Nellie Bly: una donna libera

Questo articolo non sarebbe stato possibile senza la lettura del libro Dove nasce il vento: vita di Nellie Bly, a free American girl

di Nicola Attadio

Metti che sei una donna, nell’America di fine ottocento. Non hai un marito e non fai parte dell’alta società. Non puoi contare sul benessere economico e magari non sei neppure particolarmente bella. Non hai diritto di voto e i sogni (i tuoi?) sono quelli che ti impongono gli uomini. Trovatene uno e andrà meglio. Le opportunità di lavoro? Sempre le stesse: in fabbrica, come domestica oppure se hai qualche ambizione in più, puoi pensare di frequentare una scuola. Ma ti servono i soldi e così ritorni al punto di partenza. Moglie e madre. 

Elizabeth Cochran, alias Nellie Bly, nasce nella contea di Burrell, Pennsylvania, una novantina di chilometri a est di Pittsburgh. È il 5 maggio del 1864. Abraham Lincoln è presidente degli Stati Uniti e la Guerra di Secessione è ancora in corso. Di lì a un anno il primo sarebbe stato assassinato e la seconda avrebbe visto la fine. Il padre Michael è un notabile cittadino. Ricco, benestante e con una sfilza di figlie e figli al seguito. Quindici in totale, avuti dalla prima e dalla seconda moglie, Mary Jane, la madre di Elizabeth. La piccola è la prediletta del padre, nutrita di affetto e di  montagne di abiti rosa, i suoi preferiti. Tanto che in casa viene soprannominata Pink.

Immigrati e operai non hanno voce nella stampa americana di fine ottocento. Figurarsi le donne. I giornali sono finanziati dai ricchi per dare notizie ai ricchi. Parlano di politica e del prezzo del carbone. Notizie di costume e del bel mondo cittadino. Quattro pagine e nessuna traccia delle condizioni degli operai nelle fabbriche, dell’onnipresente corruzione politica e degli intrecci tra quest’ultima e i grandi lobbisti americani. Un narcisismo patologico su scala nazionale.

New York alla fine del XIX secolo
New York alla fine del XIX secolo

Elizabeth Cochran, la futura Nellie Bly, avrebbe contribuito con la sue inchieste, molte delle quali sotto copertura, a cambiare il giornalismo americano per sempre.

Di volta in volta assunse l’identità di cameriera, operaia, matta, invalida, prostituta pentita e ragazza madre per dare voce a chi, sui giornali, voce non aveva. Le sue interviste a Belva A. Lockwood, prima donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti e a Susan B. Anthony (qui il testo completo in inglese) fondatrice dell’Associazione nazionale per il suffragio delle donne, contribuirono a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della parità di genere. La sua inchiesta undercovered (si finse pazza per dieci giorni) all’interno del Blackwell’s Asylum, a New York, diventò un caso nazionale, un libro di successo (Ten Days in a Mad-House) e portò al miglioramento delle condizioni di vita delle pazienti internate. Compì un giro del mondo in 72 giorni da sola e senza chaperon e un viaggio in Messico, con madre al seguito, per testimoniare le condizioni di vita degli abitanti delle campagne.

L’inizio di tutto questo?

Un articolo di giornale letto da Elizabeth, allora ventenne, nella sua casa di Allegheny, dove abitava in rassegnata miseria con la madre. Cinque anni a disperarsi e poi tutto cambia per la giovaneElizabeth, che sarà conosciuta da allora in poi con il nome di Nellie Bly: la giornalista più famosa d’America.

Ritratto di Nellie Bly, la giornalista più famosa d'America
Ritratto di Nellie Bly, la giornalista più famosa d’America

Nellie Bly, ovvero: come si diventa giornaliste nell’America di fine ottocento

Nel gennaio del 1885 Elizabeth Cochran non ha ancora vent’anni. Per mancanza di soldi, cinque anni prima, ha lasciato la Indiana Normal School. Le scelte per una donna povera e della sua età sono limitate, e nessuna di queste l’attrae. Trovare un marito, per carità. Dopo la morte del padre nel 1870 la madre si è risposata e la relazione è finita in tribunale. Lui, un uomo violento e alcolizzato, ha minacciato la moglie con una pistola e, alla causa di divorzio, aveva testimoniato la stessa Elizabeth.

Un lavoro in fabbrica, ma non è quello che vuole. Sarebbe un vicolo cieco e lei ha altri sogni. Ma non sa come realizzarli. Perché donna e perché povera.

Il quartiere povero di Hill District, Pittsbugh (USA)
Pittsburgh, quartiere di Hill District – University of Pittsburgh, copyright undetermined

L’articolo che legge una mattina di gennaio del 1870 sul Pittsburgh Dispatch è un classico repertorio dei più triti stereotipi sulle donne. Il titolo, più che eloquente del pezzo è What women are good for. In estrema sintesi buone per accudire i figli e occuparsi della vita domestica. Mogli e madri. Tutto qua. Nella lettera che Elizabeth invia al giornale, si firmerà Little Orphan Girl, la ragazza esprime tutta la sua frustrazione per i limiti ristretti di una società dove le istanze di emancipazione femminili sono viste come una mostruosità; nel migliore dei casi un pericolo. Il direttore del giornale George Madden, con notevole fiuto giornalistico, apprezza le idee poco convenzionali della ragazza. Non solo la invita al giornale, ma le propone una collaborazione. È l’inizio della carriera giornalistica di Elizabeth Cochran che da allora in poi si firmerà con il nome de plume di Nellie Bly. Il nome deriva da una canzone di Stephen Foster, quello di Oh Susanna!, dal titolo Nelly Bly.

La sede del Dispatch di Pittsburgh. Foto scattata il 20 giugno 1911 – University of Pittsburgh

I suoi articoli al Dispatch creeranno un putiferio. Le sue inchieste per il giornale alimenteranno dibattiti che andranno ben oltre la questione femminile. Adotterà il punto di vista delle donne divorziate che lei conosce bene. Compirà inchieste sotto copertura negli ostelli cristiani della carità testimoniandone le precarie condizioni igieniche. Sgancerà una bomba giornalistica scrivendo un articolo sulle condizioni di vita delle lavoratrici nelle fabbriche di Pittsburgh. Ostaggi dei capireparto, trattate alla stregua di macchinari, con un lavoro e uno stipendio, certo, ma a quale prezzo?

Il lavoro al Pittsburgh Dispatch proseguirà fino al marzo del 1887.

Nellie Bly dopo soli due anni di collaborazione ha messo a segno più stunt[1], nel gergo dell’epoca inchieste sensazionalistiche, di tutti i suoi colleghi messi insieme. Compreso un viaggio in Messico di sei mesi, accompagnata dalla madre Mary Jane, nella quale si fa testimone delle condizioni di vita degli emarginati e dalla cronica corruzione del Paese sotto il governo di Porfirio Diaz. Aggiungerà note di colore locale che faranno letteralmente impazzire di curiosità i lettori del giornale. Che, manco a dirlo, macinerà numeri da record.


Ma è tempo di cambiare e lei punta in alto, al cuore del giornalismo americano. Nella primavera del 1887, dopo 24 mesi di collaborazione, all’età di 23 anni lascerà la redazione del Dispatch con un breve messaggio destinato all’amico e collega Erasmus Wilson:

Caro Q. O., me ne vado a New York.
Sentirai parlare di me.
Bly[2].

Litografia di New York, 1873
Litografia di New York, 1873

Nellie Bly, Joseph Pulitzer e le inchieste undercovered

L’arrivo a New York dell’immigrato di origini ungheresi Joseph Pulitzer segna un punto di svolta nella storia del giornalismo americano. È il 1883 e il proprietario del St. Louis Post-Dispatch, ancora oggi il più importante quotidiano della capitale del Missouri, acquista il New York World. Il giornale, grazie a una serie di novità adottate da Pulitzer, diventerà nel 1885  il quotidiano più letto degli Stati Uniti. Prezzo basso, titoli cubitali, un numero di pagine superiore ai concorrenti e argomenti sensazionalistici sono i punti di forza della gestione Pulitzer. I suoi lettori di riferimento gli immigrati, i lavoratori. La gente comune.

La sede del World di New York. Foto del 1906.
A sinistra la sede del World a New York. Foto del 1906.

Nellie Bly arriva a New York nel 1887 con pochi soldi e grandi aspettative. L’intenzione è quella di farsi assumere al New York World di Jospeh Pulitzer. È il giornale che fa per lei. Inchieste contro i lobbisti corrotti e gli evasori fiscali. Titoli cubitali sparati nelle vie della città dagli strilloni. Viene letto dagli operai e dai facchini, dagli scaricatori di porto e sempre più spesso dai notabili della città che ne apprezzano e temono le inchieste.

Non senza difficoltà, è una donna sola e non fa parte di alcuna élite sociale, riesce a farsi assumere al World. Merito di un’inchiesta che propone all’allora direttore John A. Cockerill. L’idea è questa:

fingersi pazza e farsi internare
per dieci giorni
nel manicomio di Blackwell’s Island
a Manhattan

Illustrazione contenuta nel libro "Ten Days in a Mad-House"
Illustrazione contenuta nel libro “Ten Days in a Mad-House“, 1887, di Nellie Bly

Nellie Bly diventerà una delle pioniere del giornalismo undercovered. È la prima a vedere con i propri occhi e a uscire per poterlo testimoniare, le condizioni di vita delle donne internate. Non è necessario essere matte per varcare i cancelli del Blackwell’s Asylum, basta essere povere ed emarginate. E comunque, una volta dentro, matta finisci col diventarlo.

Docce fredde e umiliazioni, fisiche e psicologiche. Per cena una fetta di pane imburrato, cinque prugne secche e una tazza di tè. Le pulizie e il riordino della struttura sono affidate alle pazienti. Nel resto del tempo, quando non dormono, sono obbligate a sedere per ore e ore su panche di legno. Immobili. Il manicomio di Blackwell’s non è una punizione. È una condanna a vita.

Il Blackwell's Asylum
Il Blackwell’s Asylum

L’inchiesta per il New York World firmata Nellie Bly provoca un terremoto. E un balzo in alto nelle vendite del giornale. Viene nominata una commissione d’inchiesta e approvato uno stanziamento per migliorare il vitto e le condizioni igienico-sanitarie della struttura. Si procederà a valutare la professionalità del personale impiegato e si apre un acceso dibattito su tutta la questione. Da questo momento in poi, siamo nel 1887 e Nellie Bly è al World da neppure un anno, seguiranno una serie di stunt che la consacreranno come figura di punta del giornalismo americano.


Nel 1888 porterà avanti un’inchiesta sui legami tra politica e lobbisti. Dello stesso anno l’intervista a Belva A. Lockwood, prima donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti. Di li a qualche mese intervisterà in prigione Eva Hamilton, accusata del tentato omicidio della propria governante. E ancora articoli sulla disparità dei salari tra uomini e donne, sulle condizioni degli operai e di tutti coloro che voce non hanno. 

E poi nell’autunno del 1888 Nellie Bly propone al suo direttore un progetto di viaggio, un’idea assurda e fantastica al tempo stesso. Ci vorrà un anno prima che la direzione del giornale accetti la sua folle proposta. Folle per una donna, ovviamente. Ma quelli del World non potevano perdere un’occasione come questa.E poi non è così facile dire di no a una come Nellie Bly.

Nellie Bly, 1890

Il giro del mondo in 72 giorni: senza uomini per l’amor di dio!

Un preavviso di due giorni è tutto quanto le viene concesso per prepararsi al suo viaggio intorno al mondo. L’urgenza è determinata da una notizia giunta in redazione. Anche il Cosmopolitan, un giornale concorrente, ha ingaggiato una sua reporter, Elizabeth Bisland, per compiere la stessa impresa. Ma Nellie questo non lo sa.

I bagagli sono ridotti all’essenziale. Per passare da un mezzo di trasporto all’altro senza perdere tempo. Viaggia leggera, cosa impensabile per una donna del tempo. A meno di essere povere ovviamente, in quel caso scelta non c’è. E viaggia da sola, senza chaperon; altra cosa impensabile, a meno, di nuovo, di non essere povera. Alla sartoria Ghormley di New York le confezionano un cappotto in pelo di cammello estremamente robusto e resistente. Cappellino, un solo borsone ed è pronta a imbarcarsi a bordo della nave Augusta Victoria. Destinazione Londra. Da qui Calais, deviazione ad Amiens per incontrare Jules Verne e la moglie e poi in treno verso Bari. E poi Suez e Aden. Il porto di Colombo, in Sri Lanka e quello di Penang in Malesia e via da una città all’altra in un itinerario che potete seguire nella mappa in basso.

Mappa del viaggio di Nellie Bly
Mappa del viaggio di Nellie Bly

72 giorni, 6 ore e 11 minuti dopo arriva in New Jersey a bordo di un treno privato noleggiato dallo stesso Pulitzer, per consentirle di raggiungere in tempo il traguardo. È il pomeriggio del 25 gennaio 1890 e Nellie Bly viene accolta da una folla enorme che ha seguito la sua incredibile impresa sulle pagine del World. Per tenere agganciati i lettori la redazione del giornale ha promosso una lotteria e un gioco di società. Nellie Bly è una celebrità e il suo viaggio da record diventerà un libro:Around the World in Seventy-Two Days.

Stampe che raffigurano il viaggio intorno al mondo in 72 giorni di Nellie Bly
Stampe che raffigurano il viaggio intorno al mondo in 72 giorni di Nellie Bly

Negli anni successivi, da giornalista ormai affermata, Elizabeth Cochrane, ha aggiunto una e al cognome per renderlo più elegante, si dedicherà con poco successo alla narrativa noir e ritornata in forza alla redazione del World si occuperà delle questioni che più le stanno a cuore.

Del 1893 la sua intervista all’anarchica Emma Goldman, detenuta in carcere in attesa di sentenza. Descritta da Nellie Bly con la sensibilità che la contraddistingue, la Goldman appare ai lettori come una donna minuta e dagli occhi espressivi, ben diversa dal mostro omicida rappresentato dai giornali. L’anno successivo seguirà da vicino le proteste degli operai alle fabbriche di vagoni ferroviari Pullman. Ancora una volta il punto di vista adottato dalla Bly è quello della gente comune. Gli operai sono descritti come pacifici padri di famiglia in sciopero per ottenere dei contratti salariali migliori e migliori condizioni di vita. Alla fine delle proteste il bilancio sarà di 30 scioperanti uccisi e 57 feriti. Stiamo per arrivare alla fine, non temete, ma non prima di aver visto Nellie Bly in un ruolo che nessuno fino a ora si sarebbe aspettato: quello di moglie e industriale.

Nellie Bly, foto scattata intorno al 1890

Elizabeth Cochrane: la prima donna a capo di un’industria

Come moglie Elizabeth Cochrane riesce a scompaginare a meraviglia la pacifica esistenza di un ricchissimo industriale newyorkese: Robert Seaman. Si sposano nell’aprile del 1895. Lui ha 73 anni, lei 31. Lui ha fatto fortuna[3] nel mondo dell’imprenditoria e lei è una giornalista celebre per i suoi stunt. Le quotazioni danno la relazione perdente, fin dall’inizio. Dopo un anno di matrimonio i due sono già alle rotte. Ma con un coup de théâtre degno di Nellie Bly, il matrimonio regge al punto che la coppia si lascia alle spalle New York con tutti i suoi pettegolezzi e fa un in viaggio in Europa. Torneranno tre anni dopo nel 1899 e Nellie Bly sorprende ancora una volta la buona società americana prendendo in mano le redini dell’impresa del marito, la Iron Clad Manufacturing.

“the only woman in the world
personally managing industries of such magnitude .”[4]

L’unica donna al mondo a gestire
industrie di tale portata (trad.)

La parentesi industriale durerà dieci anni e consente a Elizabeth Cochrane Seaman di creare un’azienda modello. Biblioteca e luoghi di svago per gli operai. Pacchi di regalo natalizi, attenzione per le condizioni dei lavoratori e delle loro famiglie. Più una serie di nuovi brevetti che faranno decollare l’impresa. Il marito Robert morirà nel 1904. Le frodi perpetrate a danno di Elizabeth e dell’azienda da parte del fidato amico e collaboratore Edward Gilman porteranno nel 1911 a un’inaspettata quanto dolorosa bancarotta.

Nellie si ritrova da sola, lontana dalla famiglia del marito e dall’amata madre, Mary Jane e torna a vestire i panni della giornalista d’inchiesta grazie all’aiuto di un alleato di vecchia data; il potentissimo editor del New York Journal, Arthur Brisbane.

Elizabeth Cochrane Seaman (Nellie Bly) nel 1922
Elizabeth Cochrane Seaman (Nellie Bly) nel 1922

Come inviata del giornale parteciperà all’insediamento del presidente Wilson a Washington il 3 marzo del 1913, mentre due giorni prima la troviamo nella doppia veste di araldo e giornalista alla marcia delle suffragette. Di lì a sette anni le donne americane avrebbero finalmente ottenuto il diritto di voto. La carriera di Nellie Bly proseguirà con una serie di reportage dal fronte orientale durante la Seconda Guerra Mondiale. La prima donna[5] a visitare le zona di guerra al confine tra Serbia e Austria.  

Elizabeth Cochrane Seaman (alias Nellie Bly) muore a New York il 27 gennaio 1922.

Nellie Bly: libro, fonti e approfondimenti

Per chi fosse arrivato fino a qui e volesse approfondire la storia di Nellie Bly consiglio come punto di partenza il libro di Nicola Attadio, autore e conduttore della trasmissione Vite che non sono la tua su Radio 3.

Nel sito web Nellie Bly online potete trovare gli articoli pubblicati sui quotidiani con cui Nellie Bly ha collaborato nel corso della propria carriera.

Alla pagina di Wikisource il testo integrale (in inglese) del suo libro-inchiesta al Blackwell’s Asylum. Mentre la lettera inviata al Dispatch in risposta all’articolo What women are good for la trovate qui.

Dove nasce il vento: Vita di Nellie Bly – A free American girl
Nicola Attadio

Copertina del libro su Nellie Bly, scritto da Nicola Attadio

Per ora è tutto da Terra Incognita. Alla prossima!

Note

1 Per approfondimento sul termine stunt cfr. la pagina Wikipedia Nellie Bly Asylum exposé

2 N. Attadio, Dove nasce il vento. Vita di Nellie Bly, Bompiani, 2018

3 Robert Seaman, Wikipedia (en), 29 novembre 2020, da https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Seaman

4 Traduzione: L’unica donna al mondo che gestisce industrie di tale portata. Remarkable Nellie Bly’s Oil Drum, 29 novembre 2020, da https://www.aoghs.org/transportation/nellie-bly-oil-drum/

5 Nellie Bly Later Work, Wikipedia (en), 29 novembre 2020, da https://en.wikipedia.org/wiki/Nellie_Bly#Later_work

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