Mappa mundi Hereford: la più grande mappa della cartografia medievale

La stazione dei treni di Euston Station di Londra, a pochi passi dal British Museum, è il nodo ferroviario per le carrozze provenienti dalla Scozia, dalle Midlands Occidentali e dal Galles. È da qui che partono anche i treni diretti a Hereford.

Il viaggio da Londra a Hereford dura poco meno di tre ore. Un bel viaggio in treno attraverso la campagna inglese. Ci si sente viaggiatori per davvero, viaggiatori d’altri tempi, non fosse che per le carrozze nuove, l’assenza di fumo e i cellulari che rendono difficile la conversazione.

Che Hereford non sia il primo posto che viene in mente quando si pensa all’Inghilterra è più che comprensibile; valeva lo stesso nel Medioevo, con mete più allettanti, ieri come oggi.

Ma se siete appassionati di mappe e cartografia antica, il viaggio verso Hereford vale il biglietto da £6 per accedere al museo della cattedrale. Pellegrinaggio laico per ammirare la più grande mappa medievale a oggi conservata.

Lamappa mundi di Hereford è una delle più potenti testimonianze visuali  per capire il modo in cui il Medioevo rappresentava e vedeva il mondo, conosciuto e sconosciuto. La mappa mundi è anche una delle mappe più importanti della cartografia, ma è anche un bestiario medievale, una summa dei saperi del tempo, una rappresentazione di luoghi biblici, mitici e reali. Tutti incisi, sulla pelle della mappa, in una contingenza spaziale che mette insieme la Torre di Babele, Gerusalemme, l’Arca di Noè, il Vello d’oro, Parigi, Hereford stessa, senza preoccuparsi troppo delle distanze reali o di una precisa collocazione dei luoghi sulla mappa.

Perché la mappa mundi di Hereford è un’immagine del mondo definita dalla teologia1 una raffigurazione del territorio dove è la fede a stabilire coordinate e punti di riferimento, di un viaggio nello spirito prima ancora che nello spazio.

Mappa Mundi di Hereford
Mappa Mundi di Hereford

Mappa mundi: un enigma da decifrare

Ovvio che, dati questi presupposti, il moderno pellegrino in viaggio verso Hereford ha più di una difficoltà, quando, varcate le porte della cattedrale, si trova di fronte alla mappa mundi. Ogni punto di riferimento a noi noto scompare, in un accavallarsi di città turrite (che sembrano tutte uguali), di fiumi e mari (che facciamo fatica a decifrare), di bestie cornute e strani animali la cui collocazione in quel punto della mappa ci è del tutto incomprensibile. Se a questo aggiungiamo il fatto che la mappa di Hereford è disposta con l’est in alto, la topografia ne risulta ancora più enigmatica.

Vien voglia di mollare tutto, uscire dalla cattedrale, imboccare Castle St. svoltare a sinistra, proseguire dritti fino all’incrocio con Saint Owen e girare a destra per trovarsi di fronte al The Barrels: ordinare una pinta di birra, magari due, e dimenticare la mappa mundi di Hereford con tutti i suoi enigmi.

Questione di orientamento

Per chi non avesse perso la sobrietà, e neppure la speranza di decifrare gli enigmi della mappa di Hereford, suggerisco di riorientare la mappa di 90° in senso orario. In questo modo abbiamo una più comoda disposizione con il nord in alto e tutti gli altri punti cardinali nella “giusta” direzione. Giusta per noi, ovviamente, visto che la disposizione precedente è stata impiegata in tutte le mappe mundi medievali fino al XV secolo. 

Il termine orientamento deriva, infatti, dalla parola latina oriens, la direzione da cui sorge il sole: associata al rinnovamento, alla nascita e, in epoca cristiana, alla gloria di dio. L’est era la sede del Paradiso Terrestre, il nord non prometteva nulla di buono, l’ovest era associato alla morte (è là che tramonta la luce) e il sud risultava, tutto sommato, piuttosto innocuo. Ecco spiegata la strana disposizione della mappa mundi di Hereford e il perché della difficoltà di orientamento, da parte nostra, all’interno della mappa.

Per seguire ancora meglio lo storyboard disegnato dai cartografi medievali sulla mappa di Hereford sarà utile dare un ultimo cenno alla disposizione dei continenti. Nulla di complicato, per carità, una volta capito dove guardare.

La disposizione è quella delle cosiddette mappe T-O (con la T inscritta nella O). La Terra diventa un cerchio (la O), ai margini del quale troviamo il Mare Oceanus; la T divide il mondo in tre aree: Asia (in alto), Africa (a destra) ed Europa (a sinistra). E questa è anche la disposizione delle terre presenti nella mappa mundi di Hereford.

Esempio di Mappa T-O
Esempio di Mappa T-O

Con un piccolo dettaglio da considerare: l’incauto cartografo medievale ha commesso un errore. La scritta Africa compare infatti sulla sinistra della mappa e l’Europa la troviamo a destra. Non vorremmo essere stati nei suoi panni quando il committente si sarà reso conto del refuso!

Imago mundi medievale: di luoghi, bestie e strane creature

Sul sito ufficiale2 della Mappa Mundi troviamo scritto:


The Mappa Mundi contains over 500 drawings, depicting 420 cities and towns, 15 Biblical events, 33 plants, animals, birds and strange creatures, 32 images of the peoples of the world and eight pictures from classical mythology.

Come se non bastasse sulla mappa realizzata in pelle di vitello troviamo oltre mille didascalie tra cui quella, in basso a sinistra, che ha fornito agli studiosi indicazioni importanti sull’autore della carta di Hereford. Tale Richard di Haldingham che invita i “lettori” della mappa a pregare per la sua Salvezza:


Tuz qui cest estoire ont
Ou oyront ou liront ou verront
Prient à Jhèsus en Deyté
De Richard de Haldingham et de Lafford eyt pité
Ki l’at fet et compassé
Ke joie en cieli li set doné3

Un’ulteriore dimostrazione di come la Fede abbia plasmato la mappa mundi di Hereford in una società, quella medievale, la cui imago mundi era rappresentazione terrena del Regno di Dio.

I luoghi della Mappa mundi

Orientarsi nella più grande mappa della cartografia medievale è tutt’altro che semplice. La pelle di vitello che ci troviamo di fronte misura 150 cm di altezza per 133 cm di larghezza. A rendere ancora più difficile la lettura è il sovraffollamento di illustrazioni: ogni punto della mappa è stato utilizzato e nessun lembo sprecato.

Al centro di tutto Gerusalemme. Scorrendo con lo sguardo verso il basso incontriamo Roma. Alla sua sinistra Parigi, coperta di graffi: un possibile indizio dei difficili rapporti tra Inghilterra e Francia alla fine del XIII secolo. Quando, con tutta probabilità, la mappa di Hereford è stata realizzata. Procedendo verso destra, nel mezzo del Mediterraneo, spiccano la Sicilia (dall’inconfondibile forma triangolare) e la Sardegna, disegnata a mo’ di piede. Ichnusa era il termine greco per designare l’isola e che significa appunto orma.

Mappa di Hereford: la porzione con Roma, Sicilia e Sardegna
Mappa di Hereford: la porzione con Roma, Sicilia e Sardegna

I luoghi reali si mischiamo a quelli biblici e mitologici senza soluzione di continuità. In alto, sopra Gerusalemme, è collocata la Torre di Babele, poco distante, alla sua sinistra, l’Arca di Noè. Ai margini del mondo conosciuto la raffigurazione di due colonne indica inequivocabilmente lo Stretto di Gibilterra. All’autore non interessava e non ci pensava neppure a una raffigurazione geografica del mondo, in senso moderno; sarebbe stato, per lui, inutile anche solo affrontare la questione, perché le mappae mundi medievali si proponevano di proiettare sulla superficie della rappresentazione una storia cristiana di creazione, salvezza e giudizio finale.4

Tutto il resto erano futilità o peggio ancora blasfemia.

Mappa di Hereford: la porzione con la Torre di Babele e l'Arca di Noè
Mappa di Hereford: la porzione con la Torre di Babele e l’Arca di Noè

Bestie e strane creature

Più ci allontaniamo dal centro della mappa (Gerusalemme) e più il mondo si popola di esseri mostruosi, creature strane che non sfigurerebbero affatto in un bestiario medievale.

Alla destra di Gerusalemme incontriamo la mandragora, il cui aspetto ricorda quello di un uomo e un paio di unicorni. Ai confini dell’Ecumene5 la faccenda diventa ancora più bizzarra. In Nubia troviamo la popolazione dei blemmi: esseri privi di collo e testa con occhi e bocca posti sul petto. A seguire gli sciapodi, dotati di una sola gamba e un unico gigantesco piede con cui si riparavano dal sole. La collocazione è in India, dove si riteneva che queste bizzarre creature abitassero.

Sciapode e blemmi
Sciapode (sulla sinistra) e blemmi (a destra)

Per ognuna di loro l’autore attinge a fonti sia cristiane che greche, inserendo brevi didascalie che farebbero impallidire Piero Angela. Alla lince, ad esempio, che percorre sulla mappa le lande dell’Asia Minore, sono attribuiti poteri soprannaturali, come la capacità di vedere attraverso i muri, e abitudini poco eleganti come quella di urinare pietre nere.

Compaiono tigri e leoni accompagnati da bestie della mitologia greca quali la manticora equipaggiata di: triplice fila di denti, volto umano, occhi gialli, manto rosso, corpo di leone, coda di scorpione e voce sibilante. Un animaletto la cui collocazione è l’Etiopia, ai confini con la zona che nel Medioevo si riteneva fosse inabitabile per via del caldo estremo. 

E via di questo passo attraversiamo il mondo per imbatterci in luoghi, eventi, bestie e leggende che popolano la Mappa Mundi di Hereford in un unico momento: che è quello rappresentato sulla carta.


Sodoma e Gomorra, la Crocifissione di Cristo, l’episodio biblico del passaggio del Mar Rosso, il Labirinto di Dedalo della mitologia classica; Parigi e Roma, Verona e Hereford, Gerusalemme e Siviglia.

È forse proprio questa la vera essenza delle mappae mundi medievali e di quella di Hereford in particolare. Lo spazio geografico non ha alcuna importanza se non come rappresentazione della fede, dove ogni luogo è associato a un evento spirituale. 

 

Un passo fuori dalla Cattedrale di Hereford

Uscendo dalla cattedrale di Hereford, dove è conservata la mappa mundi, si ha la sensazione di aver percorso non miglia, ma millenni. E pensare che questa meraviglia cartografica ha rischiato, a suo tempo, di essere messa all’asta6. Nel 1988 il decano della cattedrale, Peter Haynes, dopo averle tentate tutte, decise, come extrema ratio, di recuperare i soldi necessari a rimettere in sesto il tetto dell’edifico, a rischio crollo, mettendo all’incanto la Mappa Mundi. Tentativo, scongiurato in extremis, grazie all’intervento del miliardario Paul Getty e del National Heritage Memorial Fund. Nacque così il Mappa Mundi Trust, progetto che rese possibile la realizzazione del nuovo edificio che ancora oggi ospita la carta di Hereford, oltre a una messa a nuovo della stessa: nei confronti della quale il tempo e l’umidità non erano stati affatto clementi.

Dopo lo smarrimento provato al primo sguardo della mappa, vien da chiedersi, una volta attivato di nuovo Google Maps con tutte le sue funzionalità e icone e distanze e percorsi più brevi per destinazioni ben segnalate e georeferenziate sulla moderna mappa del mondo, se nel frattempo non ci siamo persi qualcosa. E non sto parlando di fede, che quella ognuno ha i suoi modi e luoghi dove trovarla, ma della magia di una Terra Incognita. E questa è tutta un’altra storia.

Note

1 Jerry Brotton, Storia del mondo in dodici mappe, Feltrinelli, 2012, p. 112.

2 https://www.themappamundi.co.uk/mappa-mundi/

3 Andrea Cantile, Lineamenti della storia della cartografia italiana, GEOWEB, 2013, PDF, pp. 104-104.  trad. Tutti coloro che possiedono questa storia, che la sentiranno, la leggeranno o la vedranno, preghino Gesù nella sua Divinità, perché abbia pietà di Richard di Haldingham e Lafford, che l’ha costruita e messa in compasso, perché gli sia data gioia in Cielo

4 Jerry Brotton, Storia del mondo in dodici mappe, p. 125

5 L’ecumene indicava nel Medioevo la porzione di terra allora abitata e conosciuta.

6 Simon Garfield, Sulle mappe, TEA, 2018, p.39 e ss.

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