alluvione distrusse il ponte di legno, che fu ricostruito in muratura.

I resti del ponte in muratura, poco valorizzati e ricoperti di vegetazione, non ci dicono molto del suo passato. Guardando le attuali rovine, la loro altezza e la distanza tra le due sponde, si possono immaginare le generose dimensioni che doveva avere il ponte. Un’opera che sopravvisse per secoli ai capricci dell’Elsa e che ispirò artisti come Benjamin Thomas Pouncy, che lo ritrasse in una bella incisione del 1799. Qualche anno dopo , agli inizi dell’Ottocento, il ponte crollò.

Incisione di Benjamin Thomas Pouncy che rappresenta il ponte di Spugna, oggi visibile lungo il Sentierelsa
Il ponte di Spugna in una incisione del 1799. Lungo il Sentierelsa sono visibili le rovine del ponte.

Proseguendo, bisogna attraversare un primo guado e dopo un po’ il paesaggio si apre . Siamo nella spianata dei falchi, così chiamata perché per lungo tempo è stata un luogo scelto dai falchi per la nidificazione. Le pareti di arenaria giallastra, alte una trentina di metri, presentano cavità inaccessibili all’uomo e i falchi possono così nidificare indisturbati.

La Spianata dei Falchi, visibile lungo il Sentierelsa
Le pareti rocciose lungo la Spianata dei Falchi.

Dopo aver lasciato le arenarie giallastre di origine marina, occorre attraversare un altro guado, per affrontare poi un tratto del Sentierelsa trail chiamato Masso Bianco. Qui il paesaggio cambia, si cammina tra grosse rocce di colore biancastro. Si abbandona l’ambiente marino delle arenarie per avventurarci tra massi calcarei formatisi in ambiente continentale, in acque dolci ricche di carbonato di calcio. Massi bianchi di cui il colore originario si lascia spesso intuire, ricoperti come sono di muschi, felci, edere, fiori e altre piante.

Masso calcareo nell'area del Masso Bianco, lungo il Sentierelsa
Masso calcareo ricoperto di vegetazione. Ricorda un viso di profilo – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0

Divertitevi, se volete, a trovare strane forme tra queste rocce, guardatele da diversi angoli e forse farete qualche bizzarra scoperta. Niente a che vedere però con le più strane rocce al mondo.

Sentierelsa, area del Masso Bianco. Il masso in alto a destra mi ricorda un istrice – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0

È un esercizio che vi tornerà utile un po’ più avanti, quando vi troverete di fronte alla Grotta dell’Orso. Ma prima dedicate un po’ di tempo a godervi uno dei tratti più affascinanti del fiume, dove abbondano vasche naturali calcaree, formatesi in seguito alla deposizione del carbonato di calcio.

Vasche naturali lungo il fiume Elsa
Vasche naturali lungo il fiume Elsa – Foto di Alessio Pellegrini – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0

Qui l’odore di zolfo è particolarmente evidente e rivela l’origine termale di parte delle acque del fiume Elsa. Nei pressi della frazione di Gracciano (Colle Val d’Elsa) si trovano le Caldane[1], bagni termali sfruttati già dal Medioevo e tutt’ora utilizzati dai colligiani, specialmente in estate. Le acque sono tiepide, confluiscono nell’Elsa e la presenza di zolfo e altri minerali è responsabile dell’odore sulfureo che si sente in vari tratti del Sentierelsa e, in parte, del colore turchese delle acque.

Questo tratto del fiume, grazie alle numerose vasche naturali, è uno dei più gettonati da chi vuole concedersi un bagno in estate.

Le acque turchesi del fiume Elsa
Fiume Elsa: le rocce calcaree, le piscine naturali e il turchese delle acque – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0

Proseguendo il cammino si trova la Grotta dell’Orso. Un piccolo antro di origine carsica in cui, con un po’ di fantasia e pazienza, si può riconoscere un orso in posizione eretta.

I calcareous tufa del Sentierelsa
In passato i depositi di calcarei continentali, come quelli del Sentierelsa nel tratto del Masso Bianco, erano raggruppati sotto il generico nome di travertino. In tempi più recenti si indicano come travertini solamente i carbonati compatti, ben stratificati e per lo più cristallini, formatisi in prossimità di sorgenti termali. I colonnati di Piazza San Pietro a Roma sono di travertino. I massi bianchi e altre rocce calcaree che si trovano lungo il Sentierelsa non sono considerati travertini. Vengono chiamati calcareous tufa e sono porosi, mal stratificati. E mentre il travertino si deposita vicino a sorgenti idrotermali, i calcareous tufa si formano in corrispondenza di sistemi fluviali (come l’Elsa) alimentati da acque ricche di carbonato di calcio acquisito passando attraverso rocce calcaree[2]. Nella costruzione del tempio di Segesta, in Sicilia, è stato impiegato il calcareous tufa.

La cascata del Diborrato e la lapide dei Medici

Il Sentierelsa prosegue e ci attendono ancora due tappe importanti. La prima è la cascata del Diborrato, alta una quindicina di metri e profonda oltre dieci[3]. La seconda è la lapide dei Medici, che segna la fine (o l’inizio) del percorso.

La Cascata del Diborrato, lungo il Sentierelsa
Cascata del Diborrato – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0

La lapide dei Medici si trova in corrispondenza del Ponte di San Marziale ed è qui che il sentiero attraversa la Steccaia e il Callone Reale, due opere di ingegneria idraulica realizzate intorno al X o all’XI secolo[4]. Nel Medioevo queste due opere avevano la funzione di deviare parte dell’acqua del fiume Elsa e incanalarla nella cosiddetta Gora, un canale a sezione quadrata utilizzato inizialmente per l’irrigazione e per far funzionare i mulini ad acqua; nei secoli successivi le acque della Gora sono state usate anche da cartiere e industrie manifatturiere.

Questo sistema, che deviava le acque dell’Elsa (funzione svolta dalla Steccaia) e ne regolava l’afflusso nella Gora (di questo se ne occupava il Callone Reale) fu restaurato nel 1606 dai Medici, come testimonia la lapide posta verso la fine del Sentierelsa. Qui il percorso giunge alla fine, ma quest’ultima tappa, la storia dei mulini e delle cartiere stimolano a proseguire l’esplorazione verso le fonti termali (Caldane) di Gracciano e il centro storico di Colle Val d’Elsa.

Foto del Sentierelsa

Un tratto del Sentierelsa
Un tratto del Sentierelsa – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0
Piscine naturali, visibili lungo il Sentierelsa
Piscine naturali, visibili lungo il Sentierelsa – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0
Uno dei tratti più selvaggi del Sentierelsa
Sentierelsa, uno dei punti più selvaggi – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0
Dove le acque sono più calme e profonde, il colore turchese è più intenso – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0
Il ponte di San Marziale
Il ponte di San Marziale, inizio (o fine) del Sentierelsa – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-ND 2.0

Note

1 Le Caldane, Wikipedia L’enciclopedia libera, 5 maggio 2021, da https://it.wikipedia.org/wiki/Le_Caldane

2 Gandin A., Capezzuoli E., Travertini e calcareous tufa, carbonati continentali di ambiente subaereo, Etruria Natura, Anno VI – 2009, consultabile online su Yumpu.

3 Capezzuoli E., Brogi A., Ricci M., Brtini A., International School on Travertine and Tufa – ISTT – Field Trip Guidebook, 2011, consultabile online su ResearchGate.

4 Capezzuoli E., Gandin A., Pedley H.M., Travertines and calcareous tufa in Tuscany (Central Italy), Conference Paper · September 1999, consultabile online su ResearchGate.

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2 Commenti

  1. ciao …bellissimo articolo e bellissime foto…era tanto che volevo andare alla scoperta del sentierelsa e qualche giorno fa ho trovato questo articolo e oggi sono andata..ho parcheggiato in via dei cipressi e…ci ho trovato una multa 🙁 quindi magari avvisa che è meglio parcheggiare all’altro ingresso, verso san marziale

    • Ciao Daniela, ti ringrazio per l’apprezzamento di testo e foto. Mi dispiace tantissimo per la multa, quando sono andato ho verificato di persona e non c’era il divieto di sosta in Via dei Cipressi, almeno non per le auto. Nel frattempo devono aver cambiato la segnaletica. Sulla base del tuo commento ho cambiato il testo, spero adesso sia corretto, se hai altre indicazioni da darmi sono qua. Grazie, Alessio

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