Okayama, Giappone: guida alla città di Momotaro

Ho visto Okayama per la prima volta dallo Shinkansen che mi portava da Osaka a Hiroshima. L’ho guardata distrattamente dal finestrino come una delle tante stazioni della linea Sanyo, che collega Shin-Osaka a Fukuoka (Hakata). Una mia sosta ad Okayama non era prevista e ho continuato il mio viaggio fino a Hiroshima. Ma nel mio strano itinerario in Giappone – che avrebbe incluso varie tappe in Kyushu, per poi risalire verso nord, o verso est come direbbero i giapponesi, fino a Tokyo – ho deciso alla fine di includere due giorni nella città di Momotaro.

Che cosa mi ha spinto a cambiare l’itinerario? Perché Okayama? È uno di quei luoghi che si trovano lungo la strada per arrivare a un’altra meta e che per proprio per questo (o nonostante questo) restano fuori dai grandi circuiti turistici. Un sorta di terra incognita per il turista occidentale, che magari resterà al massimo un paio di settimane in Giappone concentrandosi sulle mete più famose.

A Okayama si trova uno dei Tre Grandi Giardini del Giappone, è il luogo di origine della leggenda di Momotaro il ragazzo pèsca (il frutto), è la base ideale per gite di un giorno a Naoshima (un’isola tutta dedicata all’arte) e Shodoshima (l’isola degli ulivi), è la sede dell’Hadaka Matsuri, noto in tutto il mondo come Naked man festival.


Tra gli ultimi trend di viaggio individuati da Lonely Planet c’è la scelta di luoghi fuori dai grandi percorsi turistici, ma non per questo meno interessanti[1]. Okayama è secondo me uno di questi posti, concedetele (concedetevi) una possibilità e ne sarete soddisfatti!

Cosa vedere a Okayama

La scelta dei luoghi da vedere dipende dalla vostra disponibilità di tempo, ma vi consiglio di dedicarle più di due giorni, in modo da esplorare anche i dintorni, le isole in particolare. E se non volete perdervi Hiroshima e Himeji, ricordate che sono rispettivamente a soli 40 e 20 minuti di Shinkansen! Ecco che cosa vedere a Okayama.

Koraku-en

È una tappa obbligata per la vostra sosta a Okayama e l’ho scelto come immagine di copertina. È uno dei tre grandi giardini del Giappone (日本三名園, Nihon Sanmeien), fu costruito circa 300 anni fa su un banco di sabbia sul fiume Asahi e all’epoca era raggiungibile solo in barca. Ampi prati, fiori, colline, canali, ponti di legno, stagni, cascate, edifici in legno, una casa da tè: c’è il meglio dei giardini giapponesi, ma anche una piccola coltivazione di tè e un campo di riso.

Vista dall'alto del Koraku-en. Sulla sinistra il giardino, sulla destra piccoli campi di riso e di tè
Vista dall’alto del Koraku-en. Sulla sinistra il giardino, sulla destra piccoli campi di riso e di tè

L’ho visitato a febbraio e gli alberi da frutto aprivano i primi fiori; la primavera è uno dei periodi migliori per il Koraku-en ma a quanto pare dà il meglio di sé in autunno per il rosso delle foglie degli aceri giapponesi (momiji).

Scorcio del Koraku-en, giardino giapponese di Okayama
Scorcio del Koraku-en

  • Koraku-en (後楽園)
  • 1-5 Korakuen, Kita Ward, Okayama
  • Aperto tutti i giorni. 7:30-18 primavera estate, 8-17 autunno inverno
  • Biglietto: ¥400
  • https://okayama-korakuen.jp/section/english/

Come arrivare

Il modo più semplice per arrivare è prendere il Korakuen Bus che parte dalla stazione di Okayama (Bus Stop 1). Costa solo 100 Yen e le corse sono frequenti (clicca qui per gli orari). Utilissimo per raggiungere il Koraku-en, ma anche il vicino Museo d’arte Yumeji e il castello di Okayama.

In alternativa potete raggiungere il giardino a piedi, dalla stazione sono circa 25 minuti.

Museo d’arte Yumeji

Vi piacciono i dipinti di Hiroshige, Hokusai e Utamaro? Se sì, rimarrete probabilmente affascinati dal Museo d’arte Yumeji, dove trovate una collezione delle opere di Yumeji Takehisa (1884-1934), pittore e poeta nato nella prefettura di Okayama. Il museo è stato creato per celebrare i cento anni dalla nascita dell’artista che, nonostante non avesse mai frequentato una scuola di pittura, raggiunse un grande successo tra le persone comuni, sia in patria che all’estero. Tra i soggetti preferiti di Yumeji c’erano le donne giapponesi, i loro volti e le loro forme sinuose.

Yumeji fu un esponente del Romanticismo del breve periodo Taisho (1912-1926), movimento che univa stile occidentale e giapponese.

  • Museo d’arte Yumeji (夢二郷土美術館 本館)
  • 2-1-32 Hama, Naka Ward, Okayama  
  • Chiuso il lunedì e 28 dic. – 1 gen. Orario 9:00-17:00 
  • Biglietto: ¥700
  • https://yumeji-art-museum.com/

Castello di Okayama

Il castello di Okayama fu costruito più di 400 anni fa e attualmente, con le sue dimensioni e il colore nero corvino, domina il giardino Koraku-en e il fiume Asahi. Ultimato nel 1597, nel 1602 divenne proprietà del clan Ikeda, che fece poi costruire il Koraku-en. Nero di giorno (è detto anche U-jo, castello del corvo) di sera cambia volto grazie alle illuminazioni che durano dal tramonto fino a mezzanotte. Da visitare se non siete troppo stanchi dopo il Korakuen e il Museo d’arte Yumeji.

  • Castello di Okayama (岡山城, Okayama-jō)
  • 2 Chome-3-1 Marunouchi, Kita Ward, Okayama  
  • Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00 
  • Biglietto: ¥300. ¥800 in caso di mostre speciali
  • https://okayama-kanko.net/ujo/english/index.html

Handayama Botanical Garden

Se capitate a Okayama nel periodo della fioritura dei ciliegi e il Koraku-en (che rimane tappa obbligata) è troppo affollato, il giardino botanico Handayama può essere una buona alternativa. Situato in collina, offre una bella vista della città e prati in cui dedicarsi all’o-hanami (la contemplazione dei fiori di ciliegio).

  • Handayama Botanical Garden (岡山市半田山植物園)
  • 3-1 Hokaiin, Kita Ward, Okayama  
  • Chiuso il martedì e 29 Dic. – 3 Gen. Orario 9:00 16:30 
  • Biglietto: ¥310
  • https://www.okayama-park.or.jp/facility/handayama

Come arrivare

L’Handayama Botanical Garden si trova a circa 15 minuti a piedi dalla stazione JR Hokaiin. Dalla stazione centrale di Okayama ci vogliono solo quattro minuti in treno per arrivare a Hokaiin, ma le corse non sono così frequenti (per lo standard giapponese).

I luoghi di Momotaro a Okayama

Korakuen, castello, Museo d’arte Yumeji, giardini botanici. Luoghi da visitare assolutamente, ma non dimentichiamoci che Okayama è la città dove affonda le radici la storia di Momotaro, il ragazzo pèsca (il frutto).

È l’eroe protagonista di una leggenda giapponese, che narra le avventure di un ragazzo nato da una pesca e che una volta cresciuto combatterà e sconfiggerà gli oni (creature simili ai demoni e agli orchi della cultura occidentale) accompagnato da un cane, una scimmia e un fagiano.

Statua di Momotaro all'esterno della stazione di Okayama
Statua di Momotaro all’esterno della stazione di Okayama – Photo by jpellgen (@1179_jp) CC BY-NC-ND 2.0

Il popolo di Okayama è fiero di aver dato i natali a questa storia ed è possibile incontrare Momotaro un po’ ovunque:

  • fuori dalla stazione centrale c’è una statua del ragazzo insieme al cane, alla scimmia e al fagiano (sulla sua spalla);
  • tombini, colorati e non, che raffigurano Momotaro;
  • il viale di fronte alla stazione si chiama Momotaro O-dori;
  • in questo stesso viale potreste trovare pilastri di pietra a forma di mazza da orco;
  • sulla buca delle lettere di fronte alla stazione centrale c’è una statua colorata di Momotaro;
  • nel centro commerciale sotterraneo della stazione centrale c’è il Momotaro Tourist Information Center;
  • se arrivate in aereo, atterrerete all’Okayama Momotaro Airport.

E sicuramente troverete Momotaro anche altrove, è una vera caccia al tesoro!

Luoghi associati alla storia di Momotaro

La storia di Momotaro è ispirata alla vita e alle imprese di un altro personaggio semileggendario, il principe giapponese Kibitsuhiko no Mikoto che a quanto pare sconfisse Ura, il capo degli oni. Secondo il mito, il kami (spirito) di Kibitsuhiko no Mikoto è rinchiuso in due santuari di Okayama:

  • Kibitsu Shrine (o Kibitsujinja);
  • Kibitsuhiko Shrine (o Kibitsuhikojinja).

Il primo, Kibitsu Shrine, è noto per lo spettacolare corridoio lungo circa 400 metri. Si trova a dieci minuti di cammino dalla stazione Kibitsu, 15 minuti di treno dalla stazione centrale di Okayama, linea JR Momotaro ovviamente!

Santuario Kibitsu Shrine
Okayama, il santuario Kibitsu Shrine – Photo by Fraser Graham CC BY-NC 2.0

Il secondo, Kibitsuhiko Shrine, è a tre minuti di cammino dalla stazione Bizenichinomiya, 11 minuti di treno dalla stazione centrale di Okayama, linea JR Momotaro.

Su una collina fuori dalla città c’è il Kinojo, il castello dove risiedeva il demone Ura che da qui terrorizzava gli abitanti del luogo. Da raggiungere in auto.

Momotaro Karakuri Museum

Momotaro Karakuri Museum
Momotaro Karakuri Museum – Photo by Kathleen Kam CC BY-NC-ND 2.0

Se avete in mente una visita alla pittoresca Bikan (Kurashiki) e siete rimasti affascinati dalla leggenda di Momotaro, vale la pena fare uno stop a questo museo. Adatto a bambini e adulti, è ricco di animazioni, illusioni ottiche e attrazioni divertenti. Il negozio del museo è ricco di oggetti legati a Momotaro, per veri appassionati.

  • Momotaro Karakuri Museum (桃太郎のからくり博物館)
  • 5-11 Honmachi, Kurashiki City, Okayama Prefecture  
  • Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00 
  • Biglietto: ¥600
  • https://momotaroukan3.wixsite.com/momo

Dintorni di Okayama: gite di un giorno

Bikan (Kurashiki)

Kurashiki, un moderno centro abitato di 500 mila abitanti a soli 15 minuti di treno da Okayama. Premessa non delle migliori, ma la città al suo interno racchiude uno dei luoghi più romantici del Giappone. Vi innamorerete a prima vista del quartiere storico Bikan, del suo canale, dei salici piangenti che lo contornano e dei ponticelli che lo attraversano; ma anche degli edifici storici e della tranquilla atmosfera notturna. E pensare che questo luogo oggi così affascinante, nel periodo Edo era un quartiere di mercanti: il canale e la posizione prossima al mare lo avevano trasformato in una città ricca di magazzini, in cui merci prodotte in campagna come riso e sakè venivano conservate prima di essere destinate ad altre città.

Bikan Kurashiki
Uno scorcio di Bikan, il quartiere pittoresco di Kurashiki – Photo by Kathleen Kam CC BY-NC-ND 2.0

Come arrivare

Kurashiki è a 16 minuti di treno dalla stazione centrale di Okayama (linea JR Sanyo). Il quartiere storico Bikan è a 10 minuti a piedi dalla stazione di Kurashiki.

Shodoshima, gli olivi in Giappone

Se dopo un lungo viaggio nel paese del sol levante volete riconnettervi con le atmosfere mediterranee, Shodoshima è il luogo ideale. Belle spiagge, interno montuoso, strade panoramiche e soprattutto tanti ulivi. È uno dei pochi luoghi del Giappone in cui si produce olio di oliva e c’è persino un parco a tema. Ma la storia dell’isola è legata anche a un altro condimento: prima che arrivassero gli ulivi, Shodoshima era famosa per la produzione di salsa di soia, cui è dedicato un museo storico.
Nell’interno dell’isola, le principali attrattive sono la gola di Kanka (Kanka-kei) e la sua funivia che l’attraversa in un percorso spettacolare.

Olivi di Shodoshima, isola facilmente raggiungibile da Okayama
Olivi di Shodoshima, isola facilmente raggiungibile da Okayama

Come arrivare

Dalla stazione di Okayama partono bus diretti al porto di Shin-Okayama (Ryobi Bus), il viaggio dura circa 40 minuti. Da Shin-Okayama a Tonosho (il porto di Shodoshima) il tragitto dura 70 minuti. È possibile acquistare il biglietto cumulativo bus + traghetto a prezzo scontato.

Naoshima, l’isola dell’arte

Altrettanto mediterranea, ricca di spiagge e molto più piccola di Shodoshima, dagli anni ‘90 Naoshima ha puntato sull’arte contemporanea. Tutto è nato con il progetto Benesse Art Site che ha dato vita a diverse iniziative legate all’arte contemporanea. Gallerie d’arte, musei, esposizioni e persino un bagno pubblico termale artistico si integrano con la natura e gli scenari dell’isola. Isola che è anche un museo a cielo aperto, con opere d’arte che potete scovare lungo la costa, tra cui la Zucca gialla di Yayoi Kusama, vero e proprio simbolo di Naoshima.

Zucca gialla di Yayoi Kusama
Zucca gialla di Yayoi Kusama, opera d’arte simbolo di Naoshima – Photo by Kaba CC BY-NC-SA 2.0

Come arrivare

Dalla stazione di Okayama prendete la linea JR Uno fino alla stazione di Uno. Vicino alla stazione c’è il terminal dei traghetti. Ce ne sono diretti per entrambi i porti di Naoshima: Miyanoura (più frequenti)  e Honmura (meno frequenti). In entrambi i casi il viaggio dura 20 minuti.

Un salto nello Shikoku

Da Okayama lo Shikoku, la quarta per dimensioni delle quattro grandi isole del Giappone, è a soli 20 minuti di treno. Se avete il Japan Rail Pass e poco tempo a disposizione, vale la pena anche farsi un semplice giro in treno e fermarsi alla prima stazione dell’isola, Utazu o Sakaide. Per arrivarci si attraversa il grande ponte di Seto (瀬戸大橋 Seto Ōhashi) e si gode di una bella vista panoramica sull’arcipelago di isole e sul mare che separa Honshu e Shikoku.

Il grande ponte di Seto (Seto Ōhashi)
Il grande ponte di Seto (Seto Ōhashi)

Se avete un po’ più di tempo a disposizione, vale la pena fermarsi e visitare qualche piccola perla dello Shikoku ben raggiungibile da Okayama.

Higashiyama Kaii Setouchi Art Museum

Higashiyama Kaii è stato uno scrittore e pittore giapponese, noto per i dipinti che ritraggono paesaggi dalle diverse tonalità blu o verde. Nacque a Yokohama nel 1908, ma il padre era di Hitsuishi, una delle isolette su cui poggia l’attuale grande ponte di Seto, che collega Honshu e Shikoku. Nei pressi del termine sud del ponte, in Shikoku, si trova il Kaii Setouchi Art Museum, che contiene oltre 250 opere del pittore. L’ideale per rilassarsi di fronte ai suoi rassicuranti dipinti e osservare il Seto Ohashi dalle grandi vetrate del museo.

Dipinto di Higashiyama Kaii
Dipinto di Higashiyama Kaii – Photo by raymond22112376 CC BY-NC-ND 2.0

Per arrivare al museo, dalla stazione di Okayama prendete il treno Marine-Liner in direzione Takamatsu e scendete a Sakaide. Da qui ci sono bus per l’Higashiyama Kaii Setouchi Art Museum, che si trova all’interno del Great Seto Bridge Memorial park.

Un pranzo a base di Udon

Sakaide e il museo dedicato a Higashiyama Kaii si trovano nella prefettura di Kagawa, famosa per i Sanuki Udon, un tipo di noodle famoso in tutto il Giappone. Kagawa è nota anche come Udon-ken (prefettura degli udon) e in tutta la prefettura ci sono più di 600 ristoranti in cui gustare udon. Non lasciate sfuggire l’occasione di un pranzo a base di Sanuki Udon!

Il vortice di Naruto

Okayama è un buon punto di partenza anche per una gita di un giorno al vortice di Naruto. Si tratta di un fenomeno naturale che si forma al largo della cittadina di Naruto, nel nord est dello Shikoku, è il vortice marino più famoso del Giappone e uno dei più imponenti al mondo.

Ad questo suggestivo fenomeno marino è stato dedicato un parco (Naruto Park) e si può osservare sia dalla passerella di un ponte, sia con gite in barca. Anche se le città meglio collegate al Naruto Park sono Osaka e Kobe, ci sono buoni collegamenti anche da Okayama. In un articolo di approfondimento ho spiegato come arrivare al vortice di Naruto.

Delizie dalla città di Momotaro

Kibi Dango

Uno dei souvenir più popolari di Okayama sono i kibi dango, dolci a forma di pallina tipici di questa città. Come molti altri dolci giapponesi hanno una parte esterna glutinosa (tipo mochi) e un ripieno dolce. Kibi significa miglio e un tempo la ricetta includeva anche il miglio, sostituito in seguito da ingredienti come riso e amido.

Confezioni di Kibi Dango
Confezioni di Kibi Dango, uno dei souvenir più popolari di Okayama – Photo by jpellgen (@1179_jp) CC BY-NC-ND 2.0

L’attuale kibi dango è insomma diverso dai kibi dango del passato, gnocchi di miglio che lo stesso  Momotaro offrì  ai suoi compagni di viaggio (cane, scimmia e fagiano) in cambio del loro aiuto.

Pesche bianche (momo, 桃, もも)

La prefettura che ha dato origine alla storia di Momotaro non poteva non essere famosa per le sue pesche (momo in giapponese), soprattutto per quelle bianche. La coltivazione delle pesche bianche iniziò nel 1875 ed ebbe successo grazie alle buone condizioni climatiche, al terreno e alle tecniche utilizzate. Sono coltivate diverse varietà per cui potete trovare pesche bianche fresche da fine giugno fino a metà agosto circa. Questo frutto è così importante per i locali che il pesco in fiore è stato scelto come Prefectural Flower di Okayama.

Festival a Okayama

Saidaiji Eyo Hadaka Matsuri (Naked men festival)

Nel terzo sabato sera di febbraio, in inverno avanzato, migliaia di uomini vestiti con il solo perizoma tradizionale si sfidano in una competizione per aggiudicarsi un talismano fortunato. È questo lo spirito del Saidaiji Eyo Hadaka Matsuri, un festival tradizionale che attira ogni anno fino a 10 mila partecipanti che per almeno un’ora corrono attorno al Saidaiji Kannon-in (tempio buddista), passando anche attraverso stagni d’acqua gelida, che si dice purifichi il corpo e lo spirito. È uno dei festival più eccentrici e vivaci del Giappone.

Come arrivare

Il Saidaiji Kannon-in è facilmente raggiungibile dalla stazione centrale di Okayama. Da qui bisogna prendere la linea JR Ako e scendere alla fermata Saidaiji, tempo di percorrenza 18 minuti. Dall’uscita sud della stazione Saidaiji il tempio dista circa 10 minuti a piedi.

Momotaro festival

Nel primo fine settimana di agosto di svolge il Momotaro Matsuri, due giorni di festival dedicati al ragazzo pesca. Tante danze al ritmo di Uraja (la canzone del festival che vi conquisterà con il suo ritmo), spettacoli, migliaia di persone, un’atmosfera di festa e squisito street food. Il festival si svolge lungo il fiume Asahi nei pressi del castello e del Koraku-en.

Danze a ritmo di Uraja!

Come arrivare a Okayama

In un paese ricco di mezzi di trasporto come il Giappone è molto semplice raggiungere Okayama. Le opzioni principali sono:

  • Shinkansen. Da Shin-Osaka circa 60 minuti con il Kodama, 15 minuti in meno con Nozomi e Mizuho; da Tokyo (Shinjuku) tra i 220 e i 230 minuti.
  • Aereo. Ci sono voli dall’Italia anche con un solo scalo, gestiti da China Eastern.
  • Bus e night bus. Okayama è collegata a Osaka e Tokyo (Shinjuku) da bus e night bus, verificate i prezzi perché in molti casi sono paragonabili a quelli dei treni, più comodi ed ecologici.

Note

1 Travel trend 2019 di Lonely Planet https://www.lonelyplanet.com/articles/travel-trends-for-2019-getting-off-the-touristed-path

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