Libri e romanzi sui samurai: 11 titoli per scoprire il Giappone feudale e il bushido

Da quando il Giappone pose fine al suo isolamento nel periodo Meiji (1868 – 1912), l’Occidente si scoprì affamato dell’esotismo e del fascino emanato dalla cultura giapponese. Nel 1873 fu coniato il termine Japonisme (Giapponismo), legato all’attrazione dei pittori francesi verso l’arte giapponese come La grande onda di Kanagawa e le altre stampe ukiyo-e. In quegli stessi anni Lafcadio Hearn pubblicava la sua raccolta di leggende giapponesi che mostrava agli occidentali un mondo misterioso e a tratti bizzarro, mentre nel 1900 il nipponico Nitobe Inazō pubblicava Bushido: l’anima del Giappone, il primo libro sui samurai scritto in lingua inglese.

Verso la fine del diciannovesimo secolo l’epoca dei samurai era appena terminata e alcuni clan iniziarono a vendere i tesori di famiglia nel mercato artistico internazionale. Il mondo stava scoprendo le testimonianze di un’epoca da poco conclusa, che andava assolutamente studiata, ricordata, comprata sul  mercato dell’arte e arricchita con la fantasia[1]. Al testo di Nitobe Inazō sul bushido (1900) fecero seguito altri libri e romanzi sui samurai e sul Giappone feudale. Tra questi, il romanzo storico Musashi (1935), opera di fantasia ma elaborata su fatti realmente avvenuti che prendono il via dal campo della battaglia di Sekigahara.

Da allora il mondo dei leggendari spadaccini giapponesi è divenuto protagonista di numerosi testi, di romanzi storici ambientati in Giappone come Shogun, di libri sul Giappone feudale come La storia segreta dei samurai, ma anche di libri sui samurai per bambini come Shotaro – Il bambino che voleva diventare samurai. Qui ho raccolto i testi che ho letto sui mitici guerrieri giapponesi, i ronin, gli shogun, undici libri e romanzi sui samurai che vi faranno immergere per un po’ nelle avventure dei valorosi spadaccini e che, magari, vi saranno di ispirazione per un viaggio in Giappone.

I Samurai, di Stephen Turnbull

I Samurai è un libro che ho amato, sia come contenuti che come prodotto editoriale. Un amore a prima vista, grazie alle immagini belle e utili, ai testi ben scritti che accompagnano nella storia, nella vita e nello spirito dei samurai. In questo libro c’è tutto quello che c’è da sapere sui valorosi guerrieri giapponesi: la vita e la morte del samurai, armi e armature, il guerriero in battaglia, il bushido; il testo è corredato da diversi approfondimenti: sui monaci guerrieri, sulla realizzazione delle spade, ma anche su pratiche macabre come il collezionare teste. Ho apprezzato particolarmente il capitolo sulle fortezze, è un aspetto che non ho trovato in altri libri e Stephen Turnbull, anche attraverso splendide fotografie, descrive come si sono evoluti i castelli giapponesi e il ruolo che hanno avuto nelle guerre, inclusa la ribellione di Satsuma guidata da Saigō Takamori, l’ultimo samurai.

Le immagini sono fantastiche, utilissime e accompagnate da didascalie. Guardando foto e immagini si scoprono i dettagli delle armature, le dinamiche delle battaglie e dei combattimenti, le strutture dei castelli, delle mura e il loro perché, gli interni delle residenze (yashiki) dei samurai, e molto altro ancora. Se siete appassionati di samurai e Giappone feudale passerete delle splendide ore insieme a questo libro.


I samurai

Stephen Turnbull


I Samurai, di Stephen Turnbull, è forse la più bella e completa immersione nel mondo dei samurai, un libro che senz’altro amerete. Ed è pure ottimo il rapporto qualità prezzo, considerando la qualità della carta, della stampa, delle immagini e la cura generale del libro.

La storia segreta dei samurai, di Jonathan Clements

Un viaggio nella storia e nella cultura dei samurai, dalla loro origine come servitori della nobiltà, fino a vera e propria casta in grado di decidere le sorti del paese. La storia segreta dei samurai è un saggio storico ben scritto, scorrevole e a tratti appassionante come un romanzo; Jonathan Clements, l’autore, è abilissimo a muoversi tra fonti storiche, antichi romanzi e vere e proprie leggende. Leggendo il libro si ha presto la sensazione di essere accompagnati da una guida sicura, affascinata dal mondo dei samurai, ma attenta a non cadere nelle trappole delle esaltazioni, delle invenzioni, cercando di ricostruire i fatti storici come sono realmente, o probabilmente, accaduti.

Leggendo la storia degli spadaccini giapponesi, si entra pian piano anche nella cultura e nella filosofia dei samurai, nella mentalità che li guidava e che ancora in parte permea il Giappone attuale. È interessante da questo punto di vista il capitolo finale, dedicato all’eredità culturale dei samurai nell’arte, nella letteratura, nel cinema e nella TV, dove i mitici guerrieri ancora vivono dopo oltre un secolo e mezzo dalla fine dello shogunato Tokugawa.


La storia segreta dei samurai

Jonathan Clements


Il saggio di Jonathan Clements ripercorre più di mille anni di storia del Giappone, con i samurai sempre al centro della narrazione. È un libro per tutti, anche se forse per chi parte da zero è meglio leggere prima un romanzo sul Giappone feudale come Musashi di Eiji Yoshikawa o Shogun di James Clavell.

Shogun, di James Clavell

La narrazione inizia con un naufragio, un avvio forse fin troppo da manuale che dà vita però a una storia appassionante. La nave in questione è l’Erasmus, battente bandiera olandese e guidata dall’inglese John Blackthorne, che insieme ad altri superstiti riesce a salvarsi lungo le coste del Giappone. Siamo nel 1600 e da qui ha inizio l’avventura di Blackthorne nel Giappone feudale.

Shogun è un romanzo storico corposo, un’avventura di un migliaio di pagine che si lasciano letteralmente divorare e che ci immergono in uno dei momenti più avvincenti della storia giapponese. Nella narrazione si incontrano samurai, signori feudali (daimyō), navigatori portoghesi, padri gesuiti, donne influenti come Toda Mariko, che avrà un ruolo chiave nel romanzo. È un viaggio nel Giappone che si stava aprendo al commercio con l’occidente e in parte al cristianesimo, prima di chiudersi di nuovo per i successivi due secoli; è uno dei momenti più affascinanti e critici nella storia del paese che, con battaglie sul campo e diplomatiche, si avviava a unificarsi sotto un unico shogun.

Un romanzo appassionante, ben scritto e con una forte base storica. Molti personaggi, tra cui buona parte di quelli chiave, sono basati su figure storiche reali. Ad esempio il personaggio di Blackthorne è ispirato al navigatore inglese William Adams, Yoshi Toranaga al militare giapponese Tokugawa Ieyasu, Ishido a Ishida Mitsunari, grande avversario di Tokugawa Ieyasu.


Scrittura, basi storiche e capacità di coinvolgimento rendono Shogun uno dei migliori romanzi storici per immergersi nel Giappone feudale e dei samurai, un bellissimo viaggio nel tempo cui si perdonano le poche, piccole inesattezze storiche[2].

Musashi, di Eiji Yoshikawa

Battaglia di Sekigahara, 21 ottobre 1600. È da qui che prende il via il romanzo storico Musashi, dalla vallata a est di Kyoto e del lago Biwa in cui avvenne il sanguinoso scontro vinto dallo schieramento di Tokugawa Ieyasu che, di lì a pochi anni, sarebbe diventato shogun. Con questa battaglia inizia uno dei periodi più affascinanti della storia del Giappone e prende vita il racconto dello scrittore Eiji Yoshikawa. Protagonista del romanzo è Miyamoto Musashi, personaggio realmente esistito e considerato il più grande maestro di spada della storia giapponese. Nel romanzo, il guerriero Musashi affronterà numerose sfide, difficoltà, fughe, inseguimenti, ricerche e duelli; e in tutto questo il lettore si trova immerso nel Giappone dei samurai, dei ronin, dei daimyo e dello shogunato Tokugawa.


Pubblicato nel 1935, Musashi ha un ritmo incalzante ed è stato il libro con cui mi sono avvicinato per la prima volta al mondo dei samurai. Lo consiglio, è un punto di partenza ottimo e avventuroso per esplorare l’universo samurai, un bel romanzo storico sul Giappone feudale.

47 ronin, di George Soulié de Morant

Il romanzo 47 ronin narra eventi realmente accaduti, tra i più memorabili nella storia dei samurai. Senza cedere alla tentazione di spoilerare, vi racconto l’antefatto che scatenerà le vicende narrate nel libro.

Nel periodo Tokugawa (1603-1868) i signori feudali (daimyō) erano obbligati a soggiornare per anni alterni a Edo (l’odierna Tokyo), presso la corte dello shōgun. Questa pratica consentiva allo shōgun di esercitare un forte controllo sui feudatari e, allo stesso tempo, di fiaccarne le forze. Nel 1701 Asano Naganori si trovava a Edo e fu uno dei due daimyō scelti per accogliere un inviato ufficiale dell’imperatore, che si sarebbe recato da Kyoto (capitale imperiale) fino a Edo in visita allo shōgun. L’accoglienza prevedeva il rispetto di un preciso protocollo e la preparazione di Asano Naganori fu affidata a Kira Kozukenosuke Yoshinaka. A causa di un dono mancato o non gradito, Kira iniziò a provocare sempre più pesantemente Asano, che alla fine tentò di ucciderlo. Questo avvenne all’interno del castello di Edo e, vista la gravità dei fatti, Asano fu obbligato a commettere seppuku.

I samurai al servizio di Asano rimasero sconvolti dalla vicenda e giurarono di vendicare l’onore del loro signore. Rimasti senza padrone, i samurai divennero ronin e 47 di loro diedero vita a una storia che ancora oggi è estremamente popolare in Giappone.


47 ronin

George Soulié de Morant

Il libro dei cinque anelli, di Miyamoto Musashi

Miyamoto Musashi (1584 – 1645) è considerato il più grande maestro di spada della storia giapponese, ma è stato anche un artista. Negli ultimi anni della sua vita si è dedicato ad arti come la calligrafia, la pittura, la forgiatura delle tsuba[3] e la scrittura. Il libro dei cinque anelli lo ha scritto quando aveva ormai sessant’anni e poteva contare su una grande esperienza come spadaccino sul campo, ma anche come maestro e direttore della scuola di spada Hyoho Niten Ichi Ryu, da lui stesso fondata.

Musashi fu un grande innovatore negli aspetti psicologici del combattimento con la spada e ne Il libro dei cinque anelli si trovano i suoi insegnamenti e la sua filosofia. Era noto per essere un ronin più che un samurai, ma nel libro indica quella che deve essere la via del samurai. Pur essendo stato scritto quasi quattrocento anni fa, il testo è curioso, coinvolge il lettore che cerca un libro sui samurai, perché vi troverà preziosi elementi di tecnica e psicologia del duello e della battaglia.

Ne Il libro dei cinque anelli Musashi cerca di indicare la via dell’Heiho, ossia della strategia, la via del guerriero samurai. Descrive alcune tecniche di combattimento ma, come i migliori maestri, cerca per lo più di indicare una via, dà importanza alla dedizione e all’approfondimento personali più che ai dettagli delle tecniche. Ed è per questo che il libro è prezioso ancora oggi, le tecniche psicologiche di Musashi possono essere applicate alla vita di tutti giorni, all’analisi di sé stessi o di una partita di tennis: ognuno ci può trovare la propria ispirazione.


Il libro dei cinque anelli

Miyamoto Musashi


Il libro dei cinque anelli è un testo utile per scoprire dettagli sui combattimenti samurai con la spada, ed è allo stesso tempo il testamento spirituale di Musashi che culmina nella sua parte finale con il Libro del Vuoto, dove la ragione deve lasciare spazio all’intuizione.

L’anima del samurai, di Thomas Cleary

Premetto che L’anima del samurai non è un libro facile da leggere, lo consiglio dopo aver letto qualche romanzo sui samurai e soprattutto un paio di saggi come La storia segreta dei samurai e Il libro dei cinque anelli, a meno che non abbiate già buone conoscenze di Buddhismo Zen e Taoismo. Se i libri recensiti finora esplorano la storia della famosa casta guerriera e ne approfondiscono un po’ la psicologia, con L’anima del samurai si va decisamente più a fondo, attraverso testi che raccontano quanto sia stata forte l’influenza dello Zen nella filosofia samurai.

Thomas Cleary, il curatore, ha tradotto più di 80 libri legati al buddhismo, taoismo, confucianesimo e L’anima del samurai raccoglie le sue traduzioni di tre opere giapponesi di filosofia marziale del XVII secolo, all’inizio dell’era Tokugawa. Due dei testi sono stati scritti dal maestro Zen Takuan Sōhō, l’altro dallo spadaccino Yagyu Munenori, fondatore del ramo Edo dello stile di spada Yagyū Shinkage-ryū[4], ufficialmente adottato dallo shogunato Tokugawa[5]. I testi, oltre a essere tradotti, sono commentati da Thomas Cleary, non attraverso le note ma direttamente nel testo; i commenti sono stampati in corsivo e questa scelta editoriale piuttosto originale, dopo un iniziale spiazzamento, l’ho trovata molto utile. I tre saggi non sono di immediata comprensione e i commenti, seppure non sempre facili, aiutano la lettura.

Leggendo il libro si intuisce quanto era lungo e difficile l‘addestramento dei samurai, che durava una vita intera. Per sconfiggere l’avversario occorreva conoscerlo, e per conoscere l’avversario si doveva prima di tutto conoscere sé stessi. Era necessaria una mente vuota, che non si fissa o si aggrappa a qualcosa, ogni rigidità poteva essere fatale.


L’anima del samurai

Thomas Cleary


I samurai praticavano lo Zen per adattarlo alle arti marziali, piuttosto che usare queste ultime per praticare lo Zen. Eppure gli insegnamenti di questo libro sono utili non solo per intuire l’anima del samurai, ma si possono adattare anche ai “guerrieri” di oggi. Come sottolinea a un certo punto Yagyu Munenori, “Parlo delle arti marziali perché il mio clan si occupa di scienza militare, ma questi principi non valgono solo in questo campo. Possono essere applicati a tutte le arti e le scienze, a tutte le Vie”.

Hagakure. Il codice segreto dei samurai, di Yamamoto Tsunetomo

Hagakure è stato scritto all’inizio del XVIII secolo, in un’epoca di decadenza dei samurai. Lo shogunato Tokugawa (1603-1868) è stato un periodo di pace e stabilità e la casta guerriera perse gradualmente la sua forza. Lo si percepisce leggendo Hagakure. Il codice segreto dei samurai, scritto da Yamamoto Tsunetomo con l’aiuto del suo allievo Tashiro Tsuramoto. Tsunetomo era al servizio del daimyō Nabeshima Mitsushige (nel feudo di Saga, in Kyushu) e dopo che questi morì si ritirò in un monastero. Una scelta obbligata visto che il junshi, un seppuku rituale per seguire il sovrano nella morte, fu messo il bando nel feudo di Saga nel 1661.

Tsunetomo in Hagakure rivela i codici di comportamento del samurai, attraverso racconti, aneddoti, principi morali e veri e propri consigli pratici. Temi centrali sono la devozione al sovrano e la morte, intesa soprattutto come annullamento dell’ego, condizione necessaria al samurai per assolvere al proprio compito. Tsunetomo aveva chiesto al suo allievo di distruggere il manoscritto dopo la sua morte, ma questi, in un atto di disobbedienza che va contro ai principi dell’Hagakure – e che riflette il periodo di decadenza della casta – fece circolare il manoscritto, pubblicato ufficialmente solo nel 1906. Il tema della morte fu frainteso, portato alle estreme conseguenze con i kamikaze della Seconda guerra mondiale, e poi ricondotto nei giusti binari nel secondo dopoguerra, inteso come morte dell’io per poter servire al meglio il sovrano. Da questo principio nacque l’etica dei salaryman, i colletti bianchi devoti all’azienda come i samurai al sovrano.


Hagakure. Il codice segreto dei samurai

Yamamoto Tsunetomo


Hagakure è un testo fondamentale per conoscere il codice di comportamento dei samurai, familiarizzare con termini come junshi, seppuku, kaishaku e scoprire bizzarre usanze come quella di bere bevande con feci di cavallo. Il testo originale è composto di 11 capitoli e 1343 brani, le edizioni in italiano sono una scelta di brani dell’originale. L’edizione Einaudi che ho letto e trovate linkata sopra include 360 brani, una presentazione di Carlo Lucarelli e due brevi testi introduttivi dei curatori che ben contestualizzano l’opera e la sua influenza nella società e cultura giapponese.

La vita quotidiana in Giappone al tempo dei samurai (1185-1603), di Louis Frédéric

Un titolo più preciso sarebbe stato “La vita quotidiana nel Giappone medievale (1185-1603)”, un po’ perché i samurai sono esistiti prima e dopo il tempo trattato dall’autore, un po’ perché nel libro non si parla solo di samurai. A parte questo, vi invito a viaggiare nel medioevo giapponese con Louis Frédéric, che attraverso ricerche, fonti letterarie e i rotoli miniati noti come emakimono è riuscito a ricostruire la vita del popolo, dei samurai e delle classe aristocratiche giapponesi dal periodo Kamakura (1185-1333) fino al periodo Azuchi-Momoyama (1573-1603).

La vita quotidiana in Giappone al tempo dei samurai (1185-1603) è una miniera di informazioni, si entra nella vita delle persone partendo dai rituali della nascita, della crescita, la maggiore età, i cognomi, il cibo, le bevande, le città, le abitazioni dell’epoca (dei ricchi, dei poveri, dei samurai), le stagioni, i mestieri. E si scopre che non sono pochi gli elementi del medioevo giapponese rimasti nella cultura attuale. E dopo una bella immersione nella vita quotidiana, non poteva mancare un capitolo dedicato alla guerra e ai guerrieri, cui seguono le parti finali del libro sulla religione e lo spirito del Giappone medievale.


La vita quotidiana in Giappone al tempo dei samurai (1185-1603)

Louis Frédéric


La vita quotidiana in Giappone al tempo dei samurai (1185-1603) è un saggio ricco, che forse richiede un po’ di conoscenze pregresse sulla storia e la cultura del Giappone per essere apprezzato fino in fondo. Una lettura densa e ricca di rimandi, un libro da leggere e da consultare, tra i più preziosi nella biblioteca dell’appassionato di samurai.

Nube di passeri, di Matsuoka Takashi

Nube di passeri è un bellissimo romanzo sui samurai. L’ho messo in fondo a questa lista un po’ per chiudere in bellezza, un po’ perché è un libro diventato ormai difficile da trovare. Al momento non viene più stampato, non c’è la versione ebook, ma si trovano ancora copie usate, ad esempio su Amazon.

Il romanzo è ambientato verso la fine dell’era dei samurai, quando il potere dello shogun è in decadimento e le navi straniere iniziano a circolare nella baia di Edo. Si sente che una lunga epoca è arrivata alla fine, che lo scontro finale è vicino; uno scontro che dovrà porre fine alla battaglia di Sekigahara, che nel 1600 divise il paese tra vincitori e vinti. Nell’anno in cui si svolge il romanzo, il 1861, si ha ancora la sensazione che quella battaglia non si sia chiusa, nonostante da allora il Giappone abbia vissuto quasi tre secoli di pace.

In un periodo così affascinante e malinconico della storia giapponese, si svolgono le vicende di Genji Okumichi, signore di Akaoka, di una geisha bellissima e potente, di samurai alleati e nemici, di monaci, spie e ninja, di stranieri venuti in Giappone in cerca del proprio destino.

Nube di passeri
Matsuoka Takashi

Nube di passeri, un romanzo sulla fine dell'era dei samurai

Libri sui samurai per bambini e ragazzi

Shotaro – Il bambino che voleva diventare samurai, di Maria Giulia Cotini

Shotaro è un ragazzino intelligente e determinato che vive in un villaggio giapponese del XV secolo. Suo padre è un samurai e anche lui un giorno vorrebbe diventarlo. Tra lui e il suo sogno c’è una disabilità fisica, con cui ogni giorno lotta, soffre, scherza, cresce, senza perdere mai l’occasione di trovare modi di superare i limiti che la natura gli ha imposto. La tenacia e l’intelligenza non gli mancano, anzi dentro di sé Shotaro è una tigre e vuole che gli altri vedano questo, non solo “il gattino che sono fuori”. Un maestro gli dirà:

Questo lo possiamo fare. Ma ricorda, Shotaro, che la tigre e il gattino dovranno imparare a convivere, o la belva ti divorerà pian piano dall’interno, portandoti all’infelicità.


Shotaro – Il bambino che voleva diventare samurai

Maria Giulia Cotini


Shotaro è un libro per ragazzi e bambini, ma è una lettura piacevole anche per gli adulti. Un’avventura nel Giappone feudale tra samurai, ronin, ninja e daimyo, tra castelli e templi giapponesi, vissuta con gli occhi di un ragazzino che non si arrende grazie anche al sostegno di amici e altri alleati.

Note

1 La protagonista della Madama Butterfly di Puccini (1904) era un’eroina pervasa da spirito samurai.

2 Per approfondire: Critica ed Errori di Shogun.

3 La tsuba è la guardia della spada giapponese.

4 La scuola di spada fu fondata in origine da Kamiizumi Nobutsuna e la chiamò Shinkage-ryū. Nel 1565, Nobutsuna lasciò in eredità la scuola al suo più grande studente, Yagyū Munetoshi, che aggiunse il proprio nome alla scuola, Yagyū Shinkage-ryū. Dopo la morte di Munetoshi, la scuola si divise in due: il ramo Owari e il ramo Edo, quest’ultimo fondato e guidato da Yagyū Munenori, figlio di figlio di Munetoshi.

5 Lo shogunato Tokugawa adottò ufficialmente anche un altro stile di spada, l’Ittō-ryū.

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2 Commenti

    • Buongiorno, le ho appena appena risposto in privato. Spero che abbia potuto leggere il messaggio, se non le è arrivato mi faccia sapere. Grazie, Alessio

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