Carte geografiche antiche: i più grandi tesori della cartografia

L’attrazione per le mappe in generale e per le carte geografiche antiche in particolare ha in sé qualcosa di inspiegabile. Là dove i contorni cartografici si fanno più indistinti e sfumati l’osservatore riconosce la promessa di territori inesplorati, terre incognite tutte da scoprire. Promessa che nelle antiche carte geografiche viene ampiamente mantenuta; il mondo, perlomeno da un punto di vista eurocentrico (è bene ricordarlo), si va pian piano delineando nella sua reale estensione. I viaggi di esplorazione di Marco Polo verso est, rappresentati nella carta di Fra Mauro, quelli compiuti da Cristoforo Colombo verso ovest, riportati sul planisfero Castiglioni di Juan de la Cosa, la mappa di Martin Waldseemüller, con la quale si fa coincidere la nascita dell’America.

Viaggio nel tempo. La storia del mondo attraverso le mappe antiche.
Kevin J. Brown
Edizione illustrata

Sono solo alcuni dei più affascinanti esempi di mappe antiche sui cui confini osserviamo il lento svelarsi di un mondo nuovo, molto più vasto di quanto la Geographia di Tolomeo lasciava intendere. È una narrazione, quella presente nelle vecchie carte geografiche, che a partire dall’epoca d’oro delle esplorazioni marittime mette da parte i mostri della mappa mundi di Hereford, sostituendoli con una rappresentazione del mondo più funzionale alle logiche e necessità di mercanti e capitani di navi, avventurieri e sovrani. Non senza errori grossolani come l’Isola della California, ripensamenti e sostituzioni come quelli presenti nelle carte di Waldseemüller e inevitabili compromessi quando dobbiamo rappresentare su di un piano una superficie sferica. Come avvenuto nel mappamondo di Mercatore.

Questa è una breve storia delle mappe antiche e dei più grandi tesori della cartografia.

Tolomeo e la nascita della Geographia

Il nostro viaggio tra le antiche mappe geografiche inizia nella città di Alessandria d’Egitto, un tempo sede della grandiosa Biblioteca e dove all’incirca nel 150 d. C. il geografo greco Claudio Tolomeo disegnò la prima carta geografica del mondo allora conosciuto facendo uso di un reticolo di linee geometriche, corrispondenti alla latitudine e alla longitudine. Non senza difficoltà ed errori con cui avrebbero fatto i conti i cartografi successivi. Fu il matematico tedesco Carl Fiederich Gauss (1777-1855) a mettere una pietra sopra a tutta la questione dimostrando una volta per tutte l’impossibilità di proiettare su di un piano una superficie sferica. Da qui la triste conclusione che tutte le mappe sono sbagliate.

Una copia del XV secolo dell'antico planisfero di Tolomeo
Una copia del XV secolo dell’antico planisfero di Tolomeo – Autore: Francesco di Antonio del Chierico [Public domain]

Dell’originale planisfero di Tolomeo, ammesso che sia mai stato disegnato e su questo gli storici ancora dibattono, si sono perse le tracce e la mappa che vedete sopra è una copia risalente al XV secolo, realizzata tenendo conto dei dati geografici e delle indicazioni contenute nella sua Geographia. Quando l’opera di Tolomeo comparve per la prima volta in Europa rivoluzionò la cartografia continentale. La tradizionale disposizione delle mappe medievali con l’est in alto (da cui deriva il termine orientamento) fu sostituita dall’asse nord-sud, a cui si aggiunse il moderno reticolo cartografico ancora oggi in uso. Una rivoluzione che aprì la strada alla moderna cartografia. 

Perché le mappe sono sbagliate?

Se la faccenda che tutte le mappe sono sbagliate (sic!) non vi ha convinto, vi invito a guardare il video seguente, breve e ben fatto, in cui viene spiegata l’impossibilità di proiettare una superficie sferica (il nostro pianeta) su di un piano per ottenere una mappa geografica che sia allo steso tempo:

  • equivalente: capace di mantenere i rapporti tra le aree;
  • equidistante: capace di mantenere i rapporti tra le distanze da un punto;
  • conforme: capace di mantenere i rapporti tra gli angoli.

La Tabula Rogeriana e i viaggi di Muhammad al-Idrisi

La fine di alcune antiche mappe può essere piuttosto tragica, specie se incise su di una lastra d’argento. È il caso dell’originale Tabula Rogeriana realizzata dall’esploratore, cartografo e matematico islamico Muhammad al-Idrisi nel 1154 presso la corte di Ruggero II di Sicilia. Il prezioso planisfero venne fuso, con poco tatto, durante una sommossa popolare nella prima metà del XII secolo. al-Idrisi, prima di stabilirsi presso la corte di Palermo compì viaggi in nord Africa, Inghilterra e Anatolia, raccogliendo aneddoti e informazioni che sarebbero poi confluiti nella sua opera più importante: il Libro di Ruggero.

Tabula Rogeriana, mappa antica realizzata da Muhammad al-Idrisi nel 1154
Tabula Rogeriana, mappa antica realizzata dall’esploratore, cartografo e matematico islamico Muhammad al-Idrisi nel 1154 presso la corte di Ruggero II di Sicilia – Ricostruita da Konrad Miller (1844-1933) [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons

Questa antica rappresentazione del mondo è costituita dalle settanta carte regionali che compongono il Libro di Ruggero e per l’accuratezza dei dettagli e l’ampiezza dell’area geografica coperta rappresenta una delle carte geografiche antiche più preziose per la storia della cartografia. La Tabula Rogeriana è anche un esempio dell’orientamento sud-nord delle antiche mappe islamiche con la Mecca come direzione sacra[1] (qibla) e punto di riferimento cartografico.

La storia del mondo in dodici mappe
Jerry Brotton

La storia del mondo in dodici mappe

Un antico planisfero: il mappamondo di Fra Mauro a Venezia

Se nella seconda metà del XV secolo aveste avuto la necessità di ottenere informazioni sul mondo allora conosciuto, per diletto o commercio, l’uomo giusto per voi sarebbe stato Fra Mauro. Chissà come questo frate dell’ordine dei camaldolesi ne sapeva più di molti mercanti, cartografi ed eruditi del suo tempo. Al netto delle esagerazioni, sviste e licenze cartografiche il mappamondo di Fra Mauro, oggi conservato nella Biblioteca Marciana di Venezia, è una delle mappe medievali più precise e dettagliate della sua epoca. Alla realizzazione di questo tesoro della cartografia antica collaborò, con tutta probabilità, anche un cartografo veneziano, tale Alessandro Bianco.

Il mappamondo di Fra Mauro, un planisfero del 1460
Il mappamondo di Fra Mauro, un planisfero antico oggi conservato nella Biblioteca Marciana di Venezia – [Public domain]

L’importanza del planisfero di Fra Mauro è evidente dalla ricchezza di dettagli, vi compaiono quasi 3mila iscrizioni[2] oltre a un imponente apparato di descrizioni e fatti storici e geografici utili all’interpretazione del planisfero. Un’opera questa per la cui realizzazione furono determinanti i viaggi di Fra Mauro, gli incontri con altri esploratori, mercanti e letterati. Non da ultima l’influenza di un libro, Il Milione, a cui Fra Mauro attinse per le regioni orientali dell’ecumene da lui disegnato. Sembra, ma non ci sono fonti storiche a corroborare questa ipotesi, che il frate veneziano sia perfino entrato in possesso di una mappa disegnata dallo stesso Marco Polo e raffigurante la regione del Catai[3] . Questa possibilità è suggerita da Simon Garfield nel suo libro Sulle mappe. Il mondo come lo disegniamo (leggi la nostra recensione per saperne di più).

Sulle Mappe
Simon Garfield
Il mondo come lo disegniamo

Sulle Mappe

La prima mappa del Nuovo Mondo: il planisfero di Juan de la Cosa

Proprio così, il Planisfero di Juan de la Cosa, cartografo, esploratore e pilota, è la prima carta nautica a rappresentare le coste del continente americano. Risalente al 1500 questa antica carta geografica è il risultato delle rilevazioni compiute dallo stesso Juan de la Cosa nel corso delle prime esplorazioni del Nuovo Mondo. Fu a bordo della Santa Maria, nel primo viaggio di Cristoforo Colombo e di nuovo nel secondo, in qualità di pilota a bordo della Santa Clara. Partecipò a un terzo viaggio verso ovest nel 1497 con Amerigo Vespucci a cui ne seguirono altri quattro.

Planisfero di Juan de la Cosa, la prima carta nautica a rappresentare le coste del continente americano
Planisfero di Juan de la Cosa, cartografo, esploratore e pilota, la prima carta nautica a rappresentare le coste del continente americano – Naval Museum of Madrid [Public domain]

Il planisfero di Juan de la Cosa è disegnato su modello degli antichi portolani e risulta piuttosto scarno in fatto di indicazioni. Il nuovo continente che come tale sarebbe stato riconosciuto solo successivamente, è delineato in maniera sommaria e una degli aspetti più interessanti e curiosi  è il suo orientamento: con l’ovest in alto. 

Nuovo mondo updated: il planisfero di Cantino

Di poco posteriore alla precedente (1502) il planisfero di Cantino è la prima carta geografica a rappresentare il Nuovo Mondo come un territorio a sé stante[4]. Fu trafugata da tale Alberto Cantino su incarico del Duca Ercole d’Este, signore di Ferrara che venne così a conoscenza delle informazioni in mano ai portoghesi sui nuovi territori scoperti. Esplicito in questo senso il titolo che compare sulla mappa: Carta per la navigazione nelle isole recentemente scoperte nelle parti dell’India. Il planisfero di Cantino è oggi conservato presso la Biblioteca Estense di Modena.

Planisfero di Cantino:  la prima carta geografica antica a rappresentare il Nuovo Mondo come territorio a sé stante
Planisfero di Cantino (1502), la prima carta geografica antica a rappresentare il Nuovo Mondo come territorio a sé stante – [Public domain]

La mappa di Martin Waldseemüller e la “nascita” dell’America

Nel 2003 la Library of Congress si è aggiudicata, al termine di una trattativa durata diversi anni, una delle più preziose e raffinate mappe antiche risalenti al periodo d’oro delle esplorazioni marittime. Costo dell’operazione: 10milioni di dollari. Il valore politico e storico di questa mappa è enorme, visto che vi compare per la prima volta il termine America. La mappa di Waldseemüller è di fatto il certificato di nascita dell’America, la legittimazione di un punto d’origine preciso[5] a cui, come ci ricorda Jerry Brotton nel suo libro (La storia del mondo in dodici mappe) ogni Nazione aspira. 

Per approfondire l’argomento potete leggere la nostra recensione a La storia del mondo in dodici mappe nella sezione guide di Terra Incognita.

Mappa di Waldseemüller, la prima carta geografica antica in cui compare il termine America
Mappa di Waldseemüller, la prima carta geografica antica in cui compare il termine America – Autore: Martin Waldseemüller [Public domain]

Tutta la faccenda appare quantomeno ironica se guardiamo nel dettaglio alla mappa di Waldseemuller, dove la parola America è impiegata dal cartografo olandese per indicare il territorio corrispondente all’attuale Patagonia. Più che alla nascita di una Nazione la carta di Waldseemüller fa riferimento in maniera inequivocabile al definitivo riconoscimento del Nuovo Mondo come un continente a sé stante: la quarta parte della terra […] la terra di Amerigo potremmo dire, o America perché fu scoperta da Amerigo[6].

Dettaglio della mappa di Waldseemüller che mostra il Sud America e la parola "AMERICA"
Dettaglio della mappa di Waldseemüller che mostra il Sud America e la parola “AMERICA” – Autore: Martin Waldseemüller [Public domain]

Martin Waldseemüller: dall’America alla Terra Incognita

Un anno dopo la pubblicazione del certificato di nascita dell’America, Martin Waldseemüller sembra aver avuto un ripensamento repentino. Nel 1507 realizza, infatti, la sua Tabula Terre Nove, un’antica carta geografica appositamente dedicata al Nuovo Mondo. Depenna la parola America sostituendola con la più suggestiva espressione di Terra Incognita. Un ripensamento non certo raro tra i cartografi della prima metà del XVI secolo, quando ancora confini, linee di costa, toponimi e interi territori del misterioso ovest si andavano poco a poco delineando. 

Tabula Terre Nove, un’antica carta geografica dedicata al Nuovo Mondo
Tabula Terre Nove, un’antica carta geografica dedicata al Nuovo Mondo. Waldseemüller sostituisce la parola America con Terra Incognita – Martin Waldseemüller [Public domain]

La prima mappa del mondo: il planisfero di Diego Ribeiro

Uno dei segreti meglio custoditi della Corona spagnola è stato, per molto tempo, un’antica carta geografica conservata all’interno della Casa de Contratación di Siviglia. La mappa, conosciuta come Padrón Real, veniva di volta in volta aggiornata con informazioni provenienti dai viaggi per mare compiuti dal Regno di Spagna nel corso del XVI secolo. Al tempo delle grandi scoperte le mappe venivano trattate alla stregua di un segreto di Stato ed era fatto obbligo ai piloti delle navi spagnole di portare a bordo una copia, aggiornata, della Padrón Real.

Planisfero di Diego Ribeiro (1529), la più antica mappa mondiale
Planisfero di Diego Ribeiro (1529), la più antica mappa mondiale – Autore: Diego Ribero [Public domain]

La mappa originale è andata perduta, ma sono giunte fino a noi mirabili copie di questa preziosa testimonianza cartografica del grande periodo delle esplorazioni marittime. Il grande planisfero di Diego Ribeiro (1529) è la prima mappa mondiale basata sulle osservazioni dirette compiute da Pigafetta, Elcano e Magellano nel corso della prima circumnavigazione del globo. In questa antica carta geografica appare evidente, per la prima volta, la reale estensione dell’Oceano Pacifico e vengono cartografate con un’accuratezza senza precedenti le coste dell’America meridionale e quel passaggio verso ovest che Ferdinando Magellano impiegò mesi a individuare e che oggi porta il suo nome.

Gerardo Mercatore e la prima mappa moderna

Nel 1569 il geografo fiammingo Gerardo Mercatore dette alle stampe una mappa del mondo impiegando un innovativo modello di proiezione che avrebbe rivoluzionato la storia della cartografia. L’influenza di Mercatore è ancora oggi evidente: le mappe del mondo attuali, da quelle presenti nelle scuole alla mappa digitale di Google Maps sono realizzate impiegando la proiezione di Mercatore. Come tutte le proiezioni cartografiche anche quella di Mercatore non era esente da inevitabili errori.

Planisfero di Mercatore
Planisfero di Mercatore con la sua innovativa proiezione geografica – Gerardo Mercatore [Public domain]

Ma la mappa del mondo di Gerardo Mercatore aveva dalla sua un vantaggio notevole, vale a dire una maggiore affidabilità da un punto di vista nautico rispetto alle carte precedenti; che poi era quello che interessava eventuali acquirenti e committenti, capitani di navi e piloti, impegnati nella rilevazione e scoperta delle nuove terre dell’ovest. Il vantaggio decisivo apportato da Mercatore è stata la capacità di manipolare gli anelli della latitudine in modo che s’intersecassero sempre con i meridiani formando angoli retti. In tal modo i naviganti avrebbero potuto percorrere una rotta rettilinea, seguendo la direzione costante rilevata dalla bussola[7].

Le più grandi collezioni digitali di mappe antiche

Se vi è venuta una gran voglia di spulciare archivi storici alla ricerca di mappe antiche, portolani e vecchie carte nautiche, bene, buon segno; e per facilitarvi nell’esplorazione dell’affascinate mondo dell’antica cartografia propongo qui di seguito le più importanti collezioni online (gratuite) di mappe antiche.

David Rumsey Historical Map Collection

Un patrimonio cartografico di oltre 94mila mappe antiche. Si tratta di una delle più grandi collezioni private del mondo. La maggior parte delle mappe presenti nella collezione coprono il territorio degli Stati Uniti nel periodo storico compreso tra il XIX e XX secolo. Se volete esplorare altri continenti, niente paura, nella David Rumsey Collection potete trovare antichi portolani, mappe storiche e geografiche di Asia, Europa, Africa e Oceania.

Notti insonni garantite per tutti i cacciatori di mappe antiche.

Old Maps Online

Uno strumento indispensabile per gli esploratori. Old Maps Online funziona come Google Maps: inserite il nome di una località o di un territorio e ottenete come risultato le mappe storiche di quell’area. Cliccando sulla mappa che vi interessa verrete reindirizzati al sito web dell’istituzione che la ospita. Attualmente il sito web di Old Maps Online collabora con la David Rumsey Collection, la Library of Congress, la Moravian Library, la Land Survey Office Czech Republic, e la National Library of Scotland.

Home page di OldMapsOnline.org, specializzato in mappe antiche
Home page di OldMapsOnline.org, specializzato in mappe antiche

Geographicus Rare & Antiques Maps

A New York, in Putnam Avenue 923 (Brooklyn) ha sede il negozio antiquario Geographicus che dal 1999 colleziona e commercializza mappe antiche. Se volete dare un’occhiata, senza impegno, alla collezione di antiche carte geografiche dell’antiquario newyorkese c’è una buona notizia. Oltre 2mila mappe sono state digitalizzate e rese disponibili su Wikimedia Commons. Carte geografiche antiche dal XVII secolo agli inizi del XX.

Mappa di Mercatore del Polo Nord
Mappa di Mercatore del Polo Nord, una delle mappe antiche presenti su Geographicus Rare & Antiques Maps – http://www.geographicus.com/mm5/cartographers/mercator.txt [Public domain], via Wikimedia Commons

Note

1 Jerry Brotton, La storia del mondo in dodici mappe, Feltrinelli, 2013, pag. 80.

2 Fonte wiki: https://it.wikipedia.org/wiki/Mappamondo_di_Fra_Mauro

3 Simon Garfield, Sulle mappe. Il mondo come lo disegniamo, Tea, 2018, pag. 79

4 Fonte wiki: https://it.wikipedia.org/wiki/Planisfero_di_Cantino#Scoperte

5 Jerry Brotton, La storia del mondo in dodici mappe, Feltrinelli, 2013, pag. 173.

6 Jerry Brotton, La storia del mondo in dodici mappe, Feltrinelli, 2013, pagg. 188-189.

7 Simon Garfield, Sulle mappe. Il mondo come lo disegniamo, Tea, 2018, pag. 132

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