Acquapendente: cosa vedere nella Gerusalemme d’Europa e nei dintorni

Ho sempre pensato ad Acquapendente come a un luogo di passaggio. Visitando i borghi toscani dell’area del tufo, le Vie Cave Etrusche, luoghi misteriosi della Tuscia come la Piramide etrusca di Bomarzo e il sito archeologico di Corviano vedevo di tanto in tanto indicazioni per Acquapendente, immaginandomi, chissà come mai, che non ci fosse molto da vedere. La immaginavo come una semplice cittadina lungo la via Cassia, senza niente di speciale.

Sul fatto che fosse un luogo di passaggio, l’impressione era giusta: oggi è situato lungo la via Cassia, in passato vi transitava la Via Francigena. Ma non immaginavo che fosse un luogo in cui, oltre passare, valesse la pena anche sostare. Nel corso di una visita recente mi sono reso conto che le cose da vedere ad Acquapendente sono davvero tante, affascinanti e in qualche caso speciali.

Il borgo di Acquapendente è stato una vera sorpresa. Ho scoperto ad esempio che un tempo fu occupata da Federico I Barbarossa, che è chiamata la Gerusalemme d’Europa e che una sua chiesa dall’apparenza ordinaria nasconde una cripta quasi millenaria e custodisce la più antica copia del Santo Sepolcro. A pochi chilometri da Acquapendente si trovano poi il grazioso borgo di Torre Alfina, il misterioso bosco del Sasseto e tanta, tanta natura, visitabile attraverso i numerosi sentieri della Riserva Naturale Monte Rufeno.

Acquapendente, un luogo di passaggio in provincia di Viterbo in cui fermarsi almeno qualche giorno.

Acquapendente: cosa vedere

La Via Francigena e il Palazzo comunale

Probabilmente la vostra visita ad Acquapendente inizierà dalla piazza del comune, intitolata al medico e studioso Girolamo Fabrici. La piazza è dominata dal Palazzo comunale, un edificio ultimato nel 1884, ma alcuni pannelli informativi ci ricordano che un tempo, nell’Alto Medioevo, passava di qui la Via Francigena, un sistema viario che nel tratto principale collegava Roma a Canterbury. La via era percorsa ogni anno da migliaia di pellegrini che passavano anche di qui, dove oggi sorge il Palazzo comunale di Acquapendente. Erano diretti a Roma, tappa finale della Via Francigena, ma qualcuno proseguiva oltre, fino a Brindisi per imbarcarsi con destinazione Terra Santa.

Palazzo comunale di Acquapendente
Palazzo comunale di Acquapendente. Dalla piazza passava la Via Francigena – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Il pannello informativo nella piazza comunale sarà forse il primo, ma certamente non l’unico riferimento che troverete alla Via Francigena. Spuntano indicazioni un po’ ovunque, in questo territorio l’antica via di pellegrinaggio sembra molto sentita e senz’altro è ancora viva. Lo si vede dai sentieri, dai segnali, dai pellegrini a piedi che di solito fanno tappa in uno dei luoghi simbolo di Acquapendente, la Basilica del Santo Sepolcro.

Basilica del Santo Sepolcro

La prima volta che ho visto la facciata della Basilica del Santo Sepolcro ho pensato che fosse un edificio relativamente recente. Non sono un esperto di storia e architettura e, come per altre cose di Acquapendente, mi ero fatto un’idea sbagliata. La facciata è in effetti del ‘700 e da qui si entra in un una chiesa a croce latina con tre navate. Ma la parte più suggestiva è, almeno per me, l’antica cripta romanica, dove si scopre come mai la basilica è dedicata al Santo Sepolcro.

La cripta della Basilica (o concattedrale) del Santo Sepolcro – Foto di Riccardo Cuppini CC BY-NC-ND 2.0

Nella cripta è conservata quella che viene considerata la più antica copia del Santo Sepolcro di Gerusalemme. È per questo che Acquapendente viene detta anche la Gerusalemme d’Europa. La copia del Santo Sepolcro risale al X secolo e intorno, un paio di secoli dopo, vi è stata costruita la cripta. All’interno è custodita una pietra, che si dice portata fin lì dai crociati e bagnata dal sangue di Cristo. Ecco perché Acquapendente è ancora oggi un’importante tappa del pellegrinaggio lungo la via Francigena.

Se volete visitare la cripta, assicuratevi prima che sia aperta nel giorno della vostra visita. Trovate recapiti utili su varie pagine web, ad esempio qui e qui.

Fonti del Rigombo e della Rugarella

Le fonti del Rigombo e della Rugarella ci portano per certi versi alle origini di Acquapendente: il nome del paese deriva dalla presenza di numerose sorgenti e cascatelle che confluivano nel vicino fiume Paglia. La fonte della Rugarella si trova a nord della piazza del Comune e prende il nome dalla via in cui si trova. La fonte del Rigombo è invece a sud della stessa piazza ed era una sorta di stazione di servizio per chi arrivava dalla porta cittadina che si trovava nei pressi del Santo Sepolcro. Questa sua funzione sta all’origine del suo nome, dal latino recumbere, riposarsi[1].

Piazza e fonte del Rigombo

Torre del Barbarossa

Nel Medioevo Acquapendente aveva anche un castello, di cui oggi non rimane che una torre, nota come Torre dell’orologio o del Barbarossa.

La torre è un simbolo importante della storia aquesana. Nel dodicesimo secolo la cittadina fu occupata da Federico I Barbarossa, ma nel 1166 il popolo preparò un’insurrezione. Si racconta che in quell’anno due contadini aquesani stavano lavorando vicino a una cappella con una immagine sacra della Madonna, accanto a cui si trovava un albero di ciliegio ormai secco. I due uomini, con un certo pessimismo, dissero che la rivolta aveva le stesse probabilità di vincere di quel ciliegio secco di fiorire. A quanto pare, il ciliegio fiorì miracolosamente e il popolo poté portare a termine la rivolta con successo.


Il castello del Barbarossa venne distrutto. Rimase in piedi solamente una torre, anche se quella attuale è una ricostruzione del XIX secolo.

Il miracolo del ciliegio è ricordato dalla statua della Madonna del Fiore che ogni anno viene portata in processione durante la festa dei Pugnaloni che, a dispetto del nome, sono coloratissimi mosaici realizzati ogni anno con petali di fiore, foglie e altri elementi vegetali, che formano immagini ispirate alla libertà e al miracolo del ciliegio fiorito.

Altre cose da vedere ad Acquapendente

Girando per le vie del paese troverete molti altri punti di interesse, scorci curiosi, luoghi da fotografare. Tra gli altri, segnalo la chiesa di San Francesco (così è conosciuta tra gli aquesani, ma è dedicata a Santa Maria), la Torre Julia de Jacopo, la chiesa di Sant’Agostino e i numerosi murales, che ravvivano il borgo nei punti più inaspettati.

Mappa di Acquapendente con i luoghi di interesse

Cosa vedere nei dintorni di Acquapendente

Torre Alfina

Torre Alfina è un piccolo gioiello nel comune di Acquapendente. È facile da raggiungere in auto: dal capoluogo comunale, poco dopo la Basilica (Concattedrale) del Santo Sepolcro, lungo la Cassia in direzione Roma, si trova un incrocio che indica Torre Alfina. Si prosegue lungo la strada provinciale 50 e dopo un po’, sulla sinistra, si scorge un castello su una piccola collina. È il castello di Torre Alfina.

Il castello di Torre Alfina, nel comune di Acquapendente
Il castello di Torre Alfina – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Giunti nel borgo, ci si accorge che il centro abitato è davvero piccolo e nasce la tentazione di dedicargli un’ora al massimo. Come ho scritto in questa guida di Torre Alfina, consiglio di dedicare al paese almeno un paio di giorni. In sintesi, ecco perché:

  • Occorre un pomeriggio o una mattinata per visitare il castello. La visita guidata dura circa due ore e mezzo.
  • Un pomeriggio o una mattinata da dedicare al bosco del Sasseto. La visita guidata dura circa due ore.
  • Un paio d’ore per visitare il borgo e i dintorni del castello.
  • Una giornata da dedicare alle passeggiate nei sentieri che partono da Torre Alfina e alla visita del Museo del Fiore.

Il borgo è delizioso e facile da percorrere a piedi. Le salite non sono ripide e sembrano accogliere il visitatore. Il castello e le sue torri dominano il paese e di fronte al portone d’ingresso si trova una spettacolare terrazza panoramica. Se la giornata è chiara, la visuale spazia per decine o centinaia di chilometri in linea d’aria. È un luogo da meditazione.

Dalla terrazza potete proseguire all’interno del castello (se avete prenotato la guida) o continuare a visitare la parte alta del borgo, le mura, i bastioni e le antiche porte d’ingresso al paese.

Dal borgo di Torre Alfina partono alcuni sentieri della Riserva Naturale del Monte Rufeno. Chi ama camminare potrà apprezzare il sentiero La Scialimata (9 chilometri), di cui parlo in maniera più esaustiva qui. Sempre camminando, ma lungo un percorso più facile e accompagnati da una guida, potete visitare il bosco del Sasseto.

Il bosco del Sasseto

Ripensando alla mia visita bosco del Sasseto, mi vengono in mente parole come foresta incantata, luogo magico, spiriti silvani, bosco antico. Si può non credere alla magia, ma è difficile non sentirla in luoghi come questo. Una magia creata dalla natura lasciata libera di compiere i suoi cicli vitali, di crescere, maturare, vivere e morire liberamente. Sì perché qui gli alberi hanno il diritto di morire e di restare nei luoghi in cui hanno vissuto. I loro tronchi ormai privi di vita possono diventare rifugio di qualche animale, e sono cibo per gli organismi decompositori che riporteranno il legno e i suoi componenti a una nuova forma.

La parte sassosa del bosco del Sasseto (Torre Alfina, Acquapendente)
Bosco del Sasseto – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Prima di morire, gli alberi diventano monumenti viventi e con l’età assumono forme sempre più complesse che all’occhio umano, a seconda dei casi, possono apparire buffe, strane, curiose, inquietanti, orribili. Il tempo plasma gli alberi in opere d’arte, dà loro carattere e nel bosco del Sasseto di alberi antichi c’è abbondanza.

E poi ci sono poche e discrete opere umane, frutto della volontà del marchese Edoardo Cahen, che un secolo e mezzo fa aveva deciso di proteggere il bosco e di eleggerlo a sua ultima dimora. Verso la fine della visita guidata, sarete condotti al mausoleo del marchese Cahen, con il suo stile neogotico che gli dona un aspetto fiabesco.

Il mausoleo del Marchese Cahen, nel bosco del Sasseto (Torre Alfina, Acquapendente)
Bosco del Sasseto, il mausoleo del Marchese Cahen – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

– Leggi anche: Il bosco monumentale del Sasseto

Riserva Naturale Monte Rufeno

Viaggiando nel territorio di Acquapendente si sente la forte presenza della natura, dei boschi. Se ne accorse a fine ‘800 il marchese Edoardo Cahen con il bosco del Sasseto, di cui vietò il taglio degli alberi. Circa un secolo dopo, nel 1983, fu istituita la Riserva Naturale Monte Rufeno, quasi tremila ettari di bosco attraversati dal fiume Paglia.

Ho percorso alcuni sentieri di questa riserva e ho trovato buone sia le indicazioni, sia la manutenzione dei sentieri. È ben visibile la segnaletica lungo le strade provinciali per trovare i punti di accesso ai percorsi; forse si potrebbe fare qualcosa di più, ma potete sempre farvi aiutare da applicazioni come Osmand e GPX Viewer. Nel sito Parks.it ci sono le tracce kmz di ogni sentiero: in questa pagina trovate l’intera rete di sentieri e cliccando su ogni singolo sentiero potete scaricare la mappa kmz [2]. Ho trovato buona la manutenzione dei sentieri e rassicurante la presenza di numerosi paletti segnavia, di colore diverso a seconda del percorso.

Alcuni sentieri della Riserva Naturale Monte Rufeno partono da Torre Alfina, tra cui quello della Scialimata, che personalmente consiglio (maggiori dettagli qui).

Villaggio del carbonaio nel Sentiero escursionistico Monte Rufeno
Sentiero escursionistico Monte Rufeno: parte del villaggio del carbonaio – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Un altro bel percorso è il Sentiero escursionistico Monte Rufeno. Occorre arrivare all’ingresso 3 della riserva, seguire il sentiero e i segnavia colore giallo. Sono circa tre chilometri e mezzo facilmente percorribili, ovviamente con scarpe da trekking, abbigliamento adeguato e scorte d’acqua.

Camminando lungo Sentiero escursionistico Monte Rufeno si trovano alcuni punti di interesse. Probabilmente anche voi rimarrete affascinati dal Villaggio del Carbonaio, che si scorge nel bosco dopo vari minuti di cammino. Ci sono capanne, carbonaie e altre strutture ricostruite per darci un’idea di quello che era il lavoro dei carbonai. Alcuni pannelli informativi spiegano i dettagli della vita nel villaggio e, poco distante, tavoli e panche di legno vi permetteranno una sosta rigenerante.

Osservatorio astronomico Monte Rufeno – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Proseguendo, il sentiero a un certo punto inizia a salire, si comincia a sudare ma la fatica è premiata dall’arrivo all’Osservatorio Astronomico, dove di notte si può godere dello spettacolo offerto dagli astri del cielo e di giorno della vista panoramica. Siamo a quota 734 metri, di certo non alta montagna, ma abbastanza da avere una bellissima visuale su boschi, colline, Radicofani e il monte Amiata. Accanto all’osservatorio ci sono tavoli e panchine per un breve riposo prima di ripartire per il cammino che vi porterà fino al punto di partenza: giunti qui, avrete completato il percorso ad anello e potete ripartire per nuove esplorazioni nel territorio di Acquapendente.

Trevinano

Secondo Wikipedia a Trevinano risiedono 140 persone. È un borgo piccolissimo e, onestamente, non c’è molto da vedere. Eppure vale una visita. Già la strada che porta a Trevinano regala scorci fantastici: se arrivate da Acquapendente, potete prendere la Cassia (SR2) in direzione nord e, poco dopo il Villaggio Artigianale Campo Gregorian, imboccare la provinciale 51 dove, in qualche punto, potrete ammirare ampi paesaggi.

Trevinano, il borgo e il paesaggio – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Nella parte vecchia di Trevinano si è accolti da una via acciottolata che sembra una lunga terrazza panoramica. Il paesaggio è ampio e in fondo alla via si scorge il castello, che nel 1643 è stato trasformato in palazzo, attualmente proprietà dei Boncompagni-Ludovisi[3].

Arrivati al castello, il percorso può continuare nella parte più interna del paese. Fuori dal borgo si trovano indicazioni della via Francigena, mentre proseguendo lungo la strada provinciale 51 si può sconfinare in altre regioni nel giro di pochi chilometri: in Toscana procedendo in direzione nord fino a San Casciano dei Bagni, o in Umbria, proseguendo verso est, dove potreste scegliere Allerona come prossima tappa.

Onano: il giardino didattico

Onano non fa parte del territorio di Acquapendente, è un comune a sé stante. Mi piace segnalarlo lo stesso in questo articolo perché vi ho soggiornato e l’ho trovato un borgo accogliente, conosciuto forse più per le lenticchie che per le cose da vedere.

Il giardino didattico di Onano
Il Giardino Didattico di Onano – Foto di Alessio Pellegrini CC BY-NC-SA 2.0

Vi sono vari punti di interesse storico nel paese, che meritano un articolo a parte. Qui ho il piacere di segnalare il Giardino Didattico di Onano. Al momento della mia visita (maggio 2021), era gestito da volontari del paese e l’ingresso era gratuito. Il giardino è in divenire e cresce grazie alle donazioni di alberi da parte di persone di tutto il mondo: ci si trovano così alberi asiatici, americani, ma anche italiani, incluse antiche varietà di alberi da frutto. Molto interessante la sezione dedicata alle piante aromatiche, ho sperimentato un’ampia varietà di odori che è difficile trovare altrove. E poi ci sono sculture curiose, un piccolo stagno e la grande passione che ci mettono le persone che portano avanti il progetto.

Note

1 Per approfondire: https://www.acquapendente.online/fonti-del-rigombo-e-della-rugarella/

2 Da mobile, il sito non dà subito l’opzione per scaricare il file kmz. Andate in fondo alla pagina e cliccate su “Visualizzazione classica”, la pagina si ricaricherà e troverete anche il link per scaricare la traccia kmz.

3 Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Trevinano#Il_castello

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