Libri sulle leggende giapponesi: 8 libri su folclore e mitologia giapponese

Il Giappone è stato definito l’impero dei segni[1]. Viaggiando nel paese, leggendo un manga, un libro o guardando un anime ci si imbatte continuamente in strani simboli e creature che spesso sfuggono alla nostra comprensione. Allegri animaletti pelosi fuori dai negozi[2], volpi inquietanti all’ingresso dei santuari[3], statuine di pietra con un cappellino o un mantello di tessuto rosso nei giardini dei templi[4], solo per citarne alcuni. Il rischio è di perdersi tra tutti questi simboli, o di ignorarli completamente per non farsi travolgere.

Ho scelto otto libri di mitologia e leggende giapponesi che mi hanno aiutato a crearmi una mappa tra le centinaia di creature del folclore del paese, a mettere alcuni punti fermi nella conoscenza di una cultura enigmatica e difficile da comprendere. Il Giappone è una scoperta continua che aumenta il senso di mistero, soprattutto se si leggono libri come Racconti di pioggia e di luna e La monaca tuttofare, la donna serpente, il demone beone. Il fantastico, il grottesco e persino l’horror animano racconti che immergono nella cultura giapponese, nel folclore del paese e in qualche caso nella sua storia. Come scoprirete avventurandovi nella lettura di questi libri, il fantastico, le leggende e i fatti storici sono un delizioso tutt’uno, come spesso accade nelle vite dei più famosi samurai giapponesi.

In questa lista trovate libri su mitologia e leggende giapponesi come Miti e leggende del Giappone. Fiori, giardini e alberi, di Frederick Hadland Davis, un classico pioneristico come Ombre giapponesi, di Lafcadio Hearn. E poi i libri sui mostri, gli spiriti e le creature del folklore giapponese, come Il libro dello Hakutaku. Storie di mostri giapponesi, di Matthew Meyer e Enciclopedia dei mostri giapponesi, di Shigeru Mizuki. Libri che vi lasceranno tante buone storie e la voglia di saperne di più sul Giappone e sulla sua straordinaria cultura.

Buona lettura e buon viaggio.

Ombre giapponesi, di Lafcadio Hearn

In tema di racconti e leggende giapponesi, è difficile prescindere da Lafcadio Hearn (1850 – 1904), almeno per gli occidentali. Di madre greca e di padre irlandese, nacque nell’isola greca di Leucade e a sei anni si trasferì a Dublino. Il suo animo irrequieto lo portò presto a lasciare l’Irlanda per gli Stati Uniti, le Antille e il Giappone. È nel paese del Sol Levante, da poco aperto all’Occidente, che Lafcadio Hearn decise di stabilirsi. Si innamorò del Giappone e della figlia di un samurai, si sposò e prese il nome di Koizumi Yakukomo.

Di professione giornalista e appassionato di cultura nipponica, fu affascinato dai racconti popolari e dalle leggende del Giappone, spesso trasmesse solo oralmente. Si rese conto che questo patrimonio di storie stava per scomparire e si diede da fare per raccogliere il più materiale possibile. Buona parte del suo lavoro è confluito in Ombre giapponesi, una raccolta di storie e leggende recuperate da Lafcadio Hearn, spesso intere, in qualche caso mancanti di qualche parte ormai perduta, forse, per sempre.


Ombre giapponesi

Lafcadio Hearn


Nelle leggende di Ombre giapponesi si entra in contatto con un Giappone che in parte non c’è più, popolato di spiriti, divinità e strane creature. Un mondo in cui il terreno e l’ultraterreno, il regno dei vivi e dei morti, sono parte della stessa realtà.

Il libro dello Hakutaku. Storie di mostri giapponesi, di Matthew Meyer

Un libro nato dalla passione di Matthew Meyer, e forse anche dall’ambizione di ricreare il mitico, originale e ormai perduto Libro dello Hakutaku. Si narra che migliaia di anni fa un imperatore incontrò Hakutaku, un essere mostruoso con nove occhi, tre sul viso e tre su ognuno dei due fianchi. I due parlarono a lungo e l’imperatore apprese che nelle sue terre vivevano più di undicimila tipi di yōkai, esseri soprannaturali della mitologia giapponese. Il sovrano, colpito dai fatti narrati dal mostro, trascrisse tutto nel Libro dello Hakutaku, un testo leggendario di cui non esistono copie da tempi immemorabili, ma di cui sono sopravvissuti nei secoli miti e racconti.

Matthew Meyer nel suo volume ha raccolto più di cento yōkai, a ognuno dei quali ha dedicato una scheda con significato del nome (o dei nomi), dieta, habitat, origine, comportamento (a volte) e, in diversi casi, la leggenda. Un vero e proprio bestiario degli yōkai, impreziosito dalle belle illustrazioni a colori dell’autore. Un libro su mostri e leggende giapponesi che renderà felici gli amanti di storie, folclore e cultura del Sol levante. Gli appassionati vi troveranno creature rassicuranti come il maneki neko, il tanuki (un animale simile al procione), esseri viscidi e mostruosi come Haradashi (senza testa, con il volto che si apre sul ventre) e Jikininki (demone mangia uomini), personaggi leggendari come il grande tengu Sōjōbō che secondo la leggenda avrebbe addestrato Yoshitsune, uno dei più famosi samurai giapponesi.


Il libro dello Hakutaku. Storie di mostri giapponesi

Matthew Meyer


Un bellissimo libro illustrato, prezioso, ottima carta e qualità di stampa. Testi curati, tantissime informazioni in un volume da leggere, rileggere, consultare e regalare.

Enciclopedia dei mostri giapponesi, di Shigeru Mizuki

Shigeru Mizuki (1922 – 2015) era un mangaka della prima generazione, della stessa del padre dei manga Osamu Tezuka. La sua opera più nota è Kitaro dei cimiteri, che ha reso popolari anche in occidente gli yōkai, creature leggendarie del folklore del Sol Levante. L’Enciclopedia dei mostri giapponesi raccoglie il lavoro di ricerca svolto da Mizuki per realizzare Kitaro dei cimiteri, che lo ha portato a recuperare miti, leggende e racconti popolari giapponesi, alcuni tramandati solo oralmente.

L’Enciclopedia dei mostri giapponesi è un volume di circa cinquecento pagine scritto e illustrato dallo stesso Shigeru Mizuki. A ogni mostro ha dedicato una pagina, un bel disegno in bianco e nero, un testo che lo descrive e in diversi casi anche la leggenda o racconto popolare. È interessante scoprire che molti di questi mostri nascono da eventi e paure della vita quotidiana, hanno un’origine storica e a volte certe storie narrate danno l’impressione di essere testimonianze di fatti realmente accaduti. Cosa che forse non dovrebbe sorprendere, nei racconti del folclore giapponese il reale e lo spirituale si parlano in continuazione. E qualche yōkai è sempre dietro l’angolo, pronto ad entrare, nel bene o nel male, nella vita delle persone.


Enciclopedia dei mostri giapponesi

Shigeru Mizuki


L’Enciclopedia dei mostri giapponesi è probabilmente l’opera più completa in italiano sulle creature del folclore giapponese ed è il frutto di un grande lavoro. La consiglio per la completezza, i disegni e il valore storico, un viaggio nella cultura paese e nelle province e montagne giapponesi dove erano soliti comparire i mostri.

Racconti di pioggia e di luna, di Ueda Akinari (ugetsu monogatari)

In una notte della tarda primavera del quinto anno dell’era Meiwa, finisco di scrivere quest’opera accanto alla mia finestra, mentre, cessata la pioggia, è apparsa la luna appena velata; perciò, nell’affidarla al tipografo, la intitolo Racconti di pioggia e di luna.

Così Ueda Akinari termina la prefazione a questa raccolta di nove racconti fantastici, pubblicata nel 1768 (titolo giapponese: Ugetsu monogatari). Nato e cresciuto a Osaka, Akinari ha vissuto i primi anni della sua vita nel momento di massimo splendore economico e culturale della città del Kansai, cui diede il suo contributo inaugurando un genere nuovo, il racconto di ambientazione storica con elementi fantastici.

I Racconti di pioggia e di luna sono nove storie che potremmo definire di fantasmi che hanno le loro radici nel folclore e nelle leggende giapponesi. Non aspettatevi racconti di spettri con ambientazione gotica o horror alla Stephen King. Le storie narrate da Ueda Akinari rientrano nella tradizione del Kwaidan (oggi pronunciata e romanizzata come Kaidan) una parola che iniziò a diffondersi nel periodo Tokugawa (1603 − 1868) e indicava storie di fantasmi e popolari della tradizione giapponese e cinese. I Racconti di pioggia e di luna nascono in questo contesto e attingono sia dal folclore e dalla letteratura giapponesi e cinesi, sia da temi tipici dei romanzi e del teatro del Sol levante.


Racconti di pioggia e di luna

Ueda Akinari


I Racconti di pioggia e di luna includono elementi del fantastico e del meraviglioso, hanno una scrittura fluida e si leggono d’un fiato. Un libro squisito, che abbina elementi storici – samurai, monaci e altri personaggi realmente esistiti – al fantastico ripreso direttamente dal folclore nipponico e cinese. Un libro che non può mancare nella biblioteca di chi ama la cultura e le leggende giapponesi.

La monaca tuttofare, la donna serpente, il demone beone. Racconti dal medioevo giapponese

Un libro per fare un viaggio nel medioevo giapponese, con leggende e racconti popolari che, attraverso i secoli, sono giunti sino a noi. La monaca tuttofare, la donna serpente, il demone beone è una raccolta di dieci otogizōshi, racconti medievali che rielaborano temi e motivi della tradizione letteraria, orale, religiosa e popolare. Racconti che, grazie anche ai cantastorie come i biwa hōshi, sono entrati nel folclore giapponese per poi conoscere una rinnovata popolarità nei primi decenni del 1700. Fu allora che un libraio di Osaka realizzò una prima edizione stampata di otogizōshi, un genere a sé stante che ha molti punti in comune con le fiabe giapponesi, con i monogatari[5] guerreschi, di corte e il teatro nō.

La monaca tuttofare, la donna serpente, il demone beone. Racconti dal medioevo giapponese è una lettura che consiglio agli appassionati di leggende e racconti popolari giapponesi. Ci sono storie che non ho trovato in altre raccolte e la curatrice Roberta Strippoli ha fatto un ottimo lavoro sia con la scelta dei racconti, sia con l’introduzione e le note esplicative. Nei dieci otogizōshi di questo volume si trovano nobili, persone del popolo, monaci, monache, fanciulle, guerrieri, un petomane, ma anche spiriti, demoni, mostri che danno vita anche a storie giapponesi con elementi horror.


La monaca tuttofare, la donna serpente, il demone beone. Racconti dal medioevo giapponese

A cura di Roberta Strippoli


La monaca tuttofare, la donna serpente, il demone beone è un volume ben curato, imperdibile per gli amanti della cultura e del folclore giapponese, storie piacevoli, a volte commoventi e sempre ben scritte.

Miti e leggende del Giappone. Fiori, giardini e alberi, di Frederick Hadland Davis

Nella biblioteca degli appassionati di leggende giapponesi non può mancare questo piccolo libro, una novantina di pagine dedicate a leggende che hanno tra i protagonisti gli alberi, i fiori, le piante. Il Giappone è famoso per i suoi giardini, i bonsai, le fioriture dei ciliegi, i colori autunnali, l’attenzione per il trascorrere delle stagioni. Alberi e fiori sono parte integrante della cultura giapponese, il crisantemo è il blasone della famiglia imperiale, le 47 prefetture del paese hanno ciascuna un fiore che le contraddistingue. Non stupisce che fiori e alberi siano al centro di numerose leggende.

Miti e leggende del Giappone. Fiori, giardini e alberi è un libricino che parla di giardini, dell’amore che il popolo del sol Levante ha per i fiori; sono riportati piccoli aneddoti, pennellate di Giappone, per poi raccontare leggende in cui le piante hanno un ruolo chiave. Scoprendo, anche qui, quanto sia labile in Giappone il confine tra il mondo “reale” e quello degli spiriti.


Miti e leggende del Giappone. Fiori, giardini e alberi

Frederick Hadland Davis


È un libro che può spaventare per la sua brevità, ma racchiude leggende che personalmente non ho trovato in altri libri. Alcuni dei fiori e degli alberi più comuni in Giappone – il cedro[6], il salice, la peonia, il fiore di loto, ecc. – prendono vita in queste pagine e vi apriranno nuovi varchi nell’enigmatica cultura del paese.

Racconti popolari giapponesi, di Adriana Lisboa

Avevo qualche dubbio prima di acquistare questo libro. La copertina fin troppo semplice per i miei gusti mi faceva pensare a un volume poco curato. Non conoscevo la scrittrice brasiliana Adriana Lisboa e devo dire che in questa raccolta di racconti popolari giapponesi ci ha messo il suo talento. I racconti sono narrati con delicatezza, stile e ha saputo mantenerne il misticismo e le atmosfere giapponesi. Grazie alla sua abilità di scrittrice, le storie arrivano dritte al cuore.

Ottima scrittura e ottima scelta di racconti. Qui trovate ad esempio la famosa leggenda di Momotaro, il ragazzo nato da una pesca e tutt’oggi simbolo della città di Okayama. Curioso è anche il racconto intitolato La teiera magica che ha come protagonista un tanuki, un animale simile a un procione e che sin da tempi antichi è parte della mitologia del Giappone. Un bellissimo racconto è quello de La dama della neve, scelto dal regista Masaki Kobayashi come secondo episodio del film Kwaidan (1964)[7].


Racconti popolari giapponesi

Adriana Lisboa


Racconti popolari giapponesi, di Adriana Lisboa, è un piccolo libro per passare un po’ di tempo a contatto con le leggende e la cultura giapponese, senza rinunciare a una buona scrittura capace di emozionare.

Enciclopedia degli spiriti giapponesi, di Shigeru Mizuki

Shigeru Mizuki lo abbiamo già incontrato con l’Enciclopedia dei mostri giapponesi. In Giappone è conosciutissimo non solo come autore di manga, da cui sono stati tratti anime, ma anche come persona. La moglie un po’ di anni fa ha scritto un libro sulla sua vita e naturalmente il marito ne è stato parte essenziale. Dal libro è stata ricavata una serie TV mandata in onda nel marzo 2010 dalla NHK e qualche mese dopo, a novembre, è uscito il film. Nella cittadina di Sakaiminato gli è stata intitolata una via, Mizuki Shigeru Road, con oltre 150 statue ispirate agli yōkai che popolano i suoi manga.

In Italia Shigeru Mizuki non è altrettanto famoso, ma gli appassionati di storie, leggende e creature mitologiche giapponesi hanno ben accolto l’uscita, qualche anno fa, dell’Enciclopedia degli spiriti giapponesi. È un seguito della precedente opera sui mostri, la completa con ulteriori creature senza alterare la struttura del progetto editoriale. Anche in questo caso, a ogni spirito è dedicata una pagina, accompagnata da testi e arricchita con una illustrazione di Mizuki.


Enciclopedia degli spiriti giapponesi

Shigeru Mizuki


Trecento e passa pagine di spiriti giapponesi, con questo volume Shigeru Mizuki va ancora più sul locale, ci rivela spiriti avvistati nei boschi e nei villaggi giapponesi, riportando testimonianze e racconti popolari. Un viaggio nel Giappone più profondo e più connesso con gli spiriti che ancora popolano il paese.

Note

1 Roland Barthes (2002), L’impero dei segni, Einaudi.

2 Il tanuki, una creatura del folclore giapponese, basata sul cane procione (Nyctereutes procyonoides), un animale simile al nostro tasso e al procione.

3 Kitsune, che in giapponese significa volpe. Nella mitologia giapponese le volpi sono animali intelligenti, sviluppano poteri soprannaturali come la capacità di assumere sembianze femminili per ingannare gli uomini. In Racconti di pioggia e di luna, di Ueda Akinari, compaiono a volte espressioni come “essere ingannato da una volpe”.

4 Sono le statuine del bodhisattva (in giapponese, bosatsu) Jizō.

5 Il monogatari è un genere letterario giapponese, simile al romanzo. Significa “racconto” e il Genji monogatari, scritto nell’XI secolo, è considerato il primo romanzo della storia mondiale.

6 Cedro giapponese o cryptomeria, noto in Giappone come sugi.

7 Kwaidan, che nel giapponese moderno è pronunciato kaidan, significa storie di fantasmi, di apparizioni misteriose.

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